CAPACI (PA) 23.05.1992 - STRAGE DI CAPACI: MUORE IL GIUDICE GIOVANNI FALCONE CON LA MOGLIE FRANCESCA MORVILLO E TRE UOMINI DELLA SCORTA. © LANNINO & NACCARI / STUDIO CAMERA
Il 23 maggio 1992 la mafia uccideva il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Una ferita aperta che continua a nutrire la memoria collettiva e la lotta alla criminalità organizzata
15:46 23 MaggioCondividi
Associazioni in corteo: “Fuori mafia da Stato”
E’ partito dal palazzo di giustizia di Palermo il corteo delle associazioni e dei collettivi che chiedono “giustizia e verita’” sulle stragi di mafia, nel 34esimo anniversario dell’eccidio di Capaci. Tra gli organizzatori Agende rosse, Cgil, Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, Centro studi Paolo e Rita Borsellino, Our Voice. Attraverso le vie del centro, arrivera’ nei pressi dell’Albero Falcone. “Fuori la mafia dallo Stato”, tra gli slogan. “Basta silenzi e depistaggi”, si legge sugli striscioni. Presente, tra gli altri, il magistrato Nino Di Matteo, accolto tra gli applausi.
15:46 23 MaggioCondividi
Lo Speciale di Rainews24 sulla strage di Capaci
La strage di Capaci – Speciale di Rainews24
23/05/2026
15:48 23 MaggioCondividi

Falcone e Borsellino (Ansa)
14:15 23 MaggioCondividi
Falcone: 34 anni fa la Strage Capaci, a Palermo memoria in marcia
Falcone: 34 anni fa la Strage Capaci, a Palermo memoria in marcia
23/05/2026
11:31 23 MaggioCondividi
Nordio: auto in cui è morto Falcone sarà portata a Palermo
“Oggi ho il grande orgoglio di dare ufficialmente l’annuncio che l’automobile in cui è morto Giovanni Falcone con parte della scorta, che attualmente è custodita in un dicastero del ministero della Giustizia sarà portata qui a Palermo”. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervenendo alla cerimonia per la 34esima commemorazione della strage di Capaci a Palermo.”Io ringrazio molto la famiglia Falcone e in particolare Maria Falcone perché sono stati loro a sensibilizzare noi sulla opportunità o addirittura sulla necessità di portare qui questa questa automobile che per noi costituisce un punto di riferimento fondamentale – ha detto il ministro – Portiamo gli studenti a vederla: è una reliquia insanguinata che crediamo sia giusto venga affidata adesso al luogo deputato alla memoria di Giovanni Falcone e parallelamente anche a quella di Paolo Borsellino, perché sono simboli che valgono per entrambi”.Lo spostamento dell’auto avverrà “penso in tempi molto brevi: è stato complesso l’iter burocratico, ma adesso si tratta di trasportare con grande cura e con grande attenzione perché è una reliquia molto fragile”, ha concluso Nordio.
11:08 23 MaggioCondividi
34 anni fa la strage di Capaci: memoria e verità
23/05/2026
10:14 23 MaggioCondividi
L’omaggio di Piantedosi, Nordio e Pisani davanti alla stele di Capaci
Omaggio stamane alla stele che ricorda le vittime della strage di Capaci. Una corona d’alloro è stata posta dai ministri dell’Interno e della Giustizia, rispettivamente Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, dal capo della polizia, Vittorio Pisani, e dalla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo, laddove 34 anni fa la mafia spezzò le vite di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e dei poliziotti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un’ora dopo, analoga cerimonia con il vice presidente della Camera, Giorgio Mule
10:34 23 MaggioCondividi
Mattarella, eredità di Falcone e Borsellino è patrimonio etico della democrazia
Mattarella: “L’eredità di Falcone e Borsellino è patrimonio etico della democrazia”
23/05/2026
10:10 23 MaggioCondividi
L’abbraccio dei ragazzi al Palazzo giustizia Palermo
L’abbraccio dei ragazzi al palazzo di giustizia di Palermo, ai magistrati e alle forze dell’ordine. Centinaia di giovanissimi studenti si sono radunati stamane davanti al tribunale su iniziativa della Rete per la cultura antimafia nella scuola, insieme al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo e alla sezione di Palermo dell’Associazione nazionale magistrati. All’iniziativa hanno aderito 25 istituzioni scolastiche siciliane, il liceo delle scienze umane Avogadro di Biella, il liceo statale Laura Bassi di Sant’Antimo (Napoli), l’istituto comprensivo Guglielmo Marconi di Terni, l’istituto omnicomprensivo Primo Levi di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo), l’associazione Libera Palermo e il Comitato Addiopizzo. “Studentesse e gli studenti delle istituzioni scolastiche aderenti alla nostra Rete, si esibiscono con canti, balli, letture e performance teatrali, perche’ costruire una cultura antimafia e’ la nostra principale missione educativa”, afferma la Rete per la cultura antimafia nella scuola. “Falcone, Morvillo, Montinaro, Dicillo, Schifani… Presenti!”, si legge su un lenzuolo. “Giovanni Falcone vive nei nostri passi”, e’ impresso su un cartello. “Legalita’”, èl’appello stampato sulle magliette bianche indossate dagli alunni. Gran parte dei partecipanti e’ arrivata in corteo sulle note di “Cento passi”, inno di liberazione dalla mafia ispirata alla vita di Peppino Impastato. Il corteo, organizzato dall’istituto comprensivo Da Amicis-Leonardo Da Vinci e dall’istituto comprensivo Alberico Gentili, e’ partito da via Serradifalco fino a piazza Vittorio Emanuele Orlando, per l’abbraccio simbolico al Palazzo di Giustizia.
10:07 23 MaggioCondividi
Maria Falcone, “Bisogna ancora parlare di antimafia”
“Questo museo è un sogno che si avvera dopo 34 anni. Qui verrà ricordata la storia dell’antimafia e tramandata ai ragazzi del futuro. Ragazzi che partecipano e, quando racconti loro la loro storia, sono ancora più attenti.? La giornata della legalità deve essere un momento in cui si parla di lotta alla mafia, senza pensare che abbiamo vinto ma continuando a ricordare”. Lo ha detto Maria Falcone, presidente della fondazione Falcone, al museo del Presente, durante la commemorazione della strage di Capaci del 1992 a Palermo.
09:55 23 MaggioCondividi
Metsola omaggia Falcone, ‘non dimenticheremo mai’
“Oggi rendiamo omaggio al Magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34anni dalla Strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il Magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola.
09:27 23 MaggioCondividi
Meloni: “Dalla memoria si costruisce un futuro libero”
“Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza”: è il messaggio della premier Giorgia Meloni”
09:16 23 MaggioCondividi
Mattarella: “La strage di Capaci ha segnato la storia della Repubblica”
La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani. Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità”. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini. Un impegno che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale.
Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani”. Lo dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
08:51 23 MaggioCondividi
Locatelli: la strage di Capaci è una ferita profonda
“Oggi ricordiamo la strage di Capaci, una delle ferite più profonde della storia del nostro Paese. Il 23 maggio 1992 persero la vita il giudice Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, uccisi dalla violenza mafiosa mentre svolgevano il proprio servizio al fianco dello Stato. Il loro esempio continua ancora oggi a indicare una strada fatta di coraggio, legalità, responsabilità e impegno per il bene comune. Ricordare significa custodire la memoria e trasmettere alle nuove generazioni il valore della giustizia, della libertà e del rispetto delle istituzioni. Un pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone che hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro la mafia”. Lo scrive in un post la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli per ricordare la strage di Capaci di 34 anni fa.
08:52 23 MaggioCondividi
Salvini, eroi che indicano via battaglia senza tregua a mafia
“34 anni dalla strage di Capaci. Il ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro resta indelebile nel cuore degli italiani. Eroi che, con il loro coraggio e il loro sacrificio, continuano a indicarci la via nella battaglia senza tregua contro ogni forma di mafia”. Lo scrive sui social il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
08:36 23 MaggioCondividi
Piantedosi: “Ricordare Falcone è riaffermare la forza contro mafie”
“Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare. Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
08:34 23 MaggioCondividi
Speciale su Rainews24
Un lungo speciale, a partire dalle 9 del 23 maggio, terrà compagnia agli spettatori di RaiNews24, con la conduzione di Angela Caponnetto, ospiti in studio, collegamenti e un inviato dal Museo Stazione 23 Maggio di Capaci. In streaming su Rainews.it.
08:37 23 MaggioCondividi
La vendetta di Cosa Nostra contro il Maxiprocesso
Intervista a Piero Grasso
Capaci, 34 anni dopo: la vendetta di Cosa Nostra contro il Maxiprocesso che la mise in ginocchio
22/05/2026
08:33 23 MaggioCondividi
La programmazione Rai
La Rai dedica un’ampia programmazione tv, radio e sul web, alla Giornata della Legalità, per ricordare tutte le vittime della lotta alla mafia. Su Rai 1 il ricordo della ricorrenza con ”Unomattina in famiglia” alle 8.35 di sabato 23 maggio. Alle 10, la consueta diretta da Palermo a cura del Tg1, all’interno della quale è previsto un collegamento con Acerra per seguire l’incontro di Papa Leone XIV con i fedeli delle Terre dei Fuochi. Rai 2 ricorderà Giovanni Falcone trasmettendo in prima serata il film di Marco Bellocchio, ”Il traditore”, sul percorso che ha portato il boss Tommaso Buscetta, interpretato da Pierfrancesco Favino, a collaborare con la giustizia, segnando una svolta nella lotta alla mafia. Su Rai 3 sabato 23 maggio il doc ”I ragazzi delle scorte. Ricordo tutto”, in onda alle 17, e ”Lo scannacristiani. La cattura di Giovanni Brusca”, in prima visione alle 18. Alle 00.35, sempre in prima visione, Rai 3 trasmette il film di Pasquale Scimeca, ”Il giudice e il boss”, dedicato al giudice Cesare Terranova e al maresciallo di Polizia Lenin Mancuso. Rai Cultura dedica alla Giornata l’intera programmazione di Rai Storia, a partire da ”Il giorno e la Storia”, in onda già alle 00.10 con repliche successive. Il palinsesto della rete, poi, è punteggiato da programmi come ”Passato e Presente” dedicato a Giuseppe Fava e Rocco Chinnici (9.15, 14.45, 20.25), mentre alle 9.55 viene riproposta l’inchiesta del 1962 di Gianni Bisiache ”Rapporto da Corleone” sulla nascita di Cosa Nostra e, a seguire, ”Diario civile” rilegge la storia del giornale ”L’Ora”, in prima linea contro la mafia. Spazio, poi, a una lunga galleria di ritratti che ricordano quanti hanno pagato con la vita il proprio impegno contro la criminalità organizzata: Francesca Laura Morvillo, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Don Giuseppe Puglisi, Cesare Terranova, Piersanti Mattarella, Boris Giuliano, l’imprenditore Libero Grassi. In prima serata, infine, il film ”I cento passi” di Marco Tullio Giordana ricostruisce la vita dell’attivista siciliano Peppino Impastato, ucciso il 9 maggio 1978, appena trentenne, dalla mafia di Gaetano Badalamenti. In seconda serata, poi, il doc ”Se dicessimo la verità” di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano racconta le storie di chi si oppone alla ‘ndrangheta.
08:33 23 MaggioCondividi
I resti dell’auto della scorta saranno esposti a Catanzaro
Nel 34 anniversario della strage di Capaci, la Questura di Catanzaro si fa luogo di memoria e di impegno civile. Il 25 maggio 2026, dalle 9 alle 13, il piazzale della Questura, in Piazza Cavour 2, ospiterà la teca contenente i resti della “Quarto Savona 15”, l’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, dilaniata dall’esplosione il 23 maggio 1992. “Quella teca – si legge in una nota – non è solo un reperto, ma un potente simbolo di dolore e, al contempo, di valorosa rinascita. Custodisce le lamiere contorte della Fiat Croma sulla quale viaggiavano gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, tutti caduti per mano della barbarie mafiosa”. La mattinata, organizzata con il coinvolgimento dell’Ufficio Scolastico Regionale e delle scuole del territorio, in particolare dell’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “E. Scalfaro”, del Polo Liceale “Siciliani – De Nobili” e del Convitto Nazionale “Galluppi”, ha lo scopo di trasformare il dolore in memoria condivisa e stimolare una cultura della legalità, specialmente tra le giovani generazioni.
08:25 23 MaggioCondividi
Il valore della memoria
Ripercorrere oggi quel 23 maggio non significa soltanto commemorare le vittime di una strage brutale, ma rinnovare quotidianamente l’impegno contro l’illegalità. Le idee e il metodo investigativo di Giovanni Falcone, volti a colpire i patrimoni criminali e a creare una rete di cooperazione internazionale, restano ancora oggi i pilastri fondamentali della legislazione antimafia.
08:25 23 MaggioCondividi
La dinamica dell’attentato
Il piano della commissione di Cosa Nostra venne eseguito nel tardo pomeriggio di quel sabato di maggio. Giovanni Falcone era appena atterrato all’aeroporto di Punta Raisi proveniente da Roma, a bordo di un jet di servizio. Ad attenderlo c’erano tre Croma blindate della scorta. Il magistrato si mise alla guida della vettura bianca al centro del convoglio, con accanto la moglie Francesca Morvillo e sul sedile posteriore l’autista giudiziario Giuseppe Costanza (che sopravviverà al crollo).
Il corteo di auto si immise sull’autostrada A29 in direzione Palermo. Il commando mafioso, appostato sulle colline sovrastanti l’autostrada nei pressi dello svincolo per Capaci, attendeva il passaggio delle vetture. All’interno di un canale di scolo che passava sotto l’asfalto erano stati posizionati circa 500 chili di miscela esplosiva (composta da tritolo, nitrato d’ammonio e T4).
Alle 17:56, non appena il convoglio raggiunse il punto stabilito, venne azionato il telecomando a distanza che provocò la deflagrazione:
La prima auto (la Croma marrone con a bordo gli agenti Schifani, Montinaro e Dicillo) venne investita in pieno dall’esplosione e sbalzata a oltre cento metri di distanza, oltre la carreggiata opposta. I tre agenti morirono sul colpo.
La seconda auto, guidata da Falcone, impattò violentemente contro il muro di asfalto e detriti sollevato dallo scoppio. Il magistrato e la moglie, gravemente feriti, morirono poche ore dopo in ospedale.
La terza auto (la Croma azzurra) rimase danneggiata ma permise agli agenti a bordo e ad altri automobilisti di sopravvivere, seppur feriti.
08:25 23 MaggioCondividi
34 anni fa la Strage di Capaci
Sono trascorsi esattamente 34 anni da quel drammatico 23 maggio 1992, una data impressa a fuoco nella storia della Repubblica Italiana. Lungo l’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci, un attentato dinamitardo sventrò l’asfalto e scosse l’intero Paese, strappando alla vita il magistrato simbolo della lotta a Cosa Nostra, Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo (anch’ella magistrato) e tre agenti della scorta: Rocco Dicillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro. Quella che doveva essere una dimostrazione di forza assoluta da parte dei boss mafiosi si trasformò, al contrario, nel punto di non ritorno che risvegliò le coscienze dei cittadini, dando vita a un movimento di riscatto civile e a una risposta dello Stato senza precedenti.
