a cura di BENIAMINO COSTA
E’ proprio questo che fa rabbia perché la stragrande maggioranza delle espulsioni per reati gravi si scontra con il muro della realtà e resta solo sulla carta. Firmare un foglio è facile ma per rimpatriare davvero qualcuno serve che il Paese d’origine lo riconosca e se lo riprenda e purtroppo l’Italia ha accordi funzionanti solo con pochissimi Stati. Quando mancano questi accordi o non ci sono posti nei centri di permanenza lo Stato è obbligato per legge a rilasciare il delinquente con in mano un semplice pezzo di carta che gli ordina di andarsene e che ovviamente viene ignorato trasformando tutto in una farsa burocratica.
Il punto è che quel ragazzo non è stato rimpatriato semplicemente per lo sputo sulla bandiera ma perché quel gesto ha fatto scattare un controllo immediato da cui è emerso che era completamente irregolare sul territorio italiano e senza alcun documento valido. In più si trattava di un cittadino marocchino e l’Italia ha accordi bilaterali molto solidi con il Marocco quindi è stato possibile metterlo su un aereo e rispedirlo a casa in tempi record per via amministrativa.e comunque siccome io sono cattivo lo avrei rimandato in Marocco a nuoto
