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La chikungunya è una malattia virale trasmessa all’uomo dalla puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Aedes, tra cui la nota zanzara tigre. Si manifesta con febbre alta e intensi dolori articolari, spesso debilitanti. Nel 2025 la diffusione del virus è tornata al centro dell’attenzione sanitaria internazionale: dopoi primi casi a La Réunion -isola francese dell’Oceano indiano- la chikungunya ha raggiunto i Paesi vicini come Madagascar, Kenya, Somalia e India. E’ approdata quindi in Francia, dove si contano più di 800 casi e circa dodici focolai locali. Le autorità francesi avvertono: il rischio di trasmissione autoctona è concreto.
Chikungunya, il caso “zero” in Italia
Anche in Italia è stato registrato il “caso zero”, nel Bolognese. E’ un paziente rientrato da un viaggio in una zona a rischio (29 invece i casi da inizio anno associati a viaggi all’estero). Sono quindi già scattate le misure di profilassi, tra cui interventi di disinfestazione mirata nelle aree interessate, compatibilmente con le condizioni meteorologiche. Martedì scorso anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto alzare l’attenzione, segnalando un rischio di epidemia globale.
Sintomi e quadro clinico
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità il periodo do incubazione del virus è di massimo di 12 giorni (in media di 3-7 giorni). Si manifestano quindi improvvisamente febbre e dolori alle articolazioni tali da limitare i movimenti dei pazienti. Questi tendono a rimanere assolutamente immobili e ad assumere posizioni antalgiche per alcuni giorni (solo in alcuni casi il dolore si protrae per mesi o addirittura anni).
Altri sintomi includono:
- dolore muscolare,
- mal di testa,
- affaticamento
- rash cutaneo
Spesso i sintomi nelle persone infette sono lievi e l’infezione può non essere riconosciuta o male interpretata, soprattutto nelle aree in cui è presente la dengue. Occasionalmente sono state segnalate complicanze oculari, neurologiche, cardiache e gastrointestinali. Raramente si verificano complicanze gravi, tuttavia negli anziani la malattia può essere una concausa di morte.
Diagnosi e trattamento
La diagnosi si realizza con la ricerca del virus o di anticorpi specifici in campioni di sangue mentre non esistono trattamenti antivirali specifici. Le cure mirano primariamente nell’alleviare i sintomi. Al momento, non sono autorizzati in Europa vaccini contro l’infezione da virus chikungunya. Recentemente un vaccino è stato approvato negli USA.
Misure preventive
L’Istituto Superiore di Sanità ricorda che la prevenzione della malattia consiste innanzitutto nell’impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare. È utile seguire le precauzioni che seguono.
- Applicare zanzariere alle finestre e attivare il condizionamento almeno nelle stanze in cui si soggiorna
- Indossare vestiti che non lascino scoperte parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi ecc.) di colore chiaro, perché i colori scuri attraggono le zanzare
- Applicare repellenti sulle parti del corpo che rimangono scoperte, tenendo presente che il sudore ne riduce l’effetto. Donne in gravidanza e bambini dovrebbero consultare il proprio medico o farmacista prima di utilizzare questi prodotti, mentre particolare attenzione va posta ai bambini di età inferiore ai 3 mesi, per i quali l’utilizzo è invece sconsigliato.
- Inoltre, è fondamentale tenere a mente che alcune zanzare, che sono i vettori responsabili della trasmissione di questa malattia, sono attive durante il giorno. Soprattutto nelle calde giornate estive, si manifestano con maggiore intensità nelle ore del mattino e nel tardo pomeriggio, fino al tramonto. Per ridurre il rischio di epidemie è necessario eliminare nei periodi di attività del vettore sistematicamente tutti i ristagni d’acqua (ad esempio in sottovasi, contenitori aperti nei giardini) e facilitare la realizzazione periodica di campagne di disinfestazione volte a ridurre la popolazione di Aedes.
