Da settembre vivono in una struttura protetta nel Chietino. La famiglia contesta l’allontanamento e annuncia ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo e alla Corte dei conti.
Mentre migliaia di bambini festeggiavano Halloween tra maschere, travestimenti e “dolcetto o scherzetto”, tre fratellini napoletani di sette, quattro e due anni hanno trascorso la serata all’interno di una struttura protetta nel territorio del comprensorio di Lanciano. Una vicenda che continua a far discutere e che ora si appresta ad approdare anche davanti alle istituzioni europee.
I minori si trovano nella struttura dal 17 settembre scorso. Secondo quanto sostenuto dalla difesa dei genitori, Pietro Loffredo e Giovanna Orta, i bambini sarebbero stati allontanati dall’abitazione familiare e dalla scuola senza preavviso. Da quel momento gli incontri con mamma e papà avverrebbero una sola volta alla settimana, in spazi indicati dai legali come non adeguati alle esigenze dei più piccoli.
Le contestazioni della difesa
A rendere pubblica la vicenda è stato l’avvocato Angelo Pisani, che insieme agli avvocati Sergio Pisani e Rita Ronchi assiste la famiglia. I legali sostengono che non vi siano mai stati episodi di violenza o maltrattamento nei confronti dei bambini e contestano il protrarsi della separazione dal nucleo familiare.
Nella nota diffusa alla stampa, la difesa segnala inoltre un livido sul capo del bambino più piccolo e chiede chiarimenti immediati agli organi competenti sull’accaduto. I legali affermano inoltre che i servizi avrebbero chiesto ai genitori di intraprendere un percorso presso il Servizio per le Dipendenze, nonostante l’assenza di elementi che possano far ipotizzare problematiche legate all’uso di alcol o sostanze.
Le richieste ai giudici
La difesa ha presentato diverse istanze urgenti al Tribunale per i Minorenni dell’Aquila e alla Corte d’Appello dell’Aquila. L’obiettivo principale resta il rientro dei bambini nella loro abitazione con il supporto dei servizi sociali. In alternativa viene chiesto l’affidamento al padre o ad altri familiari ritenuti idonei. I legali sollecitano inoltre un aumento della frequenza degli incontri tra genitori e figli, l’ascolto della figlia maggiore e accertamenti sulla lesione riscontrata al bambino di due anni.
L’udienza davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila è stata fissata per il prossimo 17 novembre, una data considerata decisiva per il futuro dei tre fratellini.
I ricorsi in sede europea
La vicenda potrebbe presto assumere una dimensione internazionale. L’avvocato Pisani ha infatti annunciato di aver già interessato la Corte europea dei diritti dell’uomo, chiedendo l’adozione di misure urgenti.
Parallelamente, la difesa ha annunciato una segnalazione alla Corte dei conti per verificare i costi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche nell’ambito del collocamento dei minori e delle attività istruttorie svolte nel corso del procedimento.
Una vicenda ancora da chiarire
Al momento non sono note nel dettaglio le motivazioni che hanno portato all’adozione e al mantenimento della misura di allontanamento. Per questo motivo il quadro resta parziale e sarà necessario attendere gli sviluppi giudiziari e le valutazioni degli organi competenti.
Nel frattempo resta l’immagine di un Halloween trascorso lontano da casa. Una fotografia che, al di là degli aspetti giudiziari ancora al vaglio, alimenta il dibattito sul delicato equilibrio tra la tutela dei minori, il ruolo dei servizi sociali e il diritto dei bambini a mantenere un rapporto con la propria famiglia quando le condizioni lo consentono.
