©Anastasia Marrapodi
AIDIA e l’Europa delle competenze: quando il talento diventa visione condivisa
Ci sono incontri che non si limitano a presentare un progetto, ma aprono spazi di riflessione. La presentazione dei Laboratori Tecnici STEAM promossi da AIDIA Reggio Calabria è stata uno di questi momenti: un’occasione in cui istituzioni, professioni e comunità hanno dialogato non solo su ciò che si fa, ma su ciò che si può diventare. Ospite dell’iniziativa, l’europarlamentare Giusi Princi, che ha conversato con la giornalista Eva Giumbo e con una rappresentanza degli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri, portando nel confronto una prospettiva europea che si intreccia profondamente con le sfide del territorio.
Il talento femminile come risorsa non negoziabile
“Un’Europa che perde talento femminile nei settori tecnici e scientifici è un’Europa che rinuncia alla propria capacità di innovare”. Le parole di Princi non sono solo un monito, ma un invito a guardare oltre i numeri. Perché dietro ogni percentuale – quel 41% di scienziate e ingegnere in Europa, quel terzo scarso in Italia, quel divario ancora più marcato nel Mezzogiorno – c’è una domanda più profonda: quale futuro immaginiamo se metà del talento disponibile non trova spazio per esprimersi?
La riflessione si fa ancora più urgente se si considera che i settori STEM non sono solo ambiti professionali, ma luoghi in cui si costruisce la società di domani: la transizione verde, quella digitale, la qualità della vita nelle città e nei territori.
AIDIA come luogo di possibilità
In questo scenario, AIDIA si presenta non come un’associazione tra le altre, ma come un laboratorio di possibilità. I suoi percorsi – dai laboratori tecnici alle attività di mentorship – non sono semplici iniziative formative: sono spazi di fiducia, in cui le giovani donne possono sperimentare, sbagliare, crescere, trovare modelli e costruire reti.
Princi lo ha riconosciuto con chiarezza: “Le attività che AIDIA svolge a Reggio Calabria sono esempi concreti di come la valorizzazione delle competenze femminili possa incidere sui percorsi formativi e professionali”. È una frase che contiene un’idea precisa: il talento non si sviluppa in astratto, ma dentro comunità che credono nella sua forza trasformativa.
Il valore delle relazioni che generano sviluppo
Il ringraziamento rivolto da Princi alla presidente Margherita Tripodi, a Paola Redi, ad Antonella Russo, alle docenti e alle socie AIDIA, non è stato un gesto formale. È stato il riconoscimento di un metodo: quello di un’associazione che lavora con garbo, competenza e responsabilità, costruendo ponti tra mondi che spesso dialogano poco – istituzioni, professioni, università, imprese.
Anche la scelta della cornice, ospitata da Manuela Bassetta di ELLE Interni, ha contribuito a creare un’atmosfera essenziale e accogliente, in cui il confronto ha potuto assumere un tono più umano, più autentico.
L’Europa delle competenze come progetto condiviso
Nel suo intervento, Princi ha richiamato il lavoro europeo sull’“Unione delle competenze”, un percorso che mira a rafforzare le basi della formazione, dell’apprendimento permanente e dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Ma ciò che ha colpito è stato il modo in cui ha collegato questa visione ai territori.
“L’Europa delle competenze nasce quando le comunità locali diventano protagoniste”, ha affermato. È una frase che restituisce un’idea semplice e potente: le politiche funzionano davvero solo quando incontrano la vita reale delle persone.
E AIDIA, in questo senso, rappresenta un esempio concreto di come un territorio possa diventare parte attiva di un progetto più grande.
Un futuro che si costruisce insieme
L’incontro ha lasciato una sensazione chiara: il futuro delle competenze non è un tema tecnico, ma un tema umano. Riguarda la capacità di ascoltare, di creare alleanze, di riconoscere il valore delle differenze. Riguarda la possibilità di immaginare un’Europa in cui il talento – soprattutto quello femminile – non sia un’eccezione da celebrare, ma una normalità da coltivare.
In questo cammino, AIDIA continua a essere un punto di riferimento: un luogo in cui le idee diventano percorsi, le competenze diventano comunità e il talento diventa sviluppo.
