Fonte immagine: scuolalink.it
La scuola è stata protagonista delle ultime notizie di cronaca. Sotto la lente d’ingrandimento, o, meglio, sotto il metal detector del Ministro i coltelli ed altre armi atte ad offendere e che non dovrebbero fare la loro comparsa nelle aule scolastiche.
Scuola, troppi casi di violenza
“Viene ucciso un ragazzo con un coltello. Oggi hanno ne hanno trovato un altro con un machete a scuola. Purtroppo sta diventando quasi una moda e molti giovani girano armati”. Così il Ministro dell’Istruzione Valditara-Da questo presupposto parte la proposta dello stesso intervenuto a un evento della Lega in Abruzzo. La sua idea è introdurre metal detector mobili negli istituti scolastici che ne facciano richiesta. “La prima cosa che mi viene in mente è offrire alle scuole la possibilità di controllare gli ingressi. Se un preside o una comunità scolastica è preoccupata, può rivolgersi al prefetto, che valuterà l’utilizzo dei dispositivi”, spiega il ministro. E respinge le accuse di voler militarizzare gli istituti: “Qualcuno parla di repressione, e c’è anche chi gli dà retta. Ma questa è sicurezza”.
Valditara insiste per una misura ritenuta necessaria
La proposta è divisiva. Valditara insiste sul fatto che non si tratti di un approccio punitivo, ma di una misura necessaria per “difendere e garantire la sicurezza di chi lavora nella scuola e dei nostri ragazzi”. Nonostante ciò, le critiche dell’opposizione non si placano. Il ministro, però, tira dritto: sta lavorando a una circolare con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, definita “una risposta alle richieste che arrivano dalle scuole”. E avverte: “Su questo tema sarebbe grave dividersi”. Secondo Valditara, inoltre, la misura sarebbe apprezzata anche dagli studenti: “Il 60% dei giovani è favorevole ai controlli ed è logico, serve a tutelare la loro sicurezza”.
Il piano del Ministro
Il governo punta a mettere a disposizione metal detector mobili, simili a quelli utilizzati nei concerti o negli eventi pubblici, da impiegare negli istituti considerati “a maggior rischio”. Non sarebbero installazioni fisse: verrebbero richiesti dai dirigenti scolastici alle forze dell’ordine in caso di segnalazioni sulla presenza di coltelli o altre armi da taglio.

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