Il 18 agosto 1976, esattamente cinquant’anni fa, San Giovanni Rotondo perdeva una delle figure più illustri, stimate e rappresentative della sua storia: il cavalier Francesco Morcaldi, da tutti affettuosamente conosciuto come “Don Ciccio”.
Sindaco illuminato, rigoroso uomo delle istituzioni ma, prima di tutto, amico fraterno, confidente e figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina. Morcaldi ha legato indissolubilmente il proprio nome alle vicende umane e spirituali del Santo e alla crescita della comunità di San Giovanni Rotondo.
La storica profezia e il legame con Padre Pio
Fu proprio a lui, in una calda giornata estiva del 12 agosto 1923, che Padre Pio affidò parole destinate a scolpirsi per sempre nella storia e nel cuore dei fedeli:
«…ove i miei superiori non si oppongano, le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa terra».
Un’espressione intensa, che assunse i contorni di una promessa d’amore eterno verso San Giovanni Rotondo e che il 26 settembre 1968, alle ore 22.30 circa, trovò il suo definitivo compimento nella cripta della chiesa di Santa Maria delle Grazie.
Un’eredità morale che attraversa il tempo
Nel cinquantesimo anniversario della scomparsa (18 agosto 1976 – 18 agosto 2026), la memoria di Francesco Morcaldi non accenna a sbiadire. Il suo impegno civile, la vicinanza umana e spirituale al frate delle stimmate e la dedizione assoluta al proprio paese restano un punto di riferimento luminoso, a testimonianza di un’epoca in cui la politica si faceva con spirito di servizio e profondo attaccamento alle radici.

