Sono egiziani Osama Shalaby e il figlio Mohammed. Sono intervenuti insieme ad altri cittadini per immobilizzare il 31enne che ha investito sette persone nel centro di Modena. Lo scrive Modena Today. “Il nostro sogno è una casa per la famiglia”. Il sindaco: “La risposta migliore a chi alimenta odio”
Egiziani, ma non solo, sono intervenuti a prestare soccorso
Inferno a Modena ieri pomeriggio: l’auto lanciata contro i pedoni nel centro, poi il caos, le urla, i feriti a terra. E infine alcune persone che, senza conoscersi tra loro, corrono verso l’uomo indicato come responsabile per fermarlo: sono italiani, egiziani, pakistani. Innanzitutto Luca Signorelli, l’uomo che, per primo, non ha esitato a bloccare Salim El Koudri una volta uscito dall’auto con un coltello in mano. Ma anche Osama Shalaby, muratore egiziano di 56 anni, e il figlio Mohammed, 20 anni. Loro hanno inseguito e contribuito a bloccare Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo aver investito sette persone sabato pomeriggio lungo via Emilia Centro.
Le parole di Osama Shalaby
“Non abbiamo avuto paura, siamo egiziani, abbiamo paura solo di Dio”, ha raccontato Osama all’Ansa. Padre e figlio spiegano di aver agito d’istinto, insieme ad altri cittadini intervenuti prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, e oggi dicono di essere colpiti dai tanti ringraziamenti ricevuti. Poi emerge anche una storia personale particolare. “Sono trent’anni che vivo in Italia ma non sono cittadino italiano – ha detto il 56enne – spero che il mio gesto serva a qualcosa”. Poi aggiunge quello che definisce il sogno della famiglia: “Una casa popolare in cui vivere tutti insieme”. Il loro intervento è diventato uno dei simboli della risposta spontanea della città all’aggressione.
Il sindaco di Modena contro ogni strumentalizzazione
Il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, dopo il vertice convocato in prefettura, ha invitato a evitare strumentalizzazioni e divisioni. “A chi pensa di utilizzare questa cosa per dividere e per alimentare ulteriormente rancori e incendi diciamo che abbiamo bisogno della massima unità, con la massima fermezza e determinazione nel colpire il responsabile di questo gesto”, ha dichiarato il primo cittadino. Mezzetti ha criticato il clima sui social network dopo l’accaduto: “Faremo i conti con quello che leggo sui social, alcune cose molto brutte. Ma questo non è il momento delle polemiche, è il momento di riunire la comunità e farla sentire insieme, solidale”. Il sindaco ha indicato come esempio il comportamento dei cittadini intervenuti per fermare il 31enne: “Prendendo esempio da chi ieri, con spirito civico, coraggio e abnegazione, è intervenuto per bloccare l’autore dell’atto e consegnarlo alle forze dell’ordine”. Infine il sindaco ha fatto riferimento ad una significativa fotografia. “I due italiani, i due egiziani e poi i pakistani che arrivano e bloccano il responsabile: questa è la migliore risposta a quello sciacallaggio che oggi stiamo vedendo su tanti social” ha concluso il primo cittadino.

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