Mena Cirillo e Barbara Comelato, giornaliste e professioniste con competenze complementari, affrontano il fenomeno del pensiero eccessivo e propongono una riflessione sugli strumenti per ritrovare equilibrio, ascolto di sé e serenità.
A OlisticaMente un viaggio nella consapevolezza e nel benessere interiore
Ci sono momenti in cui la mente sembra non concederci tregua. Ripensiamo a una conversazione, analizziamo una parola, immaginiamo scenari futuri e torniamo continuamente su decisioni già prese. Cerchiamo risposte, spiegazioni e certezze, ma più pensiamo, più rischiamo di sentirci intrappolati in un labirinto di dubbi.
È il fenomeno conosciuto come overthinking: la tendenza a pensare e ripensare in modo eccessivo, fino a trasformare la riflessione in una fonte di stanchezza, tensione e inquietudine.
È proprio questo il tema al centro di una puntata di “OlisticaMente”, la trasmissione condotta da Mena Cirillo e Barbara Comelato, che propone uno spazio di informazione e confronto dedicato alla consapevolezza, alle relazioni, alla conoscenza di sé e al benessere della persona.
L’obiettivo non è soltanto descrivere un fenomeno sempre più presente nella vita quotidiana, ma invitare il pubblico a interrogarsi sul proprio modo di pensare, sulle emozioni che accompagnano i pensieri e sulle possibilità concrete per ritrovare un rapporto più equilibrato con se stessi.
Overthinking: quando riflettere diventa una trappola
Pensare è una risorsa fondamentale. Ci permette di comprendere ciò che accade, prendere decisioni, imparare dall’esperienza e prepararci alle sfide della vita. Il problema nasce quando il pensiero diventa ripetitivo, insistente e poco produttivo.
Chi sperimenta l’overthinking può ritrovarsi a ripercorrere continuamente gli errori del passato, a temere conseguenze negative che ancora non esistono o a cercare di prevedere ogni possibile sviluppo di una situazione. La mente tenta di controllare l’incertezza, ma finisce spesso per alimentarla.
Si crea così un circolo vizioso: più cerchiamo una risposta definitiva, più emergono nuovi dubbi; più analizziamo le possibilità, più diventa difficile scegliere; più cerchiamo di evitare un errore, più cresce la paura di sbagliare.
È importante distinguere la riflessione utile dalla ruminazione mentale. La prima ci aiuta a comprendere una situazione e a individuare possibili soluzioni; la seconda ci riporta continuamente sugli stessi pensieri, senza necessariamente condurci a una conclusione.
L’overthinking non è, di per sé, una diagnosi. Può manifestarsi durante periodi di stress, nei momenti di cambiamento o quando affrontiamo situazioni emotivamente complesse. Se, tuttavia, diventa persistente e interferisce con il sonno, le relazioni o la vita quotidiana, è importante non sottovalutarlo e valutare un confronto con un professionista della salute mentale.
Come interrompere il circolo dei pensieri
Il primo passo non è combattere la propria mente, ma imparare a riconoscere quello che sta accadendo. Non sempre possiamo impedire a un pensiero di presentarsi, ma possiamo allenarci a non seguirlo automaticamente.
Tra gli strumenti che possono favorire una maggiore consapevolezza troviamo la mindfulness, la meditazione, la respirazione consapevole e l’attenzione al momento presente. Queste pratiche possono aiutarci a osservare i pensieri senza considerarli necessariamente verità assolute o previsioni attendibili.
Può essere utile fermarsi e domandarsi: Questo pensiero mi sta aiutando a trovare una soluzione oppure mi sta facendo girare in tondo?
Se esiste un problema concreto, possiamo individuare un piccolo passo da compiere. Se, invece, stiamo cercando di controllare qualcosa che non dipende da noi, riconoscere i limiti del nostro controllo può diventare un esercizio importante.
Anche scrivere i propri pensieri, dedicare un momento preciso alle preoccupazioni, ridurre gli stimoli quando ci sentiamo sovraccarichi e ritrovare il contatto con il corpo attraverso una passeggiata o un’attività rilassante possono essere strategie utili.
Non si tratta di eliminare ogni dubbio o di raggiungere una serenità permanente. L’obiettivo è sviluppare un rapporto più consapevole con la propria esperienza interiore, senza lasciare che ogni pensiero diventi una preoccupazione da risolvere immediatamente.
Mena Cirillo: giornalismo, sociologia e Scienze Olistiche al servizio della consapevolezza
Il valore di OlisticaMente risiede anche nelle competenze e nei percorsi professionali delle sue conduttrici, che mettono al centro la comunicazione, l’ascolto e la divulgazione di temi che riguardano la persona e la società.
Mena Cirillo, giornalista e sociologa a indirizzo psicologico, è laureata in Scienze Olistiche e si occupa di mindfulness, meditazione, terapie naturali, floriterapia e counseling filosofico. Il suo percorso unisce l’esperienza giornalistica e sociologica all’interesse per le dimensioni emotive, relazionali e interiori dell’essere umano.
La sua attività si sviluppa tra informazione, approfondimento e divulgazione, con l’obiettivo di offrire al pubblico spunti di riflessione accessibili, ma non superficiali. Parlare di overthinking, in questa prospettiva, significa affrontare non soltanto il funzionamento dei pensieri, ma anche il modo in cui viviamo le emozioni, affrontiamo l’incertezza e costruiamo il rapporto con noi stessi e con gli altri.
La mindfulness e la meditazione, insieme agli strumenti del counseling filosofico e agli approcci naturali di cui si occupa, possono rappresentare occasioni di esplorazione personale e di promozione della consapevolezza.
È importante, al tempo stesso, distinguere queste pratiche dai trattamenti sanitari: non sostituiscono le cure mediche o psicologiche quando sono necessarie.
Per Mena Cirillo, la divulgazione ha anche un valore sociale. Offrire conoscenze, parole e occasioni di confronto significa aiutare le persone a comprendere meglio la propria esperienza, sviluppare consapevolezza e orientarsi verso scelte più adeguate ai propri bisogni.
Barbara Comelato: giornalismo, counseling e conoscenza delle radici familiari
Accanto a Mena Cirillo troviamo Barbara Comelato, anch’essa giornalista e counselor, esperta in costellazioni familiari e studio dell’albero genealogico. Il suo percorso professionale si concentra sull’ascolto della persona, sulle dinamiche relazionali e sull’importanza della storia familiare nella comprensione di alcuni vissuti individuali.
Attraverso il counseling e gli strumenti legati all’esplorazione delle radici familiari, Barbara promuove la riflessione sui legami, sui modelli relazionali e su quelle esperienze che possono influenzare il modo in cui affrontiamo le situazioni della vita.
Le costellazioni familiari e il lavoro sull’albero genealogico possono offrire occasioni di esplorazione e consapevolezza personale. È tuttavia importante considerarli strumenti di riflessione, non metodi diagnostici né sostitutivi di percorsi medici o psicologici quando necessari.
La sua esperienza giornalistica si affianca a queste competenze, contribuendo a fare della comunicazione uno strumento di approfondimento e confronto. Raccontare e informare significa selezionare le informazioni, dare un contesto ai fenomeni, porre domande e aiutare il pubblico a guardare oltre le spiegazioni più immediate.
Nel dialogo con Mena Cirillo, Barbara porta a OlisticaMente uno sguardo attento alle persone e alle loro storie, con l’intento di stimolare domande, favorire la conoscenza di sé e promuovere una riflessione più consapevole sulle relazioni e sul benessere interiore.
È proprio nell’incontro tra i loro percorsi che la trasmissione trova una parte importante della propria identità: due giornaliste che mettono la comunicazione al servizio della consapevolezza, affiancando all’informazione competenze ed esperienze differenti. Un dialogo che unisce divulgazione, attenzione alla dimensione umana e interesse per gli strumenti di crescita personale.
Il valore di “OlisticaMente”: informare per comprendere, comprendere per scegliere
In una società caratterizzata da ritmi veloci, richieste continue e un flusso costante di informazioni, fermarsi ad ascoltare ciò che accade dentro di noi può sembrare difficile. Eppure, proprio questa pausa può diventare un’occasione per riconoscere i nostri automatismi e recuperare uno spazio di scelta.
OlisticaMente si propone come uno spazio di confronto in cui affrontare temi di interesse umano e sociale attraverso la divulgazione, l’esperienza e la riflessione. Il contributo delle due conduttrici nasce dall’incontro tra il giornalismo e i rispettivi percorsi professionali: da una parte, la sociologia a indirizzo psicologico e le discipline olistiche; dall’altra, il counseling, l’attenzione alle dinamiche familiari e l’esplorazione delle radici genealogiche.
Le loro competenze non sono identiche, ma proprio questa complementarità permette di affrontare gli argomenti da prospettive diverse, offrendo al pubblico occasioni per riflettere sulla propria quotidianità.
Il valore di questo lavoro sta anche nel ricordare che il benessere non coincide con l’assenza di difficoltà. Significa, piuttosto, imparare a riconoscerle, comprendere quando possiamo intervenire e sapere quando è opportuno chiedere aiuto.
L’overthinking ci insegna che non ogni pensiero richiede una risposta, non ogni timore anticipa un evento reale e non ogni dubbio deve essere risolto immediatamente. A volte il cambiamento comincia quando smettiamo di inseguire ogni possibilità e torniamo ad ascoltare ciò che accade nel presente.
Ritrovare il presente: un passo alla volta
Imparare a gestire i pensieri eccessivi non significa diventare indifferenti o smettere di riflettere. Significa riconoscere quando la riflessione è utile e quando, invece, ci allontana dal momento presente, sottraendo energie alla vita che stiamo vivendo.
È un percorso che richiede tempo, pazienza e consapevolezza. Non esistono formule valide per tutti, ma possiamo cominciare con piccoli gesti: respirare con attenzione, dare un nome alle emozioni, distinguere i fatti dalle supposizioni e concederci il diritto di non avere sempre una risposta pronta.
È questo il messaggio che OlisticaMente vuole condividere con il proprio pubblico: prendersi cura di sé significa anche imparare a fare spazio alla mente, senza lasciarsi governare da ogni suo pensiero.
Con Mena Cirillo e Barbara Comelato, la trasmissione diventa così un’occasione per informarsi, interrogarsi e guardare alla propria esperienza con occhi nuovi. Perché, a volte, non abbiamo bisogno di pensare ancora di più: abbiamo bisogno di fermarci, ascoltarci e imparare a distinguere ciò che possiamo cambiare da ciò che dobbiamo semplicemente attraversare.
OlisticaMente: informazione, consapevolezza e crescita personale, per riscoprire il valore dell’ascolto di sé e delle relazioni.
