La visione dell’assessora Pasqualina Straface: un welfare di prossimità, integrato e capace di generare sviluppo.
L’Assemblea regionale di Federsolidarietà Calabria ha rappresentato un passaggio decisivo nella costruzione del nuovo modello di welfare regionale. Un momento di confronto, ma soprattutto di direzione politica chiara, in cui l’assessora Pasqualina Straface ha ribadito che il welfare non è un costo, bensì un investimento strategico per la crescita della Calabria.
“Facendo che questo sia un luogo dove prende forma il welfare – ha affermato – grazie al lavoro quotidiano che viene portato avanti dal mondo delle cooperative, dai servizi territoriali e dal Terzo Settore”. Parole che restituiscono la centralità di un sistema che vive nei territori, accanto alle persone, dentro le fragilità e nelle comunità.
Il nuovo Piano Sociale 2024–2026: una riforma che parte dalle persone
L’assessora ha definito l’assemblea “un congresso che giunge in un momento molto cruciale”, quello della costruzione del Piano Sociale Regionale 2024–2026, che segna l’avvio della vera riforma del welfare calabrese. Una riforma che nasce da un’idea semplice e al tempo stesso rivoluzionaria: passare da prestazioni isolate a percorsi condivisi, integrati, continui.
“Questo cambio di paradigma parte proprio dall’approccio della presa in carico integrata”, ha spiegato Straface. “Si passa da servizi e prestazioni singole ad andare a costruire un percorso che deve essere condiviso”.
Il nuovo Piano punta a rafforzare la presa in carico, valorizzare l’integrazione sociosanitaria come metodo stabile, definire criteri uniformi e costruire un welfare di prossimità capace di intercettare i bisogni prima che diventino emergenza.
Un welfare che si muove verso le persone
Il cuore della riforma è un ribaltamento di prospettiva: “Non sono più le persone che si muovono verso i servizi, ma sono i servizi che devono muoversi verso le persone”. Una visione che mette al centro la dignità, l’accessibilità e l’equità territoriale.
Regione, istituzioni, ambiti territoriali, servizi sociali e Terzo Settore diventano protagonisti di un sistema che non si limita a erogare, ma costruisce comunità. “La cooperazione sociale passa da semplice fornitore a co-protagonista”, ha sottolineato l’assessora, riconoscendo a Federsolidarietà un ruolo determinante nella coprogettazione e nella coprogrammazione previste dal Codice del Terzo Settore.
Un welfare che genera sviluppo, lavoro e coesione
La Calabria vuole costruire un welfare che unisce, che crea opportunità, che sostiene le fragilità e accompagna la crescita dei territori. Minori, famiglie, disabilità, non autosufficienza, anziani, povertà, contrasto alla violenza di genere: il nuovo Piano Sociale guarda a un sistema più forte, più equo e più vicino ai bisogni reali delle persone.
Per la prima volta nasce il Dipartimento Welfare, chiamato a garantire visione, responsabilità e capacità di incidere nella vita dei cittadini. E arriva anche una notizia importante: “Il Ministero è riuscito a trasferirci due annualità legate ai Caldiver”, ha annunciato Straface, confermando nuove risorse per rafforzare i servizi.
Federsolidarietà come attore del patto istituzionale
La cooperazione sociale diventa parte integrante della governance del welfare regionale. “Feder Solidarietà Cooperative sarà l’attore di questo patto istituzionale”, ha dichiarato l’assessora, indicando una strada fatta di corresponsabilità, innovazione e partecipazione.
Il welfare, dunque, non come posto, ma come investimento. “Un investimento – ha concluso – che può creare lavoro e occupazione, generare sviluppo e costruire una Calabria più inclusiva”.
