L’onorevole Elisa Scutellà interviene a Corigliano‑Rossano denunciando ritardi infrastrutturali, caro‑trasporti e l’assenza di collegamenti dignitosi per i cittadini calabresi.




Alla Cittadella dei bambini e dei ragazzi di Corigliano‑Rossano, nell’ambito dell’iniziativa “Tra ponte e realtà. La vera connessione europea parte da strade sicure, ferrovie e servizi”, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, onorevole Elisa Scutellà, ha portato una testimonianza fortemente ancorata alla vita quotidiana dei cittadini della Sibaritide e della Calabria.
Scutellà ha aperto il suo intervento con un ringraziamento alla vicepresidente e al capodelegazione Pasquale Tridico, rivendicando il senso di una comunità politica che continua a sentirsi tale anche oltre i ruoli formali: “Ringrazio la nostra vicepresidente, il nostro capodelegazione Pasquale Tridico per aver voluto organizzare proprio qui a Corigliano‑Rossano questo evento dove si parla di ponte sullo Stretto. Ringrazio, non ce la faccio a chiamarvi ex colleghi, per me siete ancora colleghi e nonostante tutto quello che è successo per me rimarrete sempre colleghi”.
Da qui il passaggio al cuore del messaggio: il rapporto tra il progetto del ponte sullo Stretto e una Calabria che vive ogni giorno il peso di infrastrutture carenti. “Molti potrebbero chiedersi perché si parla a Corigliano‑Rossano di ponte, visto che siamo così lontani. Perché ogni volta che si parla di ponte, per noi cittadini di questo territorio è uno schiaffo. Noi subiamo l’ennesima umiliazione quando si parla di un’opera così grande, così inutile, così dispendiosa, dove hanno preso i soldi della nostra regione e della Sicilia, soldi che servivano per le nostre infrastrutture, e li hanno dirottati verso quest’opera mastodontica che spero non si farà mai e che non serve a nessuno, soprattutto a noi”.
Il viaggio‑simbolo: cinque ore e mezza per raggiungere Reggio Calabria
Scutellà ha ricordato la scelta di assumere la vicepresidenza della Commissione Trasporti in Consiglio regionale come prosecuzione naturale di un impegno già maturato in Parlamento. Una scelta che nasce anche da un’esperienza personale, trasformata in denuncia pubblica: “Mi sono voluta mettere proprio in questa commissione perché già da parlamentare mi sono sempre occupata della tematica dei trasporti. Io sono una di quelle che, come diceva il sindaco prima, con tanto masochismo prende i treni. I primi giorni da consigliera regionale ho fatto un video: come fa un cittadino partendo da Rossano per arrivare a Reggio Calabria. Ho dovuto prendere due pullman, fare Rossano‑Paola, da Paola il treno fino a Reggio. Ci ho messo cinque ore e mezza all’andata e cinque ore e mezza al ritorno”.
Non solo mancanza di collegamenti, ma anche costi insostenibili. La consigliera ha richiamato la mobilitazione degli studenti universitari contro il caro‑biglietti: “Non è solo il fatto di non avere dei mezzi che ti consentono di spostarti. Quei pochi mezzi che ci sono, e parliamo di pullman perché i treni non ce ne sono, sono anche cari. I ragazzi universitari hanno denunciato l’aumento dei prezzi dei pullman, sia sulla linea urbana che extraurbana, con rincari fino al 40% del biglietto”.
Giovani, reddito di merito e diritto a restare
Nel suo intervento, Scutellà ha collegato il tema dei trasporti al futuro dei giovani calabresi, criticando l’impostazione del cosiddetto “reddito di merito”: “Quando il presidente Occhiuto parla ai giovani di reddito di merito e dice “io vi sto dando il reddito di merito”, poi dimentica il futuro di questi giovani che devono rimanere qua, perché quella è la cosa più importante. Nel programma del nostro Pasquale, quando era candidato presidente, c’erano soluzioni per trattenere i giovani qui. Invece, con un reddito di merito che non serve, si dimenticano tutte le problematiche dei ragazzi universitari, come quella dei collegamenti. Questi ragazzi spendono un sacco di soldi, non stanno andando all’università per divertirsi ma stanno investendo sul proprio futuro”.
Dalla Freccia a Sibari alla battaglia contro i cittadini di serie B
Scutellà ha rivendicato il lavoro svolto dal Movimento 5 Stelle sul fronte ferroviario, ricordando l’attivazione dell’unica Freccia per Sibari come risultato concreto, e lanciando una sfida all’attuale maggioranza: “Qualcuno ha alimentato il sistema dicendo che i parlamentari che sono stati alla Camera e al Senato non hanno fatto nulla per questo territorio. Beh, signori, noi abbiamo messo l’unica Freccia che c’è a Sibari. Stiamo ancora aspettando che i parlamentari di maggioranza in questo momento possano portare almeno un’altra Freccia, non dico tanto, ma mi sa che non la vedremo”.
La conclusione è un richiamo netto alla dignità dei cittadini calabresi e alla necessità di una mobilità all’altezza di un Paese europeo: “La nostra presenza è importante per far capire sia alla Regione sia al Governo che noi ci siamo e non accettiamo di essere trattati come cittadini di serie B, perché abbiamo il sacrosanto diritto, come tutti gli altri, di poterci spostare con dei mezzi dignitosi e non con il cavallo”.
In questo quadro, “Tra ponte e realtà” non resta solo il titolo di un evento, ma diventa la sintesi di una frattura politica e civile: da un lato l’annuncio di grandi opere, dall’altro la realtà quotidiana di chi impiega cinque ore e mezza per attraversare la propria regione. È in questo scarto che l’intervento di Elisa Scutellà prova a collocare la Calabria dentro una vera connessione europea fatta di strade sicure, ferrovie funzionanti e servizi accessibili, prima ancora che di ponti.
