Miretti, il tempo delle scuse è scaduto: la maglia della Juve chiede rispetto
Caro Fabio, ti scrivo non per accanirmi, ma perché la rabbia che provo oggi è figlia di una delusione profonda. Sono anni che ti vediamo calcare i campi di Serie A con la maglia della Juventus. Eppure, osservandoti ancora oggi, ho la sensazione che tu non abbia colto il punto fondamentale: giocare per la Juve non è un lavoro, è una missione che richiede una cattiveria agonistica che, purtroppo, nel tuo sguardo non vedo mai.
Quella leggerezza che fa infuriare
L’ultima prova contro il Basilea è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Un’occasione d’oro sprecata con una superficialità disarmante, quasi fossi in un campetto di periferia a giocare una partitella tra amici. Ma quella era la Juventus, Fabio. E in campo per la Juve non esistono amichevoli, non esistono momenti in cui puoi permetterti di staccare la spina o di approcciare il pallone con indolenza.
Da un ragazzo cresciuto nel nostro vivaio, da chi ha respirato l’aria della Juventus fin da piccolo, mi aspetto molto di più. Mi aspetto quel senso di appartenenza che si trasforma in fame, in determinazione feroce, in voglia di azzannare ogni pallone come se fosse l’ultimo. Quella “cattiveria” che oggi manca terribilmente e che, vederla latitare in chi dovrebbe essere il primo a incarnarla, fa male al cuore.
La crescita che non c’è stata
Ti ho difeso, ti ho aspettato, ho sempre sottolineato il tuo talento e le tue doti tecniche. Ho creduto che il tempo ti avrebbe trasformato da promessa a certezza. Ma, a distanza di anni, la crescita che tutti noi tifosi invocavamo è rimasta incompiuta. Ti sei adagiato? Hai perso la scintilla? Non lo so, ma vederti giocare con questo atteggiamento svagato, dopo tutto questo tempo ai massimi livelli, è un segnale preoccupante.
La Juventus non aspetta nessuno e non perdona chi scambia la maglia bianconera per un passatempo. Il talento da solo non basta, non basta mai. Senza la grinta, senza la capacità di capire l’importanza di ogni singolo minuto giocato sotto questi colori, si rischia di diventare solo una meteora che passa senza lasciare traccia.
Caro Fabio, hai ancora tutto il tempo per smentirmi e per dimostrare che quella maglia te la meriti davvero. Ma la pazienza dei tifosi non è infinita. Inizia a giocare con la cattiveria di chi sa cosa significa essere un giocatore della Juventus, perché quella che abbiamo visto finora non è la versione di te che la gente vuole ammirare.
Credi che Miretti abbia ancora margini di miglioramento caratteriale per imporsi definitivamente alla Juventus, o il suo ciclo in bianconero è ormai arrivato a una conclusione naturale?
