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“Nel tepore del ballo” è il nuovo film di Pupi Avati. Il nuovo film dell’ottantasettenne regista segna il ritorno al dramma intimista, ma con una storia semplice. Ne scrive Antonella D’Ambrosio su “News Arte e Cultura”.
“Nel tepore del ballo”, la trama
Gianni Riccio, celebre conduttore televisivo all’apice della carriera, viene travolto da uno scandalo finanziario. Il film racconta la caduta pubblica del personaggio. Emerge anche il suo passato privato segnato dalla perdita precoce dei genitori e anche dal suo primo grande amore sacrificato alla carriera. Gianni trova il coraggio di cercare Clara: vorrebbe tornare ai giorni felici di quell’antico amore, la gioia di quel lontano ballo sulle note di “Only You”. “Avevo in mente questa storia da molto tempo – dice il regista – volevo analizzare il secondo tempo di una vita. Di una vicenda umana che aveva nel successo un traguardo per poi mostrarne gli aspetti negativi. Riflettevo da tanto su come spesso si passa dal successo – inteso come punto di arrivo dell’esistenza di un essere umano che abbia speso tutto sé stesso per arrivare a realizzarsi – all’insuccesso. il nostro racconto parla soprattutto dei media e della loro inaffidabilità. Gianni Riccio, un celebre conduttore tv all’apice della sua carriera, si ritrova all’improvviso a confrontarsi con la giustizia. Si rende conto che l’avere ottenuto tanto successo rappresenta anche un grande problema, ti costringe addirittura a nasconderti al mondo”.
Il tema centrale
Al centro del film il tema delle grandi scelte della vita, della propria reputazione e della possibilità di una rinascita sudata. La trama si svolge tra Roma e Jesolo, scelta da Riccio come rifugio dalla popolarità e ritorno a un passato familiare e affettuoso, rappresentato dalla zia, unica figura per lui di accogliente riferimento. Massimo Ghini è il protagonista, Clara, la sua ex, è interpretata da Isabella Ferrari. Giuliana De Sio è, spiritosamente, “la Morta”, Lina Sastri è l’affettuosa zia, Sebastiano Somma l’amico di sempre. Nel ricco cast anche Pino Quartullo, Morena Gentile e Manuela Morabito; Raoul Bova, nel ruolo del Mister, fa sempre la sua figura; nei ruoli di loro stessi: Bruno Vespa, Jerry Calà e Pascal Vicedomini.
Le parole di Pupi Avati
“Il racconto che vi proponiamo è incentrato sul rinnamoramento. – racconta Pupi Avati – Su quel misterioso sentimento che nel tramonto della propria esistenza compenetra di sé ogni individuo. Soprattutto quel genere di individuo che non vede nel sentirsi invecchiare il coincidere di quell’autostima che ha sempre cercato. “
La regia è di Pupi Avati, come anche il soggetto con il fratello Antonio e Marco Molendini, la sceneggiatura è del figlio di Pupi, Tommaso Avati, e Pupi Avati, la fotografia di Cesare Bastelli, l’apprezabile scenografia di Giuliano Pannuti, i costumi di Beatrice Giannini, il chiaro suono di Eduardo Orsini, il montaggio di Ivan Zuccon, le musiche, che restano impresse, di Stefano Arnaldi, evidentemente tutti professionisti che lavorano bene insieme. Il film, prodotto da Antonio Avati, è una produzione Duea Film con Rai Cinema in associazione con Wich Production Jessica Oliveti Baffa, Film Club Distribution, presentato in anteprima al BIF&ST, sarà in sala dal 30 aprile distribuito da 01 Distribution.
