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LND, AIA, AIAC e AIC unite: “Basta violenza. Il calcio è rispetto”
La Calabria del calcio dilettantistico si ferma per dieci minuti. Un gesto simbolico, ma necessario, per dire con forza che la violenza non può più trovare spazio né sugli spalti né sul terreno di gioco. Dopo gli episodi che nelle ultime settimane hanno coinvolto giovani arbitri, il CR Calabria della LND e il CRA Calabria dell’AIA, insieme alle componenti federali AIAC e AIC, hanno diffuso un comunicato congiunto che ribadisce una posizione netta: “tolleranza zero verso ogni forma di aggressione, intimidazione o prevaricazione”.
Le istituzioni sportive regionali si stringono attorno ai direttori di gara colpiti da comportamenti definiti “vili”, esprimendo solidarietà alle loro famiglie e riaffermando il ruolo dell’arbitro come garante delle regole e della lealtà sportiva. “Lo sport è veicolo di valori positivi – si legge nel comunicato – e tutto ciò che oltraggia l’immagine del movimento deve essere estirpato con decisione”.
Un incontro per ricostruire un clima di rispetto
Nella giornata di ieri, i presidenti di tutte le sezioni AIA calabresi si sono riuniti con dirigenti, allenatori e calciatori per un confronto diretto. Un momento di responsabilità collettiva che ha portato a una presa di distanza unanime da ogni forma di violenza, senza attenuanti né giustificazioni.
Il messaggio è chiaro: “una partita di calcio non può diventare un luogo di sfogo per frustrazioni personali”, ma deve restare un’occasione di condivisione, crescita e rispetto reciproco.
Dieci minuti di ritardo per riflettere
Per sensibilizzare tutto il movimento, è stato deciso che in tutte le gare del weekend il calcio d’inizio sarà ritardato di dieci minuti. Durante questa pausa, verrà letto un messaggio ufficiale contro la violenza, affidato agli impianti audio o ai capitani delle squadre.
Un gesto semplice ma potente, pensato per ricordare che il calcio dilettantistico vive grazie alla passione di chi scende in campo ogni settimana e che ogni episodio di violenza sarà affrontato con la massima severità dagli organi di giustizia sportiva.
Il messaggio che verrà letto in tutti i campi
Il testo scelto è un invito alla responsabilità condivisa: “No alla violenza, nelle parole, nei gesti, nei pensieri… La violenza non ci rappresenta”.
Un impegno collettivo a proteggere il valore dello sport, a sostenere chi lo rende possibile e a costruire una comunità che rifiuta ogni forma di aggressione.
