Settembre è il mese dei buoni propositi.
Si torna al lavoro, ricomincia la scuola, riprendono gli impegni e, insieme alla routine, arriva spesso anche un pensiero: “Quest’estate ho mangiato troppo. Adesso devo rimettermi in riga e depurarmi”.
È proprio qui che vorrei fermarvi.
Perché dopo settimane di pasti fuori casa, aperitivi, gelati, cene più abbondanti e orari sballati, il nostro corpo non ha bisogno di essere “ripulito”. Ha bisogno semplicemente di ritrovare i suoi ritmi.
La bilancia può raccontare una storia diversa
Dopo un periodo di maggiore libertà alimentare può capitare di pesare qualche chilo in più.
Ma attenzione: un aumento di peso non significa automaticamente un aumento equivalente di grasso corporeo.
A incidere possono essere la maggiore quantità di sale, una diversa idratazione, più carboidrati rispetto al solito, le scorte di glicogeno, la maggiore quantità di cibo presente nell’apparato digerente e un intestino meno regolare.
Anche il cambiamento degli orari e del sonno può influenzare fame, sazietà e regolarità intestinale.
Per questo è assolutamente possibile che una parte di quel peso si riduca semplicemente tornando alle proprie abitudini abituali.
E il famoso “detox”?
Qui bisogna fare chiarezza.
Il nostro organismo possiede già sistemi molto efficienti per metabolizzare ed eliminare le sostanze di cui deve liberarsi. Fegato, reni, intestino, polmoni e pelle svolgono continuamente il loro lavoro.
Non abbiamo quindi bisogno di digiuni, tisane drenanti, succhi o giornate a base di centrifugati per “depurarci” dopo l’estate.
Questo non significa che l’alimentazione non abbia importanza. Al contrario: una dieta equilibrata e uno stile di vita sano sostengono nel tempo la salute metabolica e degli organi.
Ma è molto diverso dal pensare che dopo qualche settimana di eccessi serva una sorta di trattamento riparatore.
Il rischio è trasformare il rientro in una punizione
Uno degli errori più comuni di settembre è passare da un estremo all’altro.
Prima settimane in cui ci concediamo qualcosa in più, poi improvvisamente:
“Da domani niente pane”.
“Niente pasta”.
“Salto la cena”.
“Solo insalata”.
“Devo perdere subito i chili presi”.
Il problema è che una restrizione troppo drastica può aumentare fame e desiderio di cibo e rendere ancora più difficile ritrovare un rapporto equilibrato con l’alimentazione.
Non dobbiamo compensare ciò che abbiamo mangiato. Dobbiamo semplicemente riprendere a mangiare bene.
Cosa fare, concretamente?
La soluzione è molto meno complicata di quanto ci facciano credere.
Riprendere una normale organizzazione dei pasti.
Aumentare la presenza di verdura e frutta, tornare a consumare con regolarità cereali e fonti proteiche, utilizzare l’olio extravergine di oliva nelle quantità adeguate e bere a sufficienza.
E poi ricominciare a muoversi.
Non servono allenamenti punitivi: anche una camminata quotidiana, soprattutto se durante l’estate siamo stati più sedentari, è un ottimo punto di partenza.
Anche il sonno merita attenzione. Tornare a orari più regolari può aiutare a ristabilire quei ritmi che durante l’estate possono essersi completamente modificati.
E soprattutto: niente sensi di colpa
Mangiare una pizza in più, concedersi un gelato o cenare fuori durante una vacanza non significa aver “rovinato” la propria alimentazione.
La salute non dipende da quello che facciamo occasionalmente, ma dall’insieme delle nostre abitudini.
Per questo settembre non dovrebbe essere il mese delle punizioni, delle diete drastiche e delle promesse impossibili.
Dovrebbe essere il mese in cui torniamo semplicemente a prenderci cura di noi.
Non serve cancellare l’estate.
Serve ritrovare il proprio equilibrio.
Il benessere nasce a tavola, ma cresce nelle scelte che facciamo ogni giorno.
