Napoli celebra le eccellenze della cultura: al Museo Filangieri la XXVII edizione del The Grand Award to Excellence – Tra le parole e l’infinito
Una serata dedicata al talento, alla cultura e all’impegno civile. Oltre settanta riconoscimenti tra letteratura, merito culturale internazionale, eccellenza e responsabilità sociale. Musica, testimonianze e incontri nella cornice del Museo Civico Gaetano Filangieri, per la manifestazione ideata da Nicola Paone e con Mena Filo Cirillo madrina dell’edizione 2026.
NAPOLI – La cultura non è soltanto un patrimonio da custodire, ma un linguaggio capace di mettere in relazione persone, esperienze e generazioni. È da questa consapevolezza che prende forma il messaggio della XXVII edizione di The Grand Award to Excellence – Tra le parole e l’infinito, svoltasi il 31 ottobre 2026 nella suggestiva cornice del Museo Civico Gaetano Filangieri di Napoli.
Una serata che ha riunito personalità del mondo della letteratura, dell’arte, del giornalismo, delle istituzioni e delle professioni, provenienti dall’Italia e da diversi Paesi, trasformando la cerimonia di premiazione in un’occasione di incontro tra culture e percorsi umani differenti.
Ideato e presieduto dal Cavaliere Nicola Paone, il Premio ha raggiunto la sua ventisettesima edizione confermando una vocazione che, nel corso degli anni, si è progressivamente ampliata: riconoscere non soltanto il talento artistico e letterario, ma anche il merito professionale, la diffusione della conoscenza e l’impegno a favore della collettività.
La manifestazione è stata realizzata con il patrocinio organizzativo della Gran Loggia d’Italia dei Riti Scozzesi e di Area Arte – Associazione Mediterranea Culturale, con il patrocinio di Rai Senior e del Museo Filangieri.

Un luogo che racconta Napoli e la sua identità culturale
La scelta del Museo Civico Gaetano Filangieri ha conferito alla manifestazione un significato particolare. Non una semplice sede prestigiosa, ma uno spazio che custodisce una parte importante della storia artistica e culturale della città.
Situato nello storico Palazzo Como, in via Duomo, il Museo fu aperto al pubblico nel 1888 per volontà del principe Gaetano Filangieri junior, che volle mettere a disposizione della collettività una preziosa raccolta di opere e testimonianze artistiche.
Il palazzo, raro esempio di architettura rinascimentale toscana a Napoli, ospita collezioni di dipinti, sculture, armi e armature, porcellane, tessuti, oggetti d’arte e una biblioteca di grande interesse storico.
Un luogo nel quale la memoria incontra la contemporaneità e nel quale il valore della conoscenza continua a essere protagonista. È proprio questo legame tra passato e futuro a rendere particolarmente significativa la celebrazione di un Premio che ha fatto della cultura e della sua trasmissione la propria ragione d’essere.
In una città come Napoli, dove arte, musica, letteratura e tradizione rappresentano elementi profondamente intrecciati con l’identità collettiva, ospitare un appuntamento internazionale dedicato alle eccellenze significa anche ribadire il ruolo della città come spazio di incontro e produzione culturale.
Ventisette edizioni: la storia di un progetto nato in Campania
La storia del Premio comincia nel 2000, quando Nicola Paone istituisce a Caivano il Premio Nazionale Letterario di Narrativa e Poesia “Tra le parole e l’infinito”.
L’idea iniziale è quella di offrire uno spazio agli scrittori e ai poeti, valorizzando la parola come strumento di espressione, creatività e conoscenza. Un progetto che, nel tempo, supera i confini della dimensione letteraria per aprirsi a un panorama sempre più ampio.
Nel 2003 il Premio assume una dimensione internazionale, coinvolgendo autori provenienti da altri Paesi. Nel 2006 viene introdotta la sezione dedicata alla carriera e nel 2007 nasce “Ad Haustum Doctrinarum”, espressione latina che significa “alla fonte delle dottrine”, destinata a riconoscere chi rappresenta una fonte di sapere e contribuisce alla sua diffusione.
Poi nel 2010 nasce “Labore Civitatis”, dedicato a persone che, attraverso il lavoro, l’etica, la dedizione e il sacrificio, contribuiscono concretamente alla crescita della comunità.
Dal 2020 la manifestazione assume la denominazione The Grand Award to Excellence – Tra le parole e l’infinito, rafforzando la propria dimensione internazionale. Nel 2022 viene introdotto il Gran Premio al Merito, mentre nel 2025 nasce il Gold Star Award, che nell’edizione 2026 si presenta nella nuova denominazione Gold Star of Excellence.
Ventisette edizioni raccontano così la crescita di un’iniziativa nata nel territorio campano e capace di costruire, nel tempo, una rete di relazioni culturali che supera i confini regionali e nazionali.

Nicola Paone: la cultura come missione e responsabilità verso il futuro
Ideatore e presidente del Premio, il Cavaliere Nicola Paone è il protagonista di un percorso che unisce attività professionale, ricerca artistica e promozione culturale.
Nato a Casoria nel 1955, dopo gli studi intraprende nel 1989 un’attività di consulenza nel settore delle arti grafiche e della comunicazione pubblicitaria, maturando esperienze con aziende private di livello nazionale. Accanto al lavoro coltiva la passione per la pittura e la grafica, sviluppando una propria ricerca artistica.
Nel messaggio dedicato alla XXVII edizione, Paone definisce questa manifestazione una «ricorrenza della rinascita proiettata nel futuro». Un’espressione che racchiude il desiderio di rinnovare il progetto senza dimenticarne le origini.
Nel suo intervento Paone ripercorre anche le difficoltà affrontate nel corso degli anni, ricordando gli inizi, le sfide e la determinazione necessaria per portare avanti un progetto culturale nel tempo.
Particolare attenzione è rivolta alla Campania, alla sua storia, alle sue bellezze e alle potenzialità di un territorio che merita di essere valorizzato e raccontato.
Un passaggio importante riguarda la necessità di costruire collaborazioni tra associazioni, realtà culturali e organizzazioni impegnate nel sociale. Paone richiama infatti l’importanza di coinvolgere anche le ONLUS e le associazioni del terzo settore, affinché possano contribuire a un processo di rinnovamento civico e culturale.
La sua visione va oltre la celebrazione delle eccellenze: il Premio vuole diventare un punto di incontro, una rete positiva nella quale esperienze e competenze differenti possano dialogare, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Le tre anime del Premio: parole, conoscenza e impegno civile
La manifestazione si sviluppa attraverso sezioni differenti, unite da un unico filo conduttore: riconoscere il valore delle persone e il contributo che ciascuna può offrire alla società.
Tra le parole e l’infinito – Riconoscimento alla Carriera Letteraria
È la sezione dedicata alla letteratura e alla poesia. La parola viene riconosciuta come strumento di espressione, creatività e interpretazione della realtà. Scrivere significa dare forma a pensieri, esperienze e sensibilità, costruendo un dialogo che può superare distanze geografiche e culturali.
Ad Haustum Doctrinarum
È il riconoscimento dedicato alla carriera e alla diffusione del sapere. Il nome richiama l’immagine di una fonte dalla quale attingere conoscenza: viene valorizzato chi, attraverso il proprio percorso, ha contribuito alla crescita culturale, scientifica e professionale.
Labore Civitatis – Riconoscimento alla Carriera Personale
Questa sezione pone al centro il valore del lavoro, dell’etica e della responsabilità. È dedicata a chi si distingue per il proprio impegno umano e professionale e per il contributo offerto alla comunità.
Gran Premio al Merito Culturale Internazionale
Un riconoscimento che sottolinea la vocazione internazionale del progetto e valorizza personalità provenienti da Paesi e contesti culturali differenti.
Gold Star of Excellence
La sezione dedicata alle eccellenze rappresenta un ulteriore spazio di riconoscimento per percorsi personali e professionali distintivi.
Categorie diverse, dunque, ma accomunate da una stessa idea: il merito non è soltanto il risultato raggiunto, ma anche il valore che una persona riesce a trasmettere attraverso ciò che fa.
Le collaborazioni: la cultura come responsabilità condivisa
La manifestazione è stata realizzata grazie alla collaborazione di realtà associative e culturali che hanno sostenuto il progetto nel suo percorso.
Tra gli interventi istituzionali quello dell’avvocato Sergio Ciannella, Gran Maestro e presidente della Gran Loggia d’Italia del Rito Scozzese, che ha sottolineato il significato della partecipazione della Gran Loggia all’iniziativa, per la prima volta tra i partner della manifestazione.
Ciannella ha riconosciuto il valore del lavoro portato avanti da Nicola Paone, capace di condurre il Premio verso una dimensione di rilievo e visibilità internazionale.
Nel suo messaggio ha definito il riconoscimento una «luce di speranza nel mondo conflittuale», sottolineando come le qualità delle persone premiate rappresentino una testimonianza positiva di ciò che l’umanità può esprimere. Ha quindi confermato la volontà di sostenere il progetto e di contribuire alla sua continuità.

Il Maestro Egidio Mastrominico, presidente dell’Associazione Mediterranea Culturale – Area Arte, ha rivolto il proprio saluto agli ospiti, ricordando il valore storico e artistico del Museo Filangieri e il legame con la tradizione culturale napoletana.
Mastrominico ha richiamato l’attività svolta negli anni da Area Arte per la promozione della musica e del patrimonio del Settecento napoletano, ringraziando Nicola Paone per la collaborazione costruita nel tempo.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al direttore del Museo, Paolo Iorio, e a tutte le professionalità e realtà che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.
Il suo intervento ha evidenziato un aspetto fondamentale: la cultura cresce quando le competenze si incontrano e quando le associazioni riescono a costruire progetti condivisi, capaci di coinvolgere il territorio.

Mena Filo Cirillo, la madrina: il valore delle relazioni e dell’incontro tra culture
A rappresentare l’edizione 2026 nel ruolo di madrina è stata Mena Filo Cirillo, nome di battesimo Maria Filomena Cirillo, giornalista, sociologa a indirizzo psicologico e professionista del counseling gestaltico.
Il suo percorso personale e professionale si sviluppa tra giornalismo, sociologia, cultura e discipline olistiche. Nata in Brasile e arrivata in Italia all’età di tre anni, ha maturato nel tempo una particolare sensibilità verso l’incontro tra culture, l’accoglienza e il valore delle relazioni umane.
La sua esperienza personale è stata arricchita anche dalla maternità adottiva di due figlie provenienti dall’India, un vissuto che ha contribuito a rafforzare la sua attenzione verso il dialogo interculturale e il riconoscimento delle differenze come occasione di crescita.
Laureata in Scienze Olistiche e in Sociologia, ha approfondito ambiti quali mindfulness, meditazione, floriterapia e Reiki, affiancando alla formazione l’attività giornalistica e divulgativa.
Il suo lavoro si concentra sul rapporto tra individuo, società e consapevolezza, con l’obiettivo di creare ponti tra informazione, conoscenza e crescita personale.
Nel saluto iniziale ha espresso gratitudine a Nicola Paone e agli organizzatori per averle affidato il ruolo di madrina, accogliendolo con emozione, rispetto e senso di responsabilità.
Il suo messaggio ha posto l’accento sul significato del riconoscimento: premiare una persona significa valorizzare non soltanto ciò che ha realizzato, ma anche la dedizione, la conoscenza e l’impegno che hanno accompagnato il suo percorso.
Rivolgendosi ai premiati, ha auspicato che il riconoscimento non venga considerato un punto d’arrivo, ma una nuova soglia da attraversare, per continuare a coltivare passione, bellezza, cultura e fiducia nel futuro.
Un pensiero che si lega perfettamente allo spirito della manifestazione: l’eccellenza non è una condizione definitiva, ma un percorso che richiede curiosità, responsabilità e desiderio di migliorarsi.

I premiati della XXVII edizione: sedici riconoscimenti alla carriera letteraria
Il cuore della manifestazione è stato rappresentato dalla consegna dei riconoscimenti, con personalità provenienti da differenti Paesi e ambiti professionali.
La sezione “Tra le parole e l’infinito – Riconoscimento alla Carriera Letteraria” ha premiato sedici autori e autrici, riconoscendone il percorso nel mondo della scrittura e della cultura.
Alba Contino
Cinzia Diddi
Dorina Guritã
Duilio Papi
Francesca Carlini
Giovanna Santangelo
Maria Grazia Blasio
Massimo Del Zio
Milena Cicatiello
Nicoleta Presurã Cãlina
Paolo Albano
Patrizia Bove
RaiSat Melnikova
Rossella Maggio
Serghiescu Cristina
Stefania Guiotto
Sedici nomi che rappresentano la pluralità delle esperienze letterarie e il valore della scrittura come strumento capace di raccontare il presente, custodire la memoria e aprire nuove prospettive.
Il Gran Premio al Merito Culturale Internazionale: trenta personalità da diversi Paesi
Una delle sezioni che meglio esprime la dimensione internazionale della manifestazione è il Gran Premio al Merito Culturale Internazionale, destinato a personalità provenienti da differenti contesti geografici e culturali.
Trenta i nominativi insigniti del riconoscimento:
Alessandro Scolaro
Angela Caputo
Angela Mihai
Anna Keiko
Aurora Soranzo
Ayo Ayoola Amale
Basilio Fiorentino
Bijayalaxmi Rath
Denilson Cesar Câmara
Eden Soriano Trinidad
Francesca d’Errico
Gisela Josefina López
Giuseppina Turiano
Ionica Bandrabur
Irina Hysi Ma
Iris Calif
Laskiaf Amortegui
Lan Xin
Lucia Cristina Lania
Marinella Manca
Mithila Farjana
Munich Ionescu Nela
Nguyễn Thị Thùy Linh
Nigar Nurulla Khalilova
Santina Paradiso
Sue Zhu
Tasneem Ustad
Türkan Ergör
Valentina Iannaco
Xhuli Spahiu
La varietà dei nomi e delle provenienze restituisce l’immagine di un Premio che intende superare i confini nazionali e promuovere il dialogo tra culture differenti. Un riconoscimento che assume un significato particolare in un periodo storico nel quale il confronto e la cooperazione internazionale rappresentano valori sempre più importanti.
Gold Star of Excellence: ventotto riconoscimenti alle eccellenze
La sezione Gold Star of Excellence ha valorizzato ventotto personalità, riconoscendo percorsi distintivi e contributi provenienti da differenti ambiti.
Adalgisa Licastro
Agata Di Rubba
Alexandra Firita
Amelia Squillace
Angela Alessandra Milella
Angela Mândâcanu
Assuntina Marzotta
Aurora Bagnalasta
Begona Rodriquez
Daniela Forcos
Epifania Graziella Campagna
Filomena Domini
Gabriella Picerno
Marcello Lazzeri
Margherita Saporito
Maria Concetta Borgese
Monica Pelliccione
Nadia Urian
Nicoletta Russo
Paola Capocelli
Patrizia Riello Pera
Pietro Catalano
Rita Scelfo
Sabrina Morelli
Selene Pascasi
Slavka Božović
Sonia Planamente
Tudosia Lazar
Ventotto riconoscimenti che ampliano ulteriormente la rappresentanza delle eccellenze presenti alla manifestazione, mettendo insieme storie, competenze e percorsi differenti.
Labore Civitatis: il valore del lavoro e dell’impegno personale
Tra i momenti più significativi della manifestazione, il conferimento dei riconoscimenti “Labore Civitatis – Riconoscimento alla Carriera Personale”, una sezione che richiama uno dei principi fondanti del premio: il valore del lavoro, della dedizione e dell’impegno profuso nei diversi ambiti della società.
Tra i premiati figura il senatore Francesco Silvestro
esponente politico campano e imprenditore, nato ad Arzano. La sua attività professionale è legata al mondo dell’impresa e, in particolare, al settore della produzione e commercializzazione dei materassi, in un’attività familiare che si tramanda da quattro generazioni. Eletto al Senato nel 2022, ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione parlamentare per le questioni regionali. Il riconoscimento si inserisce in un percorso che intreccia esperienza imprenditoriale e impegno nelle istituzioni.

Il premio è stato conferito anche all’avvocato Paolo Ciannella
docente universitario e membro effettivo del Supremo Consiglio d’Italia. Due dimensioni, quella giuridica e quella accademica, che richiamano il valore dello studio, della formazione e della responsabilità culturale. La sua presenza tra i destinatari del riconoscimento sottolinea il ruolo delle competenze e della conoscenza nella costruzione di una società consapevole.

Un riconoscimento è andato al professor Eduardo Celentano
cardiologo con una consolidata attività nell’ambito dell’elettrofisiologia e dell’aritmologia. Il suo lavoro medico è rivolto allo studio, alla diagnosi e al trattamento delle alterazioni del ritmo cardiaco, un settore altamente specialistico della cardiologia. Un’attività nella quale ricerca, aggiornamento scientifico e attenzione alla persona si incontrano quotidianamente, ricordando quanto la professionalità sanitaria rappresenti anche una forma concreta di servizio alla comunità.

Tra i premiati anche il Maresciallo Capo Davide Cono.
Il riconoscimento richiama il valore del servizio e dell’assunzione di responsabilità, elementi che accompagnano il ruolo di chi opera nelle istituzioni con compiti di tutela e presidio della collettività. La sua presenza nella sezione Labore Civitatis testimonia l’attenzione della manifestazione verso le diverse forme di impegno che contribuiscono alla vita civile.

A ricevere il premio è stato inoltre il dottor Michele Autorino
direttore amministrativo dell’Ospedale Evangelico Villa Betania. Un incarico che richiede competenze organizzative e gestionali, capacità di coordinamento e attenzione all’efficienza di una struttura sanitaria. Dietro il funzionamento di un ospedale, infatti, non ci sono soltanto l’attività clinica e l’assistenza, ma anche un complesso lavoro amministrativo e organizzativo, indispensabile per garantire servizi e risposte ai cittadini.

La manifestazione ha riservato infine un riconoscimento alla memoria di Silvia Ruotolo, figura il cui ricordo continua a rappresentare un richiamo forte ai valori della legalità, della giustizia e dell’impegno civile. Un momento dal significato particolare, perché la memoria non è soltanto un esercizio del ricordo, ma può diventare un impegno collettivo: custodire ciò che è stato e trasformarlo in consapevolezza per il presente.

Con il Labore Civitatis, il premio amplia così il proprio sguardo oltre il mondo letterario e artistico, riconoscendo il valore di percorsi professionali e umani differenti. Esperienze diverse, accomunate dall’idea che il contributo di ciascuno, quando è guidato da competenza, dedizione e senso di responsabilità, possa lasciare un segno nella comunità.
La musica: un viaggio tra tradizione napoletana, classica e world music
La XXVII edizione non è stata soltanto una cerimonia di premiazione. La musica ha avuto un ruolo centrale, arricchendo la serata con un programma artistico che ha attraversato linguaggi, repertori e sensibilità differenti.
Tra i protagonisti il Maestro Rosa Montano, mezzosoprano, pianista, organista e cantante, docente di maestro collaboratore presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, cofondatrice e direttrice artistica di Aria Arte.
Presente anche il Maestro Laura Francesca Mastrominico, percussionista diplomata presso i Conservatori di Napoli e Salerno e perfezionatasi all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Docente di strumento nelle scuole statali, è fondatrice del quartetto di percussioni Tammombu Rama Percussion.
Il Maestro Fabio Esposito, pianista e direttore d’orchestra diplomato al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, svolge attività di pianista accompagnatore presso il Conservatorio Nicola Sala di Benevento. Nel 2019 ha fondato l’Orchestra Francesco D’Avalos e si esibisce con numerosi solisti in diverse formazioni.
Il Maestro Egidio Mastrominico, violinista, docente e studioso del repertorio inedito del Settecento napoletano, è direttore dell’ensemble barocco Le Musiche da Camera e presidente dell’associazione Area Arte. È inoltre direttore artistico di numerosi festival e manifestazioni, tra cui Convivio Armonico, che dirige dal 2001.
Spazio anche al duo formato dai Maestri Vincenzo Laudiero e Sossio Arciprete.
Laudiero è un flautista poliedrico, capace di muoversi tra repertorio classico, world music e folk. Nel 2024 ha ricoperto il ruolo di primo flauto nell’orchestra dell’ultima tappa del tour Tutti per uno de Il Volo, presso la Reggia di Caserta.
Arciprete è strumentista, arrangiatore e compositore. Collabora con interpreti della canzone napoletana e popolare e si dedica alla musica da camera e alla world music, anche con il quartetto Promenade a Sud. È docente di ruolo di chitarra classica presso le scuole medie a indirizzo musicale.
Tra i protagonisti musicali anche il Maestro Riccardo Fiorentino, pianista, didatta e compositore di carriera internazionale, già pianista di sala presso il Teatro San Carlo di Napoli. Nel corso della sua attività ha realizzato composizioni originali, arrangiamenti e orchestrazioni per numerosi eventi e festival, tra cui il Festival di Napoli 2020 e il Teatro Lirico di Bordeaux nel 2022. Tra i riconoscimenti ricevuti figura il Premio Nicolardi 2020 alla carriera.
A rappresentare la tradizione musicale partenopea è stata inoltre Francesca Curti Giardina, interprete del repertorio napoletano, diplomata in musica da camera presso il Conservatorio di Napoli e musicoterapista. Nel suo percorso figurano numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Masaniello. Ospite fissa della matinée musicale presso il Museo Filangieri, si è esibita in numerosi teatri di tradizione, ottenendo apprezzamenti di pubblico e critica.
La presenza di musicisti provenienti da esperienze differenti ha dato alla serata una dimensione artistica trasversale, nella quale la tradizione napoletana ha dialogato con la musica classica e le sonorità internazionali.
La conduzione e il lavoro organizzativo
A condurre la serata è stata la giornalista e presentatrice Ertilia Giordano, che ha accompagnato i diversi momenti della manifestazione con professionalità, capacità comunicativa e attenzione ai tempi della cerimonia.
La direzione e il coordinamento scenico sono stati affidati a Sabrina Espasiano, responsabile della Stage Direction, mentre Emanuela De Micco ha curato la reception e l’accoglienza dei premiati.
Un lavoro organizzativo importante, considerando la complessità di una manifestazione che ha riunito decine di personalità, alternando interventi istituzionali, consegne dei riconoscimenti, momenti musicali e testimonianze.
Dietro una serata di questo tipo c’è infatti un lavoro che non sempre appare al pubblico, ma che rappresenta una componente essenziale per la riuscita dell’evento.

Bruno Lanza: «La cultura deve raggiungere i giovani»
Tra gli ospiti della manifestazione anche il grande autore Bruno Lanza, inizialmente presente tra il pubblico e successivamente invitato sul palco per rivolgere un saluto conclusivo.
Il suo intervento ha rappresentato uno dei momenti di riflessione più significativi della serata, riportando l’attenzione su una questione centrale: il rapporto tra cultura, educazione e nuove generazioni.
Lanza ha richiamato la responsabilità degli adulti nel trasmettere valori e conoscenza ai più giovani, sottolineando il ruolo fondamentale della famiglia e dell’educazione quotidiana.
Il suo messaggio è andato oltre il valore simbolico della manifestazione. Non basta celebrare il talento, incontrarsi in un luogo di cultura o vivere una serata ricca di emozioni: ciò che si apprende e si condivide deve poter uscire da quelle mura e diventare patrimonio comune.
La cultura deve raggiungere i ragazzi, entrare nelle famiglie, diventare un’occasione di crescita e uno strumento per educare al rispetto, all’unione e alla solidarietà.
Un invito a non considerare la conoscenza come qualcosa di distante dalla vita quotidiana, ma come una risorsa concreta per affrontare le divisioni, contrastare la violenza e costruire una società più consapevole.
Il suo intervento ha chiuso idealmente la manifestazione riportando al centro il senso più profondo del Premio: il valore di ciò che si lascia agli altri.
Oltre la premiazione: la cultura come ponte verso il futuro
La XXVII edizione del The Grand Award to Excellence – Tra le parole e l’infinito ha riunito esperienze molto diverse: scrittori, artisti, professionisti, rappresentanti delle istituzioni, personalità del mondo sanitario, musicisti e protagonisti della vita culturale internazionale.
Una pluralità che rappresenta anche il tratto distintivo della manifestazione. Perché l’eccellenza non appartiene a un solo settore e non si misura esclusivamente attraverso il successo personale. Può esprimersi nella scrittura, nella ricerca, nella professione, nell’arte, nella dedizione al lavoro e nell’impegno verso gli altri.
In un periodo storico segnato da conflitti, divisioni e trasformazioni profonde, creare occasioni di incontro e riconoscere il valore delle persone assume un significato che va oltre la cerimonia.
La cultura può diventare un ponte tra generazioni e Paesi, uno strumento per superare le distanze e un’occasione per costruire una società più attenta alla conoscenza e alla responsabilità.
La scelta del Museo Filangieri ha restituito a questo messaggio una cornice particolarmente significativa: un luogo che custodisce la memoria di Napoli e che continua a raccontare quanto sia importante rendere il sapere accessibile e condiviso.
Il Premio ideato da Nicola Paone, giunto alla sua ventisettesima edizione, continua così il proprio percorso con uno sguardo rivolto al futuro e alle nuove generazioni.
Perché, in fondo, il significato più autentico di un riconoscimento non sta soltanto nel momento in cui viene consegnato, ma in ciò che riesce a generare dopo: nuove idee, nuove relazioni, nuove possibilità.
E la cultura trova la sua espressione più alta proprio quando smette di essere un privilegio individuale e diventa un patrimonio da condividere.
