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Andrea Delmastro e le verifiche della Procura: il ruolo del clan Senese nello sfondo dell’inchiesta
La posizione del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro è tornata al centro dell’attenzione mentre la Procura di Roma conduce accertamenti su alcuni membri della famiglia Caroccia, ritenuta dagli investigatori vicina al clan Senese. Le verifiche riguardano l’ipotesi di intestazione fittizia di beni e possibili operazioni di riciclaggio legate alla gestione della “Bisteccheria d’Italia”, locale romano riconducibile a Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per intestazione fittizia aggravata dall’agevolazione mafiosa.
Nel corso delle indagini è emersa anche la posizione della figlia di un uomo considerato dagli inquirenti vicino al Clan Senese, coinvolta nella società “Le Cinque Forchette srl”. La stessa società aveva tra i soci, fino a pochi giorni prima dell’esplosione del caso, Andrea Delmastro. Il sottosegretario ha dichiarato di aver ceduto la propria quota e di non aver mai avuto consapevolezza di collegamenti opachi all’interno della compagine societaria. Le opposizioni contestano questa versione, sostenendo che la presenza di figure legate a famiglie sotto osservazione avrebbe richiesto maggiore prudenza.
Il ritorno nel ristorante e le contraddizioni nelle dichiarazioni di Andrea Delmastro
Il punto più delicato riguarda il ritorno di Andrea Delmastro nel ristorante, avvenuto due mesi fa, quando – secondo ricostruzioni giornalistiche – era già noto il coinvolgimento della famiglia Caroccia e, indirettamente, del Clan Senese nella gestione del locale. Le immagini pubblicate da diverse testate mostrano il sottosegretario all’interno della Bisteccheria in periodi differenti, tra il 2025 e l’inizio del 2026.
La circostanza ha alimentato dubbi sulla coerenza delle sue dichiarazioni pubbliche. Delmastro ha sostenuto di essersi allontanato dal locale e di non aver avuto rapporti con i gestori dopo l’emergere delle prime criticità. Il ritorno documentato, però, apre interrogativi sulla consapevolezza delle frequentazioni e sulla trasparenza delle sue spiegazioni.
Le richieste di chiarimento politico e l’intervento di Walter Verini
Il Partito Democratico ha chiesto che la Commissione Antimafia acquisisca gli atti relativi alla vicenda, ritenendo necessario chiarire ogni aspetto dei rapporti tra Andrea Delmastro e membri della famiglia Caroccia, considerata dagli inquirenti parte della rete di relazioni del Clan Senese. In questo contesto si inserisce l’intervento del deputato Walter Verini, che ha sollecitato le dimissioni del sottosegretario, sostenendo che la permanenza nel ruolo rischia di indebolire la credibilità del Ministero della Giustizia.
La maggioranza difende Delmastro, parlando di un attacco politico privo di fondamento, mentre l’opposizione insiste sulla necessità di un passo indietro per tutelare l’istituzione. La vicenda si colloca così in un equilibrio instabile tra accertamenti giudiziari ancora in corso e un confronto politico che si fa via via più serrato.
Un caso aperto tra verifiche giudiziarie e responsabilità istituzionale
L’ufficio di presidenza della Commissione Antimafia valuterà eventuali audizioni, mentre la Procura prosegue le verifiche sui passaggi societari e sulle figure coinvolte. Al momento non risultano contestazioni formali nei confronti di Andrea Delmastro, ma il quadro resta in evoluzione.
Il caso si muove su un doppio binario: da un lato l’attività degli inquirenti, dall’altro un dibattito politico che interroga la trasparenza dei rapporti, la responsabilità istituzionale e la gestione delle frequentazioni in contesti sensibili, soprattutto quando nello sfondo emerge il nome del Clan Senese. La vicenda rimane aperta, in attesa di sviluppi che possano chiarire la portata effettiva dei legami e delle omissioni.
