Le dichiarazioni del presidente dell’Inter alla presentazione di Chivu fanno discutere: “Nessuno in Italia ha fatto due finali in tre anni”. Peccato che ci sia… la Juventus. Anche con lui in dirigenza.
A volte la memoria è selettiva, altre volte semplicemente torna utile per alimentare una narrazione. E in questo caso, Beppe Marotta sembra aver usato il passato recente con una certa… flessibilità. Durante la presentazione ufficiale di Cristian Chivu come nuovo allenatore dell’Inter, in vista del Mondiale per Club 2025, il presidente nerazzurro ha voluto celebrare i traguardi europei raggiunti dal club negli ultimi anni:
“Siamo l’unica squadra italiana ad aver fatto due finali di Champions League in tre anni. Nessun altro ci era riuscito in così poco tempo”.
Una frase che, a pochi istanti dalla pubblicazione, ha acceso i social, i forum e persino qualche addetto ai lavori. Il motivo? È falsa. O meglio: errata per eccesso di entusiasmo e per difetto di memoria storica.
La Juventus lo fece. Due volte. E una con Marotta stesso a bordo
Basta guardare agli anni recenti. La Juventus ha disputato due finali di Champions League in tre anni: nel 2015 a Berlino contro il Barcellona e nel 2017 a Cardiff contro il Real Madrid. Entrambe perse, proprio come l’Inter nel 2010 e nel 2023. Ma il fatto resta. E chi era il direttore generale della Juventus in quel periodo? Esatto: Beppe Marotta.
Non solo: i bianconeri avevano già centrato un’impresa simile a fine anni ’90, quando giocarono tre finali consecutive: 1996 (vinta ai rigori contro l’Ajax), 1997 (persa con il Borussia Dortmund) e 1998 (persa con il Real Madrid). Una striscia che nessun’altra squadra italiana ha eguagliato.
L’Inter si celebra, ma i fatti vanno ricordati
Il traguardo raggiunto dall’Inter negli ultimi anni, specie considerando il contesto economico e sportivo italiano, è certamente rilevante. Ma millantare primati inesistenti – specie quando riguardano imprese recenti e facilmente verificabili – espone a critiche legittime.
Possibile che Marotta non ricordasse ciò che ha contribuito a costruire alla Juventus? Possibile che nel compiacimento del momento, la storia sia stata “dimenticata”? Oppure, più verosimilmente, è stata una mossa comunicativa per rafforzare il valore del presente nerazzurro e legittimare la nuova gestione tecnica?
In ogni caso, la dichiarazione ha ottenuto un risultato: riaccendere il dibattito, tra memoria corta, faziosità e rivendicazioni legittime. I tifosi juventini non ci stanno e rivendicano i propri successi, mentre quelli interisti si aggrappano alle parole del presidente per celebrare un ciclo europeo (comunque perdente) che ha riportato l’Inter ai vertici.
Per il bene della verità sportiva, ricordiamo i fatti:
- Juventus: finali di Champions League nel 2015 e 2017 (2 in 3 anni) con Marotta DG.
- Juventus: tre finali consecutive tra il 1996 e il 1998 (una vinta).
- Inter: finali nel 2010 e nel 2023 (13 anni di distanza, poi una nuova nel 2025?).
Insomma, se c’è qualcuno che ha fatto “due finali in tre anni”, non è certo solo l’Inter, né tanto meno è stata la prima a riuscirci. E chi lo ha detto lo sa benissimo.
Conclusioni
Caro Presidente, capisco bene perché hai tirato fuori questo argomento: solo una volpe come te avrebbe potuto farlo. Meglio lanciare una provocazione del genere piuttosto che parlare di una scelta decisamente discutibile, come quella di Cristian Chivu alla guida dell’Inter, che non rende affatto felici i tifosi nerazzurri.
Ancora peggio sarebbe parlare di debiti e dei soldi da restituire. Più si alimenta la polemica e si sposta l’attenzione su altri temi, meno si parlerà dei veri problemi che affliggono l’Inter e che, purtroppo, molti organi d’informazione — non tutti, per fortuna — evitano accuratamente di affrontare.
Così facendo si evita anche di creare imbarazzi non solo alle istituzioni federali, ma persino a quelle governative.
Del resto, la storia tra Beppe Marotta e la Juventus la conosciamo tutti fin troppo bene.
