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Raffaele Di Pasquale ha concentrato l’attenzione sull’empatia nel mondo dello sport. Lo ha fatto ispirandosi ad un articolo sull’empatia di Manila Scaramella per GBT Magazine.
COME AL SOLITO GLI ARTICOLI DI MANILA MI FANNO RIFLETTERE SU CIÒ CHE HA DICHIARATO BIELSA: “Puoi sapere tutto, ma se non piaci alle persone che giocano per te, non vale niente.” Come nel perfetto stile di BIELSA, è una frase provocatoria, ma contiene una verità che molti sottovalutano.
Di Pasquale: nel mondo dello sport non basta la competenza tecnica
Nel mondo dello sport si tende a pensare che la competenza tecnica sia sufficiente. Studi, corsi, tattica, metodologia, analisi video. Tutto fondamentale. Ma esiste un elemento che nessun manuale può sostituire: la relazione. Tra allenatore e giocatore l’empatia non nasce automaticamente. Non basta indossare una tuta o ricoprire un ruolo per ottenere fiducia. Il rispetto si costruisce nel tempo, attraverso la coerenza, l’ascolto e la credibilità. Attenzione, però: empatia non significa cercare di piacere a tutti. Non significa essere sempre accomodanti, evitare i conflitti o dire ciò che gli altri vogliono sentirsi dire. E, soprattutto, non significa fingere.
I giocatori
I giocatori percepiscono molto più di quanto immaginiamo. Capiscono quando un interesse è autentico e quando è soltanto una strategia per ottenere consenso. Un allenatore può anche essere severo, esigente e pretendere il massimo, ma se dimostra sinceramente di avere a cuore la crescita delle persone che allena, sarà seguito molto più facilmente.
L’empatia è autenticità.
Vuol dire conoscere chi hai davanti, comprendere cosa lo motiva, capire quando ha bisogno di una parola e quando, invece, di una sfida. Significa trattare ogni atleta con rispetto senza rinunciare ai propri principi. Le conoscenze tecniche fanno vincere una partita. Le relazioni solide permettono di affrontare un’intera stagione. Per questo il vero allenatore non lavora solo sul gesto tecnico o sulla tattica. Lavora ogni giorno sulla fiducia. Perché le persone danno il massimo non solo per chi è competente, ma soprattutto per chi ritengono credibile. La competenza apre la porta. L’empatia autentica convince le persone a seguirti.
A cura di Raffaele Di Pasquale

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