Fonte foto: Consigliera Regionale Elisa Scutellà
Bollo auto, il M5S e il gruppo “Tridico Presidente”: “Occhiuto oggi sostiene ciò che ieri definiva populismo“

Il dibattito sul Bollo auto torna al centro della scena politica calabrese dopo le recenti dichiarazioni del presidente della Regione, Roberto Occhiuto, che ha invocato l’abolizione nazionale della tassa definendola ingiusta e assimilabile a una patrimoniale mascherata. Una posizione che ha spinto le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà ed Elisabetta Barbuto, insieme al gruppo “Tridico Presidente”, a rivendicare la coerenza della proposta avanzata già in campagna elettorale.
La proposta originaria del M5S: un’esenzione temporanea per i redditi più bassi
Le esponenti pentastellate ricordano come il Movimento 5 Stelle avesse posto il tema al centro del proprio programma regionale, proponendo una misura mirata e temporanea: l’esenzione dal pagamento del Bollo auto per i cittadini calabresi con ISEE fino a 25 mila euro e per un importo massimo di 250 euro, fino al raggiungimento di standard adeguati di viabilità, infrastrutture e servizi essenziali.
Una proposta nata dall’ascolto dei territori e dalla consapevolezza delle difficoltà quotidiane che migliaia di famiglie affrontano in una regione dove l’automobile rappresenta spesso l’unico mezzo per raggiungere lavoro, scuole, ospedali e uffici pubblici. Pagare integralmente una tassa legata alla mobilità, sostengono le consigliere, diventa una contraddizione evidente quando il territorio non garantisce servizi adeguati.
Dal sarcasmo alla convergenza: il cambio di passo del presidente Occhiuto
Scutellà, Barbuto e il gruppo “Tridico Presidente” ricordano come quella proposta fosse stata accolta con ironia dall’attuale presidente della Regione, che l’aveva definita populista, arrivando a paragonarla alle promesse di “Cetto La Qualunque”. Oggi, però, lo stesso Occhiuto sostiene l’abolizione del Bollo auto su scala nazionale.
Un cambio di posizione che, secondo i gruppi consiliari, merita di essere sottolineato. La differenza, spiegano, è sostanziale: il M5S proponeva una misura limitata alla Calabria, giustificata dalle condizioni straordinarie del territorio; Occhiuto oggi invoca una riforma strutturale per tutto il Paese.
Una domanda politica ancora aperta
Le consigliere non contestano il cambio di rotta, anzi lo considerano un fatto positivo quando riconosce la validità di una proposta utile ai cittadini. Ma pongono un interrogativo politico: se era populismo chiedere un sostegno temporaneo per i calabresi penalizzati da infrastrutture insufficienti, come definire allora la proposta di abolizione totale avanzata oggi dal presidente?
A distanza di tempo, sostengono Scutellà, Barbuto e il gruppo “Tridico Presidente”, emerge con maggiore chiarezza che quella del Movimento 5 Stelle non era una provocazione né uno slogan elettorale, ma una misura di equità pensata per rispondere ai disagi reali dei cittadini calabresi. E fa piacere, concludono, che anche chi la criticava abbia oggi riconosciuto il valore del tema.
