Orsato detta la linea: “Basta accerchiamenti agli arbitri, in Serie A come nei campetti di periferia”
Il nuovo corso della classe arbitrale italiana parte con il pugno duro e, soprattutto, con un forte richiamo alla responsabilità educativa e culturale del mondo del calcio. Durante l’incontro andato in scena a Cascia, Daniele Orsato, fresco di nomina come nuovo designatore degli arbitri di Serie A e B, ha esordito tracciando una linea di demarcazione netta contro le proteste scomposte e le cattive abitudini che da troppi anni inquinano il rettangolo verde.
Lo stop agli accerchiamenti: un problema di civiltà
Il concetto espresso dall’ex fischietto internazionale non lascia spazio a interpretazioni ed evidenzia il legame invisibile ma fortissimo che unisce il calcio dei professionisti a quello di base:
«Non vogliamo vedere gli accerchiamenti dalla Serie A ai bambini più piccoli – ha dichiarato Orsato senza mezzi termini – perché sappiamo che se in Serie A restano accerchiamenti, nei campetti di periferia possono tramutarsi in violenza».
Un monito limpido che punta dritto al cuore del problema. L’immagine dei calciatori che circondano l’arbitro a ogni decisione contestata, urlando e gesticolando, non è soltanto uno spettacolo antisportivo da estirpare nel massimo campionato, ma rappresenta soprattutto un pessimo esempio per le migliaia di giovani e giovanissimi che ogni fine settimana calcano i campi di periferia. La tolleranza zero annunciata da Orsato segna un cambio di passo culturale fondamentale: la tutela della figura arbitrale non è soltanto una questione regolamentare, ma una priorità etica per salvare i valori sani dello sport.
