“Prenditi cura di te”: a Palazzo San Giorgio un invito alla responsabilità sociale
Si è svolta a Palazzo San Giorgio, nel cuore di Reggio Calabria, la manifestazione “Prenditi cura di te”, un momento di riflessione pubblica dedicato al tema della violenza sulle donne e alla necessità di costruire una rete sociale capace di accogliere, sostenere e accompagnare chi vive situazioni di fragilità. Un titolo che è insieme messaggio, impegno e direzione politica: prendersi cura come gesto individuale, ma soprattutto come responsabilità collettiva.
La testimonianza di Maria Antonietta Rositani
Al centro dell’incontro, la testimonianza intensa e lucida di Maria Antonietta Rositani, sopravvissuta a un gravissimo tentativo di femminicidio e oggi voce autorevole nella lotta contro la violenza di genere. La sua presenza ha trasformato l’evento in un dialogo concreto sul coraggio, sulla dignità e sulla possibilità di ricostruire sé stesse anche dopo ferite profonde.
Rositani ha ricordato come la cura – quella estetica, quella emotiva, quella sociale – possa diventare un primo passo verso la rinascita:
Il mio è un obiettivo sociale: la donna vittima di violenza o malata di cancro può rivolgersi alla società e chiedere aiuto. Parrucchieri, estetiste apriranno i loro saloni per prendersi cura di una donna fragile. Non esiste vergogna, deve essere abbattuta. Nessun marchio: quello deve averlo colui che ci ha fatto l’aggressione. Quando ero in ospedale il mio pensiero era anche quello dei miei capelli, il rossetto rosso non mi mancava. Ho trovato la forza anche in questo: renderci belle, sentirci normali è un passo importante.
Le sue parole hanno restituito un’immagine chiara: la cura non è superficialità, ma un atto di restituzione di normalità, un modo per riappropriarsi del proprio corpo e della propria identità dopo la violenza. È un gesto che diventa politico quando coinvolge la comunità, le professioniste e i professionisti del territorio, le istituzioni.
Una rete sociale che accompagna, non giudica
L’iniziativa ha infatti sottolineato l’importanza di una rete sociale ampia, capace di andare oltre l’emergenza e di costruire percorsi di sostegno quotidiano. Una rete che non si limita a proteggere, ma che accompagna, ascolta, accoglie senza giudizio. “Prenditi cura di te” diventa così un invito rivolto a tutti: alle donne che affrontano la violenza, a chi le circonda, alle istituzioni chiamate a garantire strumenti concreti, ai cittadini che possono trasformarsi in sentinelle di attenzione e solidarietà.
La manifestazione di Palazzo San Giorgio ha mostrato come la cura possa diventare un linguaggio comune, un ponte tra storie diverse, un modo per restituire dignità e possibilità. E ha ricordato che la lotta contro la violenza di genere non è solo prevenzione o repressione, ma anche ricostruzione, vicinanza, presenza.
Un messaggio che resta, forte e necessario: prendersi cura è un atto di comunità.
