_di Veronica Sansuini Gruppo Scentifico Dipartimento Nazionale Pari Opportunità Lega
All’ennesimo comunicato, la maschera è caduta. Ma non è quella della maggioranza, è quella di una certa opposizione che da anni usa le donne come bandierina ideologica.
Leggiamo le parole dell’On. Bonetti: la maggioranza avrebbe deciso di “prendere le donne e sbatterle fuori dalle istituzioni”, il tutto per “bulimia di potere maschile” e per “paura della pancia vannacciana”. Parole gravi, offensive, che rivelano più di quanto vorrebbero.
La verità è un’altra e va detta con chiarezza. L’emendamento di cui parla la onorevole Bonetti non butta fuori nessuno. Cancella un obbligo ideologico: quello della doppia preferenza di genere imposta per legge.
Per anni ci hanno raccontato che senza una norma che obbliga l’elettore a votare un uomo e una donna, le donne non sarebbero mai elette. È una visione mortificante per le donne stesse. Come se una donna potesse entrare in un Consiglio regionale solo perché c’è un comma che lo impone, non perché è competente, capace, scelta dai cittadini per il suo valore.
La Lega crede esattamente nell’opposto. Crediamo che una donna non abbia bisogno di una stampella normativa per farsi valere. Ha bisogno di opportunità reali. E le opportunità reali non sono sulla scheda elettorale, sono nella vita.
Dov’era l’indignazione di Bonetti quando una donna vittima di violenza denuncia e poi viene lasciata sola? Quando una madre non trova un asilo nido? Quando una ragazza deve rinunciare al lavoro perché non c’è welfare?
Souad Sbai, con il gruppo Scentifico del dipartimento invece abbiamo scelto un’altra strada, concreta. Stiamo lavorando a un modello di intervento immediato e protetto, un Ponte Sicuro nelle prime 72 ore: dal momento della denuncia o della richiesta di aiuto, la donna deve trovare subito una rete vera, non un modulo. Forze dell’ordine formate, centri antiviolenza, servizi sanitari, servizi sociali, alloggio protetto, assistenza legale e psicologica, senza rimbalzi tra uffici e senza burocrazia che la fa sentire di nuovo vittima.
Questo significa presa in carico reale, continuità, sicurezza. Significa che lo Stato c’è quando serve, non dopo.
Questa è parità di genere. Non una quota rosa scritta in una legge elettorale.
La Costituzione, all’articolo 51, parla di promozione delle pari opportunità. Non parla di riserve obbligatorie che trasformano il voto libero in un voto guidato. La vera forzatura è dire all’elettore come deve votare per rispettare uno schema ideologico.
Accusare il centrodestra di “bulimia di potere maschile” è un insulto a migliaia di amministratrici, sindache, assessore, consigliere della Lega e di tutto il centrodestra che ogni giorno governano con competenza. E tirare in ballo la “pancia vannacciana” per offendere milioni di elettori la dice lunga su quanto certa sinistra sia distante dal Paese reale.
Noi non abbiamo paura del voto libero dei cittadini. Loro sì.
Le donne non si difendono tenendole in una riserva protetta. Si difendono liberandole dalla necessità di quella riserva. Si difendono garantendo protezione immediata, lavoro, sicurezza e servizi che funzionano.
