Fonte foto: Ass. Straface
La Calabria nella transizione verso il nuovo modello di inclusione: la posizione dell’assessora Pasqualina Straface
La mattinata di confronto promossa dalla CGIL sul decreto legislativo n. 62/2024 ha offerto l’occasione per misurare la portata di una riforma che non si limita a ridefinire procedure e ad aggiornare un impianto normativo, ma introduce un cambiamento culturale profondo. Il nuovo modello di inclusione e partecipazione delle persone con disabilità segna infatti il superamento di un sistema frammentato, costruito su prestazioni e compartimenti, per approdare a un impianto unitario centrato sulla persona, fondato sulla valutazione multidimensionale e sul progetto di vita individuale.
Un cambio di paradigma che interpella le istituzioni
È un passaggio che si colloca nel solco della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e che, come ha sottolineato l’assessora regionale alle Politiche sociali, Pasqualina Straface, “richiama tutti noi a una responsabilità nuova: garantire diritti effettivi, autodeterminazione e piena inclusione sociale”. La riforma, nelle sue parole, non chiede soltanto di applicare una norma, ma di costruire un sistema capace di coniugare diritti, sostenibilità e qualità dei servizi, evitando che la complessità istituzionale ricada sulle persone e sulle famiglie.
Nel suo intervento, Straface ha ripercorso il percorso avviato dalla Regione Calabria per governare questa transizione con atti concreti. Ha ricordato l’elaborazione delle linee di indirizzo sui progetti di vita, la definizione delle Unità di Valutazione Multidimensionale e dei Punti Unici di Accesso, l’avvio della sperimentazione già nel 2025 e la sua estensione all’intero territorio regionale, insieme al rafforzamento della collaborazione con INPS, Aziende sanitarie e Ambiti territoriali sociali. Ha evidenziato inoltre l’importanza del monitoraggio costante e della formazione degli operatori, elementi indispensabili per rendere stabile e omogenea l’attuazione del nuovo modello.
Verso un’integrazione sociosanitaria più solida
È in fase di definizione anche un Accordo interistituzionale che, come ha spiegato l’assessora, “renderà ancora più solida l’integrazione sociosanitaria, con regole chiare, tempi certi e responsabilità definite”. Una prospettiva che punta a consolidare un sistema capace di lavorare in modo integrato, superando logiche separate e mettendo al centro la persona, non l’ente. “La direzione è chiara: costruire progetti, non erogare prestazioni”, ha affermato, ribadendo la necessità di un approccio che valorizzi la partecipazione attiva e la personalizzazione dei percorsi.
La Calabria si presenta dunque pronta a fare la propria parte con serietà istituzionale e spirito di collaborazione, consapevole che il grado di civiltà di un sistema si misura dalla capacità di rendere concreti i diritti e non dalla loro semplice enunciazione. L’iniziativa promossa dalla CGIL ha rappresentato un momento di confronto utile e necessario, capace di mettere in relazione la cornice nazionale con le scelte territoriali e di restituire la complessità – ma anche la forza – di una riforma che chiede a tutti gli attori di assumere un ruolo attivo nella costruzione di un nuovo modello di inclusione.
