Storico Forum interparlamentare UE – Asia Centrale: l’Europa apre un nuovo capitolo di dialogo con la regione
Si è aperto a Samarcanda, in Uzbekistan, il primo Forum interparlamentare UE – Asia Centrale, un appuntamento che segna una svolta nelle relazioni tra Bruxelles e una delle aree più strategiche del mondo. L’iniziativa, fortemente voluta dall’eurodeputata Giusi Princi, Presidente della Delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l’Asia Centrale, inaugura un nuovo spazio di confronto multilaterale fondato sui valori democratici, sul buon governo e sul rispetto dei diritti umani. Per la prima volta nella storia, l’Unione europea riunisce in un’unica cornice tutti i Paesi di una stessa regione extraeuropea: Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan.
Un dialogo senza precedenti tra Europa e Asia Centrale
Princi ricorda come, sin dal suo insediamento, abbia lavorato per costruire un dialogo stabile e di qualità con i cinque Paesi dell’area, oggi sempre più consapevoli del proprio ruolo sulla scena internazionale. Il valore del Forum non risiede soltanto nella sua natura innovativa, che vede eurodeputati e rappresentanti dei parlamenti dell’Asia centrale confrontarsi su temi cruciali come connettività, crescita sostenibile, trasformazione digitale e Stato di diritto, ma anche nel contesto geopolitico in cui l’iniziativa si colloca. L’Asia Centrale, situata tra Russia e Cina, sta assumendo una rilevanza crescente per l’Europa, soprattutto alla luce delle crisi globali degli ultimi anni: l’invasione dell’Ucraina, il ritorno dei talebani in Afghanistan, le tensioni in Medio Oriente. In questo scenario, la cooperazione con la regione offre all’Unione l’opportunità di diversificare i propri partenariati economici e multilaterali, rafforzando sicurezza, transizione energetica e approvvigionamento di materie prime critiche.
Samarcanda come crocevia politico e simbolico
Samarcanda, crocevia storico della Via della Seta, diventa così il luogo simbolico da cui l’UE e i Paesi dell’Asia centrale inaugurano una “via” alternativa alla logica della forza: una via fondata sul dialogo, sul diritto internazionale e sulla democrazia. È un gesto politico e culturale che guarda al futuro, affermando la volontà di costruire relazioni più mature, paritarie e orientate allo sviluppo condiviso.
Princi sottolinea inoltre come il Forum interparlamentare UE – Asia Centrale possa generare ricadute positive non solo per l’Europa nel suo insieme, ma anche per i territori che rappresenta. La Calabria e la città di Reggio, afferma, potranno beneficiare della creazione di un ponte solido di relazioni economiche, culturali e commerciali con i Paesi dell’Asia centrale, aprendo nuove opportunità di crescita e cooperazione.
Il Forum segna dunque l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni tra l’Unione europea e una regione cruciale per gli equilibri globali. Un passo avanti che rafforza il ruolo dell’Europa come attore capace di costruire dialogo, stabilità e sviluppo condiviso, in un momento storico che richiede visione, responsabilità e coraggio politico.
