La Scelta Eretica della Bellezza. L’Arte Incontra l’Assoluto
Ci sono spiriti che preferiscono scivolare docili lungo la corrente della mediocrità, e poi ci sono artisti rari, incandescenti, che decidono di risalire i fiumi a nuoto.
Sfidando la cascata con la sola forza di una visione pura. Marcello Coleman porta nel sangue l’appartenenza a quella piccola dinastia di eroi.
Nato nel grembo barocco e disperato di Napoli (e oggi di casa tra le geometrie nordiche di Bruxelles). Figlio di un’America lontana e di una terra vesuviana intrisa di fuoco e salsedine.
Marcello ha compiuto fin dal primo giorno un atto di sublime eresia.
Voltare fieramente le spalle ai luccichii dei facili guadagni, alle lusinghe del mercato usa e getta, alle porte girevoli del pop da classifica.
Nel suo caso non c’è il classico percorso da conservatorio. Lui è il protagonista di un viaggio estremo, nato dall’esigenza di far dialogare le barriere dei vicoli con i bassi profondi dei sound system giamaicani.
Marcello non ha mai conosciuto la volgarità della consuetudine. Per lui la musica non è mai stata un contratto da firmare, ma un grido d’indipendenza.
La sua non è una biografia comune. Bensì un romanzo di formazione scritto con i pigmenti di una tavolozza e le frequenze basse di un amplificatore valvolare.
Ogni sua nota è un colpo di spatola di colore puro, un’esplosione espressionista che rifiuta la cornice per farsi carne, battito e vertigine.
Formazione dell’Identità Artistica
Formatosi alla nobile disciplina dell’istituto d’arte, Coleman custodisce nello sguardo l’inquietudine febbrile di Egon Schiele.
Per lui ogni brano è una tela strappata, un dipinto sonoro in cui i colori primari dell’anima colano densi, rifiutando ogni logica mercantile. Lui vive la pittura con la stessa verità del canto, ogni brano è un quadro in movimento, un’opera d’arte visiva slegata dalle logiche commerciali.
La sua educazione musicale non conosce i recinti polverosi delle accademie.
Si nutre, del soul vellutato di Stevie Wonder, della potenza tellurica dei Led Zeppelin e, della folgorazione mistica per il roots reggae di Bob Marley.
Un sincretismo colto, in cui la canzone d’autore italiana lascia spazio solo al primissimo, viscerale Pino Daniele e al fascino immortale dell’arte figurativa.
Nella sua storia c’è anche il Teatro con Tato Russo e la TV in “Un posto al sole“.

La Stima dei Giganti
Ciò che consacra Marcello nell’Olimpo degli artisti irripetibili non è il brivido di rispetto che i più grandi musicisti del pianeta provano quando incrociano la sua strada.
Coleman non ha mai dovuto mendicare un palco o sgomitare per un riflettore.
Sono stati i giganti della musica a cercarlo, a volerlo accanto, a desiderare quel timbro inconfondibile.
Caldo come la terra, graffiato dal vento e intriso di un’anima transatlantica, per impreziosire le loro opere più sacre.
La traiettoria artistica di Marcello si dispiega come un romanzo d’avventure decadenti e raffinate. Dalle alchimie giovanili con i Bisca all’incontro folgorante con l’aristocrazia della percussione italiana.
Nel 1980 presta la sua voce inconfondibile a “Passaggio da Oriente“ di Tullio De Piscopo (duettando con Mory Kanté nel leggendario brano “Radio Africa“), inaugurando un decennio di sodalizi intensi, impreziositi da due anni di live al fianco di Tony Esposito.
Fonda nel 1995 la Marcello Coleman Band dando alle stampe il prezioso mini-CD “Rena Nera“.
Incanta la platea di Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana nell’album “Sud(s)” (interpretando l’indimenticabile “Cocorito“), siamo nel 1998.
Intreccia collaborazioni memorabili con La Famiglia, Daniele Sepe, Bunna (Africa Unite) e i raffinati architetti elettronici dei Daddy’s Groove (“Rendez Vous, Say Stop“).
Il vertice di questa parabola si compie tra il 2009 e il 2013, quando assume il prestigioso ruolo di voce ufficiale degli Almamegretta, raccogliendo l’eredità della storica stagione inaugurata dal fondatore Raiz (Gennaro Della Volpe). Con la sua voce porta il dub e le frequenze metropolitane nei templi della musica d’essai e fino al palco del Festival di Sanremo, al fianco di Clementino e James Senese. Da questo sodalizio nasce, nel 2010, l’album “Dubfellas Vol. 2“.
Quando il Suono Diventa Emozione Pura
I dischi di Marcello Coleman sono tappe di un viaggio iniziatico. Le sue canzoni rappresentano le coordinate esatte in cui la sua arte ha toccato il cuore del pubblico. Raccogliendo applausi scroscianti, stima viscerale e un consenso che trascende le mode. In questo repertorio senza tempo, ogni traccia è un frammento di vita vissuta, un ponte teso tra la carne e lo spirito. Di seguito alcuni dei successi:
- “Rena Nera“: Il big bang artistico. L’inno primordiale che ha fatto innamorare le piazze e i club, fondendo per la prima volta con sfacciata eleganza la melodia partenopea e il battito in levare del reggae. Un pezzo di storia che ancora oggi fa tremare i palchi.
- “Saccie“: Un’immersione profonda nelle pieghe dell’anima, dove la voce di Marcello si fa confessione intima, unendo la forza del dialetto a una cadenza nera e suadente che cattura l’ascoltatore fin dal primo istante.
- “Acquasanta” e “Always Antife“: Esempi luminosi di come Coleman sappia battezzare il suono con la purezza e la ribellione. Brani che profumano di strada, di riscatto e di una spiritualità e ribelle, capace di lavare via ogni convenzione commerciale.
- “Sea of Dub“: La deriva più ipnotica e contemporanea. Un oceano profondo di frequenze basse e riverberi infiniti, in cui il pubblico si lascia trasportare in una dimensione lisergica e meditativa, guidato dal timbro inconfondibile del capitano.
- “‘A voce ‘e ll’ammore” e “M’ vec’“: L’apice della tenerezza e della visceralità. Qui la lingua di Napoli diventa universale: brani intensi, cantati con il cuore in gola, in cui l’amore e l’autoriflessione si fondono in un abbraccio sonoro che scuote le coscienze.
- “Voodoo Vibe” e “So blind“: L’anima più nera, funk e internazionale di Coleman. Ritmi serrati, groove implacabili e un’energia magnetica che dimostrano come la sua voce sappia muoversi con la stessa naturalezza tra i vicoli del golfo e i club più avanguardisti d’Europa.
- “Napule on my mind“: Una dichiarazione d’amore eterna e tormentata. Un ponte geografico e sentimentale tra l’orizzonte globale e le radici irrinunciabili di una città che Marcello porta eternamente dentro, cantata con la struggente consapevolezza di chi l’ha scelta, amata e difesa oltre ogni confine.
La Discografia come Diario di Bordo di un Pirata Celeste
I dischi di Marcello non sono semplici raccolte di tracce, ma tappe di un viaggio iniziatico:
1995 – Rena Nera
Un capitolo fondamentale delle origini, dove radici reggae, sensibilità black e ricerca sonora iniziano a delineare un’identità artistica destinata a non seguire mai le rotte convenzionali.
2005 – Naif
Il battesimo solista: un manifesto di eleganza funk, contaminazioni e profonde radici nere.
2008 – Alternegro / Black Is Beautiful
Riddims intransigenti e vibrazioni profonde, consacrate al culto del dub più autentico. Un progetto indipendente realizzato con Carlo Rossi e Diego Sorano.
2016 – Voodoo Vibe
Un viaggio sonoro visionario e irriverente. La contaminazione, la sperimentazione e la libertà creativa si fondono in un linguaggio musicale personalissimo, ostinatamente fuori dagli schemi.
2017 – Pòmmch’ (Celebrating 35 Years of Music)
Una celebrazione monumentale di oltre trentacinque anni di musica. Vissuta senza compromessi, nel segno di una fedeltà assoluta alla propria identità artistica.



Le Collaborazioni
A valorizzare la poliedricità e la straordinaria generosità artistica di Marcello Coleman ci sono le collaborazioni e i sodalizi stretti in tantissimi progetti.
Nel vasto mosaico della musica indipendente e di contaminazione, la sua voce e la sua cifra stilistica non si limitano a brillare in progetti solisti, ma si offrono generosamente come linfa vitale per un numero impressionante di collaborazioni discografiche.
L’Orizzonte Sonoro, Sperimentazione e Contaminazione Globale, Versatilità e Visione Autoriale
Dalla feconda radice mediterranea di “Colectivo Mediterraneo“ (Renanera) al groove intriso di profonda coscienza civile di “Sempre dalla parte del torto“ della Banda POPolare dell’Emilia Rossa; dalle atmosfere ipnotiche e dub di “Forever Dub“ (Pablo Raster) e di “Agli occhi tuoi (dub version)“ fino all’energia corale e irriverente di “Capitan Capitone e i Parenti della Sposa“ di Daniele Sepe: il percorso di Marcello Coleman si configura come un mosaico di rare frequenze.
Il suo prestigioso parterre di collaborazioni vanta nomi di primo piano, tra cui DJ Miele, il gruppo hip-hop La Famiglia (presenti nell’album “Pacco“), e autorevoli esponenti del jazz e del blues partenopeo come il chitarrista Mimmo Langella e il bassista funky-jazz Guido Russo.
Per Marcello, la musica è sinonimo di continua innovazione e ricerca. Questa vocazione lo ha portato a prestare la propria voce a rinomati DJ, tra cui la celebre formazione Daddy’s Groove, per progetti di respiro internazionale spaziando tra house, pop e chill out, ottenendo importanti riscontri anche all’estero.
Parallelamente, il suo talento autoriale lo ha visto autore e interprete di jingles di successo per i principali network radiofonici nazionali, come Radio Deejay e Radio Kiss Kiss, affiancando inoltre artisti del calibro di Bunna (Africa Unite), 24 Grana, Après la Classe e Capone & Bungt Bangt.
Muovendosi con la naturalezza dei grandi interpreti, Coleman attraversa con disinvoltura i generi più disparati:
- Dal reggae al combat folk
- Dal soul alla canzone d’autore
La cifra stilistica emerge nitida nella raffinata eleganza di “Ho piantato un albero“ di Marco Gesualdi e nell’impatto urban-fusion di “Solido“ (realizzato con Mc Mariotto e Luis Grieco). Ogni featuring si trasforma così in un autentico innesto di anima e visione, ben lontano da un mero esercizio di stile.
“La musica non è mai sola, ma incontro, contaminazione e radice condivisa.”
Nel suo vasto e variegato sodalizio artistico figurano inoltre Nicola Caso, DJ Vale, Ciccio Merolla, Dope One, Andrea Tartaglia, Roberto Colella, Speaker Censu e PeppOH, fino alla più recente e suggestiva collaborazione con i Robotlove nel brano “Biancaluna“.
Orizzonti Futuri
Attualmente, l’artista è immerso nella concezione e nello sviluppo di un nuovo progetto inedito con il suo produttore il bassista Gianluca Sanza attraverso l’etichetta indipendente Casalu Dub: un percorso di ricerca in costante evoluzione che, quando i tempi saranno maturi, vedrà la luce e sarà tempestivamente condiviso attraverso i suoi canali social ufficiali.

Il DivulgAutore Emozionale: Marcello Coleman dipinge con le frequenze, lanciandosi in un percorso solitario tra i vicoli scuri di Napoli e il fumo denso di un sound system di Kingston. La sua voce è un passaporto strappato che rifiuta le gabbie delle classificazioni facili. Marcello Coleman ci ricorda che la vera identità non è un reperto da conservare sotto vetro, ma un incendio perenne che brucia ogni confine geografico, stilistico e mentale con la grazia indomita di un’opera d’arte.
© Jennypranz (Gennaro Pranzile). Tutti i diritti riservati.

Complimenti
Grazie
Conoscevo già la voce e l’energia di Marcello Coleman, ma leggerlo attraverso le tue parole me lo ha fatto scoprire sotto una veste nuova, intima e profondamente autentica, svelandone sfumature e lati umani che non conoscevo e che me lo hanno fatto apprezzare ancora di più.
Un elogio speciale va a te per come riesci sempre a unire la passione, la competenza e quell’emozione sincera che rende ogni tua lettura un viaggio imperdibile. Complimenti davvero per questo pezzo straordinario!
Grazie di cuore per le tue parole così belle e attente. Sapere che questo ritratto di Marcello ti sia arrivato dentro, svelandone l’anima più autentica, è la soddisfazione più grande per me. A presto!
Complimenti…
Grazie
Grande articolo su un grande artista. Bravi
Ringrazio di cuore. Più che l’articolo sono d’accordo che è grande l’artista. Marcello è una stella che brilla forte ma che appartiene a un altro universo
Di Marcello Coleman conoscevo la cifra stilistica, la forza vocale e quel legame viscerale con i suoni del mondo e della nostra terra. Ma questo articolo va oltre: riesci a far vibrare le parole come i tasti di un pianoforte. Complimenti immensi!
La verità è che provo ad emozionarmi quando scrivo. Se riesco so di essere sulla strada giusta. Sei molto gentile
Grande musica eccezionale
Grazie da parte di Marcello
Che splendido tributo! Leggere le parole di Jennypranz è sempre un viaggio emozionante che arricchisce e fa riflettere. Raccontare Marcello Coleman con questa intensità e questa precisione di sguardo dimostra ancora una volta la grande sensibilità del “divulgautore”. Grazie per regalarci sempre spunti di così alto valore sulla nostra musica e sui nostri artisti!
Un ringraziamento di cuore per queste parole così piene di sensibilità e di affetto.
Un articolo straordinario che sa di radici, anima e verità. Lei riesce sempre a cogliere l’essenza profonda degli artisti della nostra terra, restituendoci il ritratto di un grande professionista e di un uomo di immenso spessore come Marcello Coleman. Parole che risuonano come una melodia e che rendono giustizia al suo percorso e alla sua voce inconfondibile. Complimenti per questa bellissima carezza all’arte e alla cultura partenopea! La seguo e attendo ogni volta con fervore il suo nuovo articolo.
Leggere del Suo affetto e della Sua attesa così partecipe per ogni mio scritto mi emoziona e mi dà una carica immensa. Continuare a camminare insieme tra le note, le storie e le radici della nostra Napoli è un privilegio che condivido con lettori attenti e appassionati come Lei. Grazie infinite!
JennyPranz da sempre il meglio di se..
Raccontando tante storie,io non lo conoscevo Marcello Colleman, ma grazie a te ho potuto conoscerlo leggere la sua storia…
Un grande…
Grazie JennyPranz che me lo hai fatto conoscere dalle tue biografie 🥰😍
Quanti complimenti… 🤗😅😅😅
Semplicemente Grandeee!!!
🫣🫠 grazieee
“Una voce autentica, originale e con una lunga storia musicale, forse più apprezzata da chi conosce la scena napoletana e il reggae italiano che dal grande pubblico”. Potrei pubblicare questo, ma è tratto da Chat GPT, invece tutto quello che ha scritto l’autore dell’articolo, ti fa capire nel profondo la dimensione di quest’artista. Complimenti, artico bello, profondo ed esauriente, specie per chi si avvicina per la prima volta a Coleman
Ahahahhaha simpatica e divertente. Grazie mille gentilissimo
Un racconto che restituisce tutta l’anima di un artista autentico, capace di trasformare le proprie radici in musica senza confini. Marcello Coleman rappresenta quella Napoli che sa contaminarsi, reinventarsi e parlare un linguaggio universale senza perdere la propria identità. Un ritratto intenso, scritto con sensibilità, che fa venire voglia di riscoprire la sua musica e ascoltarla con occhi nuovi.
Grazie di cuore per questa lettura così profonda e ispirata. Coglierne l’essenza, quella capacità di essere profondamente napoletani eppure universali, è il complimento più bello, a parere mio, per chi prova a raccontare la sua musica.
Artista di grande spessore
Che con la sua musica esprime passione e grande personalita capace di trasmette energia e autenticità
Complimenti
Si molto molto bravo… parliamo della storia della musica. Grazie peri complimenti 😊
Letto tutto d’un fiato! Sei riuscito a far emergere la grandezza e la voce di Marcello in un modo che poche volte mi è capitato di leggere. Bravissimo!
Troppo buono 😚
Marcello Coleman una voce che va diritto all ‘anima ricomponedo tutta la tradizione napoletama in poche parole un spettacolo. bellissimo complimenti grazie JennyPranz
Grazie mille per le belle parole. 🙏
Mamma mia che pezzo scritto da Dio. Si sente tutto l’amore per la musica e la bravura immensa di Marcello, complimenti davvero!
Mamma mia che gran bel complimento!!! Grazie mi ha emozionato. 🙏
Non conoscevo Marcello,leggendo l articolo è ascoltandolo ho apprezzato il suo stile verace napoletano, complimenti per l articolo
Sono contento che le sia piaciuto lui è un’eccellenza del nostro territorio apprezzato a livello universale. Grazie tante per l’apprezzamento
complimenti, articolo molto interessante su un grande artista
Mille grazie
Non conoscevo quest’artista ma grazie alle tue parole, ho avuto la curiosità di scoprire il suo percorso e la sua musica. Mi è piaciuto molto il modo in cui hai raccontato il tutto , riuscendo a trasmettere passione e interesse! È bello quando un articolo riesce a far scoprire qualcosa di nuovo e a suscitare la voglia di approfondire.
Complimenti!
Grazie davvero per queste parole. È proprio questa, in fondo, la cosa più bella che può accadere a chi scrive
Davvero è un artista raro! Aspetto il nuovo progetto e nel frattempo ho l’occasione per riascoltare i suoi lavori. Complimenti Jenny riesci sempre a dare il giusto valore agli artisti, ai personaggi, alle storie e alla storia
nei tuoi articoli. È un piacere leggerti!
Grazie mille. Sono contento di aver messo in luce Marcello nel mio “ultra piccolo”…
Complimenti ottimo articolo
Grazie mille
Volevo farti miei complimenti per l’articolo . La struttura del pezzo e la cura nella scelta delle parole rendono la lettura incredibilmente ingaggiante e illuminante.
Grazie, ne sono lusingato.
Non è la prima volta che leggo un suo articolo, resto affascinata dalle emozioni che suscita. Nello specifico conoscevo già Coleman ma mi ha aperto degli scenari a me e sconosciuti. Quanta bella musica! Complimenti a Marcello per essere riuscito a crearsi questo curriculum pesante e di valore estremo. Complimenti a Jennypranz, perché col suo stile mi ha fidelizzato. 🤩
Unire le forze e le sensibilità artistiche con un professionista straordinario come Marcello è un privilegio, e leggere che il mio stile sia riuscito a conquistarti e a “fidelizzarti” mi riempie di una gioia immensa. Grazie ancora per questo bellissimo attestato di stima e per la tua preziosa attenzione. Ti auguro un meraviglioso viaggio tra le note e le emozioni della grande musica!
Sono rimasta meravigliata da cotanta bellezza musicale, Coleman è un fuoriclasse. La sua musica incontra i miei gusti. Complimenti a lei che riesce a dipingere questi articoli. Ho gradito molto anche quello delle fiabe napoletane e di Sant’Agata dei Goti. Davvero bravo è un piacere leggerla.
La ringrazio di cuore per il Suo gentile apprezzamento. Sapere che i miei articoli su Coleman, sulle fiabe napoletane e su Sant’Agata dei Goti Le siano piaciuti è per me motivo di grande soddisfazione.
Che accoppiata vincente: la voce pazzesca di Marcello Coleman e la tua penna che sa sempre come emozionare. Articolo da incorniciare!