Avrò cura di te diventa impegno culturale e civile nella serata dedicata ai ragazzi del Rione Sanità al Teatro Pime di Milano.
“Avrò cura di te” non è soltanto il titolo che accompagna la serata del 22 maggio al Teatro Pime di Milano. È una promessa civile, un gesto che attraversa le storie dei ragazzi del Rione Sanità e le porta oltre i confini del quartiere, trasformandole in un racconto di rinascita che riguarda tutti. La musica diventa linguaggio di possibilità, strumento di dignità, spazio in cui il talento incontra la responsabilità collettiva.
Dal Rione Sanità al mondo: la musica come infrastruttura sociale
Lo spettacolo ideato da Attilio Varricchio e Antonio Loffredo, con l’Orchestra Tornaccantà e la Piccola Orchestra dei Popoli, non è un semplice concerto. È un attraversamento. La direzione artistica di Claudio Cardito e quella didattica di Mauro Squillante guidano un percorso che intreccia formazione, disciplina, ascolto reciproco. Ogni nota restituisce un cammino, ogni voce porta con sé un pezzo di comunità. È qui che la cura diventa pratica quotidiana: un investimento sul talento, un modo per trasformare fragilità in forza, un atto culturale e politico.
Milano accoglie una promessa: la cura come incontro
La serata milanese costruisce un ponte tra territori e storie. Prima dello spettacolo, l’apericena con prodotti napoletani apre uno spazio di convivialità che rafforza il senso di comunità. È un gesto semplice, ma coerente con il titolo: la cura passa anche dalla capacità di creare luoghi in cui ci si riconosce, ci si ascolta, ci si sostiene.
“Avrò cura di te” diventa così un impegno condiviso. È la prova che l’arte può generare cambiamento, che la cultura può farsi infrastruttura sociale, che la musica può diventare un luogo in cui nessuno è lasciato indietro. Il 22 maggio, al Teatro Pime, questo impegno prende forma. E diventa voce, ritmo, presenza. Diventa comunità.
