Tra Washington e Teheran il tempo è scaduto.
E noi continuiamo a rincorrere le crisi invece di anticiparle
C’è un momento, nella politica internazionale, in cui la cronaca smette di essere cronaca e diventa un test di maturità collettiva. I colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad – l’ennesimo tentativo di evitare che la tregua in Medio Oriente si dissolva nel nulla – appartengono esattamente a questa categoria. Non è solo diplomazia: è la misura di quanto il mondo sia ancora capace di fermarsi un passo prima del baratro.
Washington arriva al tavolo con l’urgenza di chi sa di aver già perso troppo tempo. Le parole di Trump – “senza un accordo sarà lungo e difficoltoso recuperare l’uranio iraniano” – non sono solo una minaccia, ma la fotografia di una strategia che si regge su pressioni e calcoli militari. Teheran risponde con la consueta rigidità: niente negoziati sotto minaccia. È un copione che conosciamo bene, ma che ogni volta si ripresenta più fragile.
Intanto, fuori dalle stanze dei colloqui, la realtà corre più veloce della diplomazia. La tregua in Libano è già saltata, il prezzo del petrolio sale, le borse europee oscillano come se bastasse un soffio per farle crollare. E mentre i leader si parlano attraverso dichiarazioni calibrate, la popolazione civile continua a pagare il prezzo più alto, come sempre.
Il punto, però, è un altro: continuiamo a trattare ogni crisi come un incendio improvviso, quando invece covava da mesi. Ci sorprendiamo dell’escalation, ma non ci sorprendiamo mai della nostra incapacità di prevenirla. È un paradosso che si ripete, e che ormai sembra parte integrante del sistema internazionale.
Le prossime ore diranno se a Islamabad si riuscirà almeno a guadagnare tempo. Ma il vero interrogativo resta sospeso: quanto ancora possiamo permetterci una diplomazia che arriva sempre dopo, sempre in affanno, sempre con il fiato corto. Perché il mondo non ha bisogno di un’altra tregua che dura tre giorni. Ha bisogno di una visione. E quella, al momento, è la grande assente.
A cura di Marco Ciriello
