L’europarlamentare Giusi Princi illustra in Commissione FEMM il lavoro sul regolamento di tracciamento della spesa UE e ribadisce la centralità della prospettiva di genere nelle politiche europee.
La giornata di lavoro della Commissione FEMM del Parlamento europeo si è aperta con un intervento che ha intrecciato competenza tecnica e visione politica. L’europarlamentare Giusi Princi ha preso la parola per illustrare il percorso negoziale che la attende nei prossimi mesi, un impegno che lei stessa ha definito “una responsabilità che richiede lucidità, ascolto e la capacità di tenere insieme diritti, equità e sostenibilità delle politiche europee”.
Una prospettiva di genere come criterio strutturale
Nel suo intervento, Princi ha ricordato come la prospettiva di genere non sia un’aggiunta decorativa, ma un criterio strutturale per valutare l’impatto reale delle decisioni dell’Unione. Sui suoi profili social ha scritto che l’obiettivo è “dare al testo finale una chiara prospettiva di genere, per garantire e potenziare i diritti e il benessere delle donne in Europa”, sottolineando la necessità di un approccio che sappia tradurre i principi in strumenti concreti.
Il dossier sul tracciamento della spesa UE
Il confronto in Commissione si è concentrato anche sul nuovo regolamento dedicato al quadro di tracciamento della spesa e della performance del bilancio UE. Princi, nominata relatrice ombra per il Partito Popolare Europeo, ha spiegato che si tratta di un dossier apparentemente tecnico ma decisivo, perché riguarda il modo in cui l’Unione sceglie di investire le proprie risorse. In un passaggio condiviso online ha osservato che “la trasparenza e la misurabilità degli investimenti sono condizioni essenziali per garantire politiche efficaci e realmente orientate ai cittadini”.
Un metodo che tenga insieme tecnica e diritti
La seduta ha restituito l’immagine di un’Europa che, pur tra complessità normative e sensibilità politiche diverse, continua a interrogarsi sul proprio modello sociale. Princi ha insistito sulla necessità di un metodo che non perda mai di vista l’impatto sulle persone, ricordando che la Commissione FEMM rappresenta uno dei luoghi in cui questa attenzione si traduce in scelte legislative. Il suo intervento ha voluto ribadire che la parità di genere non è un capitolo separato, ma un criterio trasversale che deve guidare l’intero ciclo delle politiche europee.
La discussione proseguirà nelle prossime settimane, con un lavoro di negoziazione che Princi ha definito “impegnativo ma necessario”. La sua presenza in Commissione, tra dossier complessi e responsabilità crescenti, conferma la centralità del tema e la volontà di portare avanti un approccio che unisca rigore tecnico e attenzione ai diritti.
