Fonte: GNPL
Il Garante nazionale aveva documentato da tempo le condizioni strutturali e igienico-sanitarie dell’istituto, raccomandando nel 2025 la chiusura della Sezione IV.
La vicenda di Sollicciano torna al centro dell’attenzione pubblica con i recenti provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, ma ciò che oggi appare come una scoperta è, in realtà, un quadro già ampiamente delineato dal Garante nazionale nel corso del 2024 e del 2025.
Le condizioni strutturali, igienico-sanitarie e detentive dell’istituto fiorentino emergono con chiarezza grazie agli accessi ripetuti del Garante nazionale, alle richieste di documentazione e alle interlocuzioni istituzionali svolte nel corso dell’attività di monitoraggio. Queste verifiche mettono in luce un degrado ormai incompatibile con gli standard minimi previsti dall’ordinamento.
Le prime visite e l’emersione di un quadro critico
Il 31 maggio 2024, a pochi giorni dall’insediamento del nuovo Collegio, il Presidente del Garante nazionale, Prof. Maurizio Felice D’Ettore, effettuava una visita presso la Casa circondariale di Firenze Sollicciano. Già in quell’occasione emergevano condizioni strutturali gravemente compromesse, carenze manutentive diffuse e un deterioramento degli ambienti detentivi tale da richiedere interventi immediati. Una seconda visita, il 28 giugno 2024, condotta dal GNPL insieme al Direttore Generale Beni e Servizi, Dott. Antonio Bianco, confermava e aggravava il quadro, mentre le relazioni dell’Azienda sanitaria competente evidenziavano “importanti problematiche igienico-manutentive” e la persistenza di criticità igienico-sanitarie non risolvibili con interventi ordinari.
L’aggiornamento del 2025 e la richiesta di chiusura della Sezione IV
Nell’aprile 2025 il Garante nazionale torna a Sollicciano con una visita approfondita, guidata dal Presidente Riccardo Turrini Vita, per verificare lo stato dei lavori programmati. Anche in questa occasione il Collegio accerta la presenza di condizioni incompatibili con i parametri nazionali e internazionali in materia di detenzione.
Le risultanze confluirono nella relazione pubblicata nel luglio 2025, un documento che rappresenta oggi un punto di riferimento imprescindibile per comprendere la gravità della situazione.
In quella relazione, il Garante nazionale non si limitava a segnalare criticità: formulava raccomandazioni puntuali e incisive, tra cui la richiesta di chiudere temporaneamente la Sezione IV del reparto giudiziario e trasferire le persone detenute in altre sedi, alla luce delle condizioni rilevate.
Il Garante nazionale sollecita la riduzione della presenza detentiva nelle aree più colpite dalle infiltrazioni, chiede la prosecuzione delle opere di igienizzazione e indica la necessità di adottare misure definitive per superare un fenomeno – quello delle infiltrazioni d’acqua – che da anni compromette la vivibilità dell’istituto.
Il valore del monitoraggio indipendente
Alla luce degli sviluppi giudiziari, il Garante nazionale sottolinea come le situazioni oggi oggetto di accertamento fossero già state descritte e rappresentate nell’esercizio delle proprie funzioni di organismo nazionale di prevenzione. Una circostanza che conferma l’importanza del monitoraggio indipendente e il ruolo essenziale delle raccomandazioni formulate a tutela dei diritti fondamentali delle persone private della libertà.
Una questione che riguarda la qualità democratica dello Stato
La vicenda di Sollicciano richiama con forza la necessità di affrontare con determinazione il tema delle condizioni materiali di detenzione e della manutenzione del patrimonio penitenziario. Il rispetto della dignità della persona non può restare un principio astratto, ma deve trovare attuazione concreta nei luoghi in cui lo Stato esercita il massimo potere sulla libertà individuale.
Il Garante nazionale continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione della situazione e a esercitare tutte le prerogative attribuitegli dalla legge, nella convinzione che la tutela dei diritti delle persone detenute rappresenti un indicatore decisivo della qualità democratica del Paese.
