Fonte foto: Wikipedia
Università Sapienza al centro di una denuncia formale: irregolarità, esclusioni e accuse di discriminazione nell’Esame di Stato per ingegneri
Studio, sacrifici, mesi di preparazione. Poi, l’esame. Ma non quello previsto dalla normativa: vari candidati all’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegneria – hanno denunciato gravi criticità emerse durante le prove orali svolte presso l’Università Sapienza di Roma. La vicenda, ora oggetto di segnalazioni ufficiali, solleva interrogativi profondi sulla trasparenza e l’equità del sistema.
Le accuse: domande fuori settore e commissione irregolare
Secondo quanto documentato da diversi candidati, la Commissione avrebbe posto quesiti tecnici non pertinenti al settore in violazione del D.P.R. 328/2001 che definisce il profilo abilitativo. Nessuna domanda sarebbe stata formulata in materia di deontologia professionale, obbligatoria per legge. Inoltre, sarebbero intervenuti almeno due docenti non inclusi nell’elenco ufficiale della Commissione, sollevando dubbi sulla regolarità della valutazione.
Discriminazione accademica: il peso dell’ateneo di provenienza
Diversi candidati provenienti da atenei privati e telematici hanno segnalato comportamenti denigratori e atteggiamenti svalutativi da parte di alcune Commissioni. Un comportamento che, se confermato, violerebbe la legge 240/2010 e i principi costituzionali di pari dignità accademica. “Non si combattevano le domande, ma i pregiudizi”, hanno dichiarato, sottolineando come l’origine accademica sia diventata un fattore discriminante.
La prova pratica negata: esclusione senza notifica
Nonostante la prova pratica fosse prevista per il 24 settembre, c’erano commissari non presenti nell’elenco in barba al principio di trasparenza ed equità. Un’esclusione mai notificata formalmente, che potrebbe configurare un provvedimento implicito e viziato. Il candidato ha annunciato l’intenzione di presentarsi comunque, rivendicando il diritto a completare l’esame e riservandosi ogni azione legale.
Clima ostile e minacce di intervento
Durante un tentativo di chiarimento con la segreteria didattica dell’Università Sapienza, il candidato riferisce di aver ricevuto risposte evasive e un’allusione alla possibile chiamata delle forze dell’ordine qualora si fosse presentato all’aula d’esame. Un episodio che ha contribuito a generare un clima di intimidazione, in netto contrasto con i principi di trasparenza e legalità che dovrebbero regolare ogni procedura pubblica. A conferma della tensione, all’ingresso della prova pratica un candidato sarebbe stato oggetto di un’aggressione verbale da parte del segretario didattico della Commissione, che gli avrebbe intimato di allontanarsi urlando, senza fornire alcuna spiegazione.
La registrazione e la perizia forense
A tutela della propria posizione, il candidato ha effettuato una registrazione integrale della prova orale e dell’aggressione verbale subita nei corridoi da parte del segretario didattico. Il materiale audio sarà ora sottoposto a perizia tecnica forense, con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità e ricostruire con precisione l’accaduto.
Le istituzioni coinvolte
La diffida legale è stata inviata all’Università Sapienza, al Consiglio Nazionale degli Ingegneri, al Ministero dell’Università e della Ricerca e ad altri organismi di vigilanza. Le segnalazioni chiedono l’apertura di un’indagine interna e l’adozione di misure correttive per garantire il rispetto delle normative e dei diritti dei candidati.
Un caso emblematico
Questa vicenda non è solo la storia di un singolo candidato, ma il riflesso di un sistema che, in alcuni casi, sembra dimenticare la propria missione: valutare competenze, non provenienze. L’Università Sapienza, istituzione storica e prestigiosa, è ora chiamata a rispondere con chiarezza e responsabilità. Perché l’abilitazione alla professione non può trasformarsi in un percorso ad ostacoli invisibili.
