Premio Ceravolo e Premio Giacoia: due premi che celebrano sia il talento sportivo che il valore del giornalismo italiano
Ogni anno, il Premio Ceravolo non è solo una celebrazione sportiva: è un atto d’amore verso il talento, la dedizione e le radici. Nel 2025, questo riconoscimento torna a brillare con una nuova edizione che ha come protagonista Enzo Maresca, allenatore del Chelsea, ma soprattutto uomo del Sud che ha saputo trasformare la gavetta in gloria.
Un uomo, una storia di riscatto
Maresca non è solo un nome nel calcio europeo. È un simbolo. Nato a Pontecagnano Faiano, cresciuto tra i campetti dell’oratorio dei Cappuccini, ha costruito la sua carriera passo dopo passo, senza scorciatoie. La sua storia mi ha colpita profondamente, perché racconta qualcosa che va oltre lo sport: parla di riscatto, di perseveranza, di sogni che si realizzano nonostante le difficoltà.
Dal campo alla panchina: una carriera straordinaria
Nel corso della sua carriera da giocatore, Maresca ha indossato maglie prestigiose: Juventus, Fiorentina, Siviglia, Olympiacos, Sampdoria, e molte altre. A Siviglia ha lasciato un’impronta indelebile, vincendo due Coppe UEFA e segnando una doppietta in finale. Ma è nel suo percorso da allenatore che, secondo me, ha espresso la parte più autentica di sé. Dalla Elite Development Squad del Manchester City, dove ha vinto la Premier League 2, fino alla promozione del Leicester City in Premier League nel 2023, e ora alla guida del Chelsea, con già una Conference League e un Mondiale per Club in bacheca.
Il valore del Premio Ceravolo 2025
Il Premio Ceravolo 2025 celebrerà non solo per i trofei, ma per ciò che rappresenta: un uomo del Sud che ha saputo imporsi in un mondo competitivo, senza mai dimenticare da dove viene. Come ha detto Maurizio Insardà, ideatore dell’evento, Maresca “viene dalla gavetta”, e questo lo rende particolarmente meritevole.
Cosa rende grande una persona
Riflettendo su questo, mi sono chiesta: cosa rende davvero grande una persona? I titoli? I riconoscimenti? O la capacità di restare fedeli a sé stessi, anche quando il successo potrebbe farci dimenticare le origini? Maresca, in questo senso, è un esempio raro. E il Premio Ceravolo diventa allora non solo un tributo, ma un messaggio: il talento meridionale può conquistare l’Europa, e lo fa con dignità, lavoro e passione.
Un premio che celebra anche l’attaccamento alla maglia
Un altro momento toccante dell’edizione 2025 sicuramente sarà il riconoscimento speciale a Nicolò Brighenti, figura chiave dell’US Catanzaro. La sua dedizione alla squadra calabrese è un altro volto del calcio che emoziona: quello fatto di attaccamento, sacrificio e amore per la maglia. In un’epoca in cui il calcio sembra spesso dominato da interessi economici, storie come quella di Brighenti ci ricordano che esiste ancora uno spazio per l’autenticità.
Una cerimonia che unisce sport e giornalismo
Nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista Marica Giannini e accompagnata da Italo Cucci, si respirerà un’atmosfera di profondo rispetto per il merito e la memoria. Il Premio Emanuele Giacoiasarà consegnato a Carlo Verna, ex presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per il suo contributo al giornalismo italiano a testimonianza di un’eredità professionale e umana che attraversa generazioni. Questo momento aggiungerà un ulteriore strato di significato all’evento, ricordandoci che il racconto dello sport è parte integrante della sua grandezza.
Il calcio come specchio della vita
Personalmente, il Premio Ceravolo 2025 mi ha fatto riflettere su quanto sia importante raccontare queste storie. Perché dietro ogni successo c’è una fatica invisibile, un percorso fatto di cadute e risalite. E se c’è una cosa che il calcio ci insegna, è che la vittoria non è solo alzare una coppa, ma saper camminare a testa alta, anche quando nessuno ti applaude.
In un mondo che corre veloce, fermarsi a celebrare il merito, la costanza e le radici è un atto rivoluzionario. E il Premio Ceravolo lo fa ogni anno, con eleganza e profondità. Per questo, non è solo un premio sportivo. È un faro. Un invito a credere che il talento, quando è accompagnato da valori, può davvero cambiare il mondo.
