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Il Padre: Ho riconosciuto uno di loro perché ero qui prima che avvenisse tutto e loro erano già qui, poi sono andato a casa. L’ho riconosciuto dai tatuaggi, è un capo della MS13“
Nato in Italia da una famiglia originaria dell’Ecuador, era insieme ai fratelli quando sarebbe stato accerchiato da altri sudamericani. Il padre avrebbe riconosciuto un capo della gang MS13 tra gli aggressori grazie ai tatuaggi
Un ragazzo di 22 anni ha perso la vita la scorsa notte dopo essere stato ferito a coltellate all’interno della stazione ferroviaria di Milano Certosa. Riporta TGCom 24 che all’arrivo delle Forze dell’Ordine, gli aggressori erano già riusciti a far perdere le proprie tracce. Sull’episodio indaga la Polizia. L’inchiesta è coordinata dal pm Elio Ramondini.
Rissa a Milano – L’aggressione e l’allarme
Secondo le prime informazioni, sarebbe scoppiata una lite tra una decina di persone di nazionalità sudamericana. Il ragazzo è stato ferito a seguito della lite. Secondo quanto si apprende, si sarebbe trattato di un’aggressione: il giovane si trovava insieme ai fratelli quando sarebbe stato accerchiato da altri sudamericani.
L’allarme è scattato intorno alle 22.30 di ieri sera. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polfer, che hanno trovato il giovane, nato a Milano, con una grossa ferita da arma da taglio e hanno attivato i soccorsi. Il 22enne è arrivato in ospedale già in arresto cardiocircolatorio.
I sanitari dell’Areu 118 hanno trasferito il ragazzo in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli, dove è deceduto intorno alle 2 di questa mattina.
Rissa a Milano – Avrebbero agito con il volto in parte coperto e sarebbero poi fuggiti in gruppo
Rissa a Milano – Avrebbero agito con il volto in parte coperto e sarebbero poi fuggiti in gruppo, probabilmente salendo su un treno diretto fuori Milano. Sono nove, secondo quanto emerge dalle indagini, i giovani ricercati per l’omicidio di Gianluca. Sono le prime informazioni raccolte dagli investigatori della Squadra Mobile e della Polfer che stanno lavorando soprattutto sulle immagini delle telecamere della stazione e delle aree ferroviarie per ricostruire i percorsi della fuga del gruppo dopo l’aggressione. Alcuni dei ragazzi avrebbero agito travisati durante l’azione. Al momento, da quanto si apprende, non emergono elementi che consentano di parlare di uno scontro tra gang o di un coinvolgimento della vittima in bande giovanili.
Gianluca Ibarra Silvera, seconda generazione ecuadoriana cresciuta a Milano, era incensurato e non aveva precedenti.
Il fendente che ha colpito il 22enne gli ha reciso l’arteria femorale
Secondo quanto emerso dagli accertamenti medico-legali, il fendente che ha colpito il 22enne gli ha reciso l’arteria femorale, una ferita non considerata in sé potenzialmente mortale, ma che nel giro di pochi minuti avrebbe provocato una emorragia fatale. Al momento il fascicolo non sarebbe stato trasmesso alla Procura per i minorenni, anche se non viene esclusa la presenza di ragazzi molto giovani nel gruppo in fuga.
Rissa a Milano – La vittima
Il ragazzo si chiamava Gianluca Ibarra Silvera, 22 anni, nato in Italia da famiglia originaria dell’Ecuador. Incensurato, era impiegato nel settore degli allestimenti. Viveva con la famiglia nella zona della stazione Certosa. Si trovava insieme al fratello, che nella colluttazione ha riportato alcune abrasioni, e a un amico quando sarebbe stato accerchiato da circa dieci ragazzi.
Gli investigatori indagano nel mondo delle gang
Gli investigatori stanno cercando di capire se il gruppo di giovani coinvolto nell’omicidio sia collegato ad ambienti di gang. Le vittime, stando al racconto del fratello, non conoscevano gli aggressori. Il primo battibecco sarebbe nato sulla banchina, per poi trasformarsi in una rincorsa culminata sui binari, dove il giovane è stato colpito.
Sul posto sono stati trovati alcuni cocci di bottiglia e gli investigatori stanno cercando di chiarire se siano stati usati anche coltelli durante l’aggressione. Dopo l’assalto il gruppo si è disperso. Alcuni aggressori sarebbero fuggiti salendo a bordo di un treno diretto a Treviglio (Bergamo). Non risulta che le vittime siano state rapinate: il cellulare del 22enne è stato trovato a terra vicino al corpo. La polizia sta acquisendo le immagini delle telecamere della stazione. Tra gli aggressori potrebbero esserci anche minorenni.
Rissa a Milano – Il padre avrebbe riconosciuto il capo di una gang dai tatuaggi
“Ho riconosciuto uno di loro perché ero qui prima che avvenisse tutto e loro erano già qui, poi sono andato a casa. L’ho riconosciuto dai tatuaggi, è un capo della MS13“, famosa gang sudamericana. A dirlo è il padre di Gianluca. L’uomo, arrivato davanti allo scalo ferroviario dopo la morte del figlio, ha raccontato di avere saputo dall’altro figlio, presente al momento dell’aggressione, che il gruppo era armato “con bottiglie e coltelli“.
Secondo il padre della vittima, il movente sarebbe legato al controllo della zona: “Questo è il loro territorio“. “Vorrei che li prendessero quei bastardi“, dice ancora tra le lacrime chiedendo che “sia fatta giustizia“. “La Polizia deve trovarli, è morto mio figlio“
