“Ho finito di mangiare da poco… e ho già fame.”
“La sera non riesco a smettere di cercare qualcosa da sgranocchiare.”
“Mi manca la forza di volontà?”
Queste sono alcune delle domande che ascolto più spesso nel mio studio.
La prima cosa che dico ai miei pazienti è questa:
La fame non è un difetto del carattere. È un meccanismo biologico.
Il nostro organismo è programmato per farci sopravvivere, non per farci seguire una dieta. Quando percepisce una carenza di energia o uno squilibrio, utilizza il linguaggio che conosce meglio: ci manda il segnale della fame.
Il problema nasce quando impariamo a ignorare quei segnali oppure, al contrario, li interpretiamo tutti allo stesso modo.
Per questo motivo è importante capire che non tutta la fame è uguale.
La fame è un messaggio, non un nemico
Per anni abbiamo vissuto la fame come qualcosa da combattere.
In realtà dovremmo imparare ad ascoltarla.
La fame è uno dei sistemi di regolazione più sofisticati del nostro organismo. Coinvolge cervello, stomaco, intestino, pancreas, tessuto adiposo e numerosi ormoni che lavorano insieme per mantenere l’equilibrio energetico.
Quando questo equilibrio si altera, il corpo cerca di comunicarcelo.
La domanda, quindi, non dovrebbe essere:
“Come faccio a non avere fame?”
Ma piuttosto:
“Perché il mio corpo mi sta chiedendo altro cibo?”
Gli ormoni che regolano la fame
Dietro la sensazione di fame non c’è soltanto lo stomaco che “brontola”.
Esistono diversi ormoni che dialogano continuamente con il cervello.
La grelina: l’ormone che ci invita a mangiare
La grelina viene prodotta principalmente dallo stomaco.
I suoi livelli aumentano quando restiamo molte ore senza mangiare e diminuiscono dopo il pasto.
Il suo compito è semplice:
“È il momento di cercare cibo.”
È un meccanismo naturale e indispensabile.
La leptina: l’ormone della sazietà
La leptina viene prodotta soprattutto dal tessuto adiposo.
Invia al cervello un messaggio opposto:
“Abbiamo energia a sufficienza, possiamo smettere di mangiare.”
In alcune persone, soprattutto in presenza di sovrappeso o obesità, può svilupparsi una resistenza alla leptina: il cervello riceve con più difficoltà il segnale di sazietà e questo può contribuire a mantenere elevato l’appetito.
Quando la fame non dipende davvero dal bisogno di energia
Non sempre mangiamo perché il nostro corpo ha bisogno di nutrienti.
A volte mangiamo perché siamo:
- stressati;
- annoiati;
- stanchi;
- tristi;
- arrabbiati.
Il cibo, soprattutto quello ricco di zuccheri e grassi, attiva i circuiti cerebrali della gratificazione e può regalare un sollievo momentaneo.
Ma è importante distinguere la fame fisiologica dalla fame emotiva.
La fame fisiologica arriva gradualmente, può essere soddisfatta con diversi alimenti e si attenua dopo il pasto.
La fame emotiva, invece, compare spesso all’improvviso, è molto selettiva (desideriamo proprio quel dolce o quello snack) e raramente lascia una sensazione di vera soddisfazione.
Perché hai sempre fame? Le cause più comuni
Dormi poco
Dormire meno del necessario altera l’equilibrio tra grelina e leptina.
In pratica aumenta il segnale della fame e diminuisce quello della sazietà.
Ecco perché dopo una notte insonne spesso abbiamo più voglia di dolci e alimenti calorici.
Mangi troppo velocemente
Il cervello impiega circa 20 minuti per elaborare i segnali di sazietà.
Se mangiamo in pochi minuti rischiamo di introdurre più cibo del necessario prima ancora che il nostro organismo riesca a dirci che è sazio.
I tuoi pasti sono poco equilibrati
Un pasto costituito quasi esclusivamente da carboidrati raffinati può determinare una sazietà di breve durata.
Proteine, fibre e grassi di buona qualità contribuiscono invece a rallentare la digestione e a mantenere più stabile il senso di sazietà.
Bevi poca acqua
Talvolta il nostro organismo può confondere la sete con la fame.
Una corretta idratazione è fondamentale anche per il controllo dell’appetito.
Sei molto stressato
Lo stress cronico aumenta la produzione di cortisolo.
Quando questo ormone rimane elevato a lungo, può favorire un maggiore desiderio di alimenti ricchi di zuccheri e grassi, spesso utilizzati inconsapevolmente come forma di conforto.
Potrebbe esserci una condizione metabolica
In alcuni casi la fame persistente può essere collegata a condizioni come l’insulino-resistenza, alterazioni della glicemia o altre problematiche metaboliche.
Per questo motivo, se il sintomo persiste, è importante rivolgersi a un professionista per una valutazione personalizzata.
Cosa puoi fare già da oggi
Non servono rivoluzioni.
Spesso bastano piccoli cambiamenti, mantenuti con costanza.
1. Inserisci una fonte proteica in ogni pasto
Le proteine contribuiscono ad aumentare il senso di sazietà e aiutano a mantenere più stabile la glicemia.
2. Inizia il pranzo e la cena con le verdure
Le fibre rallentano lo svuotamento gastrico e favoriscono una risposta glicemica più graduale.
3. Mangia senza fretta
Posa le posate tra un boccone e l’altro, mastica con calma e concedi al cervello il tempo di ricevere il segnale di sazietà.
4. Dormi quanto basta
Un buon sonno non migliora solo l’umore, ma aiuta anche a regolare gli ormoni che controllano fame e sazietà.
5. Chiediti sempre:
“Sto mangiando perché ho fame… o perché sto cercando qualcosa che il cibo non può darmi?”
È una domanda semplice, ma può cambiare il rapporto con l’alimentazione.
Il vero obiettivo non è smettere di avere fame
La fame è un alleato prezioso.
Ci ricorda che il nostro corpo ha bisogno di essere nutrito.
L’obiettivo non è eliminarla, ma imparare a riconoscerla, comprenderla e risponderle nel modo giusto.
Perché un rapporto sano con il cibo non nasce dal controllo assoluto, ma dalla conoscenza del proprio organismo.
Mangiare con consapevolezza significa ascoltare il proprio corpo, rispettarne i bisogni e fare scelte che possano accompagnarci per tutta la vita.
Il benessere nasce a tavola, ma cresce nelle scelte che facciamo ogni giorno.
Alessandra Cirillo
Biologa Nutrizionista
