Screenshot
COMUNICATO STAMPA
RSA NEL MILANESE.ORRORE E VIOLENZE SUGLI ANZIANI . SBAI :TOLLERANZA ZERO ,TELECAMERE IN TUTTE LE STRUTTURE. LA DIGNITÀ DEI PIÙ FRAGILI NON È NEGOZIABILE»
Roma, 15 ott. – «Quanto emerso dall’inchiesta relativa a una RSA nel Milanese, dove alcune anziane sarebbero state vittime di schiaffi, insulti, umiliazioni e presunte violenze sessuali, è sconvolgente e impone una riflessione profonda. Una struttura destinata alla cura deve essere un luogo di protezione e sicurezza, mai di paura e sopraffazione. Maltrattare una persona anziana significa tradire la fiducia delle famiglie e calpestare la dignità di chi, spesso, non ha la possibilità di difendersi o denunciare. Una società civile si misura anche da come protegge i più vulnerabili. Non possiamo permettere che la fragilità diventi un’opportunità per chi abusa del proprio ruolo. È necessario passare dall’indignazione ai fatti. L’articolo 31 del decreto legislativo 15 marzo 2024, n. 29 consente alle strutture residenziali e semiresidenziali sociosanitarie di dotarsi, anche attraverso un’implementazione graduale, di sistemi di videosorveglianza per garantire la sicurezza del lavoro di cura e delle persone accolte, nel rispetto della normativa del lavoro e del diritto alla riservatezza. La disciplina vigente, inoltre, ha già previsto misure di sostegno per l’installazione di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, ma tutto questo è lasciato alla scelta dei gestori.
Per questo chiedo che non sia più una libera scelta ma che si lavori per rendere effettiva, omogenea e obbligatoria la videosorveglianza nelle RSA, prevedendo telecamere negli ambienti nei quali siano realmente necessarie per prevenire e accertare abusi, con regole chiare sulla tutela della riservatezza, sulla conservazione delle immagini e sull’accesso alle registrazioni. Il sistema deve essere accompagnato da controlli rigorosi, ispezioni a sorpresa, canali sicuri per le segnalazioni e una formazione adeguata del personale. Per questo proponiamo di modificare la legge, trasformando la possibilità oggi prevista in un obbligo di installazione delle telecamere in tutte le RSA, con modalità attuative idonee a garantire, contemporaneamente, la tutela della privacy, la dignità degli ospiti e tutte le garanzie giuslavoristiche previste per il personale. Le registrazioni possono rappresentare uno strumento fondamentale per far emergere gli abusi e contribuire all’accertamento delle responsabilità. La tutela della riservatezza è importante, ma non può diventare un alibi per lasciare sole le persone fragili. Privacy e sicurezza non sono valori contrapposti: devono essere garantiti insieme attraverso sistemi mirati, trasparenti e sottoposti a controlli effettivi. Servono regole chiare, vigilanza effettiva e interventi tempestivi: la prevenzione deve essere una priorità, non una risposta tardiva a fatti già accaduti. Come responsabile del Dipartimento Pari Opportunità della Lega, ritengo che la difesa della dignità umana non possa fermarsi davanti alla porta di una RSA. Gli anziani meritano rispetto, sicurezza e protezione concreta. Chi si rende responsabile di violenze deve risponderne davanti alla giustizia. Mai più anziani lasciati soli, mai più violenze nascoste dietro le porte delle strutture assistenziali. La dignità dei più fragili non è negoziabile e la loro sicurezza è un dovere preciso delle istituzioni».
Così Souad Sbai, responsabile dipartimento Pari Opportunità della Lega.
