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Con il Superbowl 2026 si è chiusa la stagione di Football Americano. Lo scrive Pier Paolo Porta. L’ultimo atto ha visto contendersi il Vince Lombardi Trophy la vincitrice della NFC, i Seattle Seahawks e della AFC, i New England Patriots. L’evento si è svolto al Levi’s Stadium di Santa Clara in California ed è stato visto da più di 120 milioni di spettatori. Di seguito quanto scrive il giornalista.
Superbowl, una sorta di messa laica
Scrive Porta: “La partita calamita spesso l’attenzione dei media e negli USA è una sorta di messa laica dove la nazione a stelle e strisce mostra la sua onnipotenza. L’halftime show in particolare ha sempre avuto una notevole eco e risonanza televisiva. Tanti i musicisti di fama mondiale, che negli anni anni si sono esibiti sul palco allestito alla fine del secondo quarto della partita. Le pubblicità di note aziende hanno costituito la linfa vitale del main event e creato un giro di affari sempre più consistente fino a raggiungere la cifra monstre di circa 20 miliardi di dollari. Quest’anno le star protagoniste sono state il complesso musicale dei Green Days e il rapper Portoricano Bad Bunny. Questi é fresco vincitore dei Grammy Awards e primo artista ad esser premiato per aver scritto un intero album in lingua spagnola. Ancor più della singola performance il momento clou è stata l’invettiva e la critica degli artisti all’amministrazione Trump. Bersaglio soprattutto il tema immigrazione, col presidente che ha cinguettato sui social la sua avversione ai Latino’s definendo lo spettacolo un affronto all’America come nazione.”
La partita in secondo piano
Prosegue il giornalista: “La partita che avrebbe dovuto essere la protagonista prendendosi il giusto proscenio, diventa spesso l’evento secondario di una serata all’insegna dello Show Time. Per la cronaca hanno vinto i Seattle Seahawks 29 a 13. La compagine di coach Mike Mcdonald (uno dei più giovani capo allenatori della storia) senza annoverare grandissime stelle tra il proprio roster ha vinto costruendo un team basato sul sistema squadra e i suoi movimenti sul campo. Ai New England Patriots non è riuscito di ripetere i fasti di Tom Brady (leggendari i suoi 7 trofei ), sempre costretti a forzare le giocate dalla difesa di Seattle; fino all’inizio dell’ultimo quarto la squadra del Connecticut non aveva ancora segnato un punto e solo negli ultimi minuti sono riusciti a limitare il passivo. Forse non è stata la partita più spettacolare nella storia del Superbowl ma in uno sport dove gli attacchi fanno vendere i biglietti e i Quarterbacks entrano nella leggenda, la difesa fa vincere i trofei. Lo hanno insegnato i Seahawks ma è lo sport in genere che lo suggerisce.”
Così conclude Pier Paolo Porta
