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Elrow, nel panorama mondiale della musica elettronica, è diventato negli ultimi anni uno dei simboli della nightlife dall’aspetto scenografico e performativo. Ne scrive, per GBT, Barbara Comelato.
Elrow, la storia
Nato in Spagna e cresciuto fino a diventare un brand globale della musica elettronica, il festival attira migliaia di giovani tra Ibiza, Madrid, Barcellona, Marbella e altre città sparse in tutto il mondo. Ogni evento ha un tema differente, esplorando mondi psichedelici, carnevali tropicali, circhi surreali, e universi fantasy. Il pubblico viene immerso in scenografie gigantesche fatte di coriandoli, cannoni di carta, gonfiabili giganti, costumi eccentrici, effetti visivi teatrali, artisti, acrobati e giocolieri. In alcuni eventi partecipano più di un centinaio di performer tra trampolieri, ballerini, clown e attori. Negli anni il fenomeno Elrow ha assunto carattere mondiale svolgendosi in città quali: Ibiza, Madrid, Barcellona, Palma di Maiorca, Londra, Amsterdam, Dubai, Las Vegas, Miami, Tokyo, Città del Messico e in oltre 50 luoghi distribuiti in tutti i continenti.
Il tema della microcriminalità
Tra scenografie psichedeliche, dj set internazionali e turismo di massa, però, negli ultimi tempi attorno ad alcuni eventi e località della movida, in particolare quella spagnola, si è acceso anche il tema della microcriminalità. Il collegamento con il mondo dei festival non riguarda direttamente l’organizzazione di Elrow, che non è accusata di alcun coinvolgimento, ma il contesto in cui questi eventi si svolgono: grandi concentrazioni di turisti, lusso ostentato, orologi costosi e sicurezza difficile da controllare in mezzo a migliaia di persone. Festival come Elrow, pur essendo eventi artistici e musicali, si trovano così indirettamente immersi in un sistema dove sicurezza, controllo e prevenzione diventano sempre più centrali.
Circuiti criminali e nightlife internazionale
Il fenomeno evidenzia piuttosto come alcuni circuiti criminali abbiano trovato nella nightlife internazionale e nel turismo di lusso un terreno favorevole per colpire vittime facoltose. Il tema, tuttavia, resta delicato, le indagini fanno riferimento a gruppi criminali specifici, di origine napoletana, ma non l’intera comunità nel suo complesso. Parlare genericamente di “napoletani” rischia infatti di alimentare stereotipi territoriali. Napoli continua a essere una delle capitali culturali e turistiche italiane, mentre la grande maggioranza dei suoi cittadini non ha alcun legame con queste attività illegali.
A cura di Barbara Comelato

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