A un anno di distanza dal conferimento del titolo, la docente Antonella Postorino, mantiene vivo il dibattito sulla meritocrazia in contatto con Asso Eccellenze Nazionali
La storia di Antonella Postorino, architetto e docente reggina, attraversa oggi uno dei ricordi più significativi: il conferimento del titolo nazionale di Docente dell’Anno 2025 e l’invito ufficiale presso il Senato della Repubblica Italiana. Un riconoscimento che non ha celebrato soltanto una carriera, ma un’idea precisa di scuola, di responsabilità pubblica e di missione educativa.
Un premio che nasce dal merito e parla ai ragazzi
Nelle sue parole, pronunciate con emozione e lucidità istituzionale, Postorino ha voluto ribadire ciò che da sempre orienta il suo lavoro: “Contenta, contenta perché io mi batto molto per il merito nel mio ruolo di docente”. Il merito, per lei, non è un concetto astratto, ma un esercizio quotidiano che passa attraverso la partecipazione a concorsi, progetti, sfide formative che spingono gli studenti a mettersi in gioco con consapevolezza.
La docente sottolinea come questi percorsi non servano solo a migliorare competenze, ma a costruire fiducia: “Perché i ragazzi credano nelle loro capacità”. È una visione che restituisce alla scuola la sua funzione più alta: formare cittadini capaci di riconoscere il proprio valore e di contribuire alla crescita collettiva.
Il ruolo del docente come missione civile
Nel suo intervento al Senato, Postorino ha voluto rimarcare un punto che considera irrinunciabile: la dignità e la responsabilità del mestiere di insegnare. “Noi non siamo dei semplici funzionari della pubblica istruzione, ma siamo dei missionari”, afferma con fermezza.
La sua idea di docente è quella di un presidio culturale e civile, un riferimento che non si limita a trasmettere contenuti, ma che orienta, accompagna, educa. Attraverso gli insegnanti, ricorda, “non passa soltanto il messaggio che siamo degli educatori e dei formatori”, ma un insieme di valori che contribuiscono a definire la società contemporanea.
È un richiamo forte, che restituisce centralità a una professione spesso compressa da burocrazie e aspettative, ma che continua a rappresentare uno dei cardini della vita democratica.
Una testimonianza che diventa modello
Il riconoscimento a Antonella Postorino non è soltanto un premio individuale: è il segno di una scuola che sa innovare, che sa credere nei giovani e che riconosce nei suoi docenti la prima linea della crescita culturale del Paese.
La sua presenza al Senato, accompagnata da parole che hanno il peso della coerenza e dell’esperienza, offre un modello di impegno che parla alla Calabria, al mondo dell’istruzione e a tutte le comunità educanti.
Postorino porta con sé l’idea di una scuola che non arretra, che non si limita a “funzionare”, ma che sceglie di essere motore di trasformazione. Una scuola che, attraverso figure come la sua, continua a trasmettere valori. Sempre.

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