Mie riflessioni sul delitto di Garlasco
Le recenti indagini sul delitto di Garlasco, avvenuto nel 2007, hanno riacceso l’attenzione su uno dei casi più controversi della cronaca italiana. La Procura di Pavia ha riaperto il fascicolo, focalizzandosi su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, Chiara Poggi. Questa decisione è stata presa dopo che nuove analisi del DNA hanno rilevato tracce genetiche riconducibili a Sempio sotto le unghie della giovane donna.
Da una parte Alberto Stasi. Dall’altra Andrea Sempio
Si incrociano i volti e i destini del delitto di Garlasco in Tribunale a Pavia. Il Procuratore Fabio Napoleone con l’aggiunto Stefano Civardi e la pm Valentina De Stefano hanno convocato per le 14 Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi, e il 37enne indagato nella nuova inchiesta. Alla stessa ora la pm Giuliana Rizza raggiungerà il fratello della vittima e amico di Sempio, Marco Poggi, per sentirlo come testimone a Venezia, dove il 36enne si è trasferito e lavora. I tre saranno sentiti contemporaneamente per evitare fughe di notizie.
Emerso un secondo DNA non identificato a Garlasco, denominato “Ignoto 2”
Anch’esso trovato sotto le unghie di Chiara. Questo elemento suggerisce la possibile presenza di un’altra persona sulla scena del crimine, complicando ulteriormente il quadro investigativo. Un ostacolo significativo nelle nuove indagini è rappresentato dalla distruzione, avvenuta nel 2022, di alcuni reperti chiave, come il pigiama indossato da Chiara al momento dell’omicidio. Questa perdita limita le possibilità di effettuare ulteriori analisi con le tecnologie attuali.
Per la Procura Stasi non fu solo
Gli interrogatori da parte dei magistrati di Pavia potrebbero aprire uno spiraglio e quanto meno consentire di capire dove puntano le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007 da una persona che conosceva bene e che, certificano le sentenze per cui il fidanzato Alberto Stasi sta finendo di espiare 16 anni di carcere,
L’ha aggredita alle spalle, improvvisamente, senza lasciarle il tempo di difendersi
Ed è proprio questa ricostruzione che l’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Stefano Civardi e dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza e condotta dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano sta mettendo in discussione, nella convinzione che il delitto sia stato commesso non da una ma da più persone, tra cui, Andrea Sempio, l’amico del fratello della 26enne assassinata.
Le ipotesi su Garlasco
Una ipotesi fondata non solo, ritiene la Procura, su telefonate sospette, alibi difficili da riscontrare e presunte tracce di Dna che porterebbero al nuovo indagato, ma probabilmente su altri elementi raccolti da inquirenti e investigatori che hanno impresso una accelerata alle attività. Mercoledì scorso, oltre a una serie di perquisizioni
E’ stato dragato un canale a Tromello
Non molto lontano da Garlasco, per cercare – su indicazione di un testimone – vicino alla casa dove viveva la nonna delle cugine di Chiara, le gemelle Paola e Stefania Cappa, l’arma di un delitto commesso 18 anni fa. Una roggia di paese dove, come è stato riferito, sarebbero stati trovati, tra l’altro, un martello da muratore e altri oggetti che dovrebbero essere analizzati. Ma a far supporre che i pubblici ministeri abbiano in mano nuovi indizi a cui stanno cercando i riscontri sono le tre convocazioni di oggi, 20 maggio, dalle quali si potrebbero intuire alcuni argomenti su cui i pubblici ministeri stanno lavorando.
Cosa chiederanno i pm a Sempio
Davanti a Civardi e De Stefano ci sarà Sempio. Non è escluso che si avvalga della facoltà di non rispondere o risponda solo a qualche domanda che si presume riguardi, accanto a forse nuovi temi, quelli già affrontati: lo scontrino del parcheggio di Vigevano che riporta la data del giorno del delitto e un orario sovrapponibile a quello dell’aggressione, i rapporti con Chiara, una eventuale colluttazione con lei (è la ricostruzione degli investigatori), il motivo di quelle tre chiamate al telefono fisso di casa Poggi nei giorni precedenti il delitto a cui di già il 37enne, nelle altre due indagini archiviate, ha dato una spiegazione dicendo che era per cercare Marco. Spiegazione a cui i pubblici ministeri non credono perché, a loro avviso, sapeva che era in montagna con i genitori. Il sospetto è che dietro quegli squilli di pochi secondi ci sarebbe dell’altro e non invece la verità.
“Stasi è sereno”
Negli uffici della procura guidata da Fabio Napoleone ci sarà anche Stasi, sentito come testimone assistito. “Alberto è sereno e a disposizione dell’autorità giudiziaria, risponderà”, ha ripetuto oggi l’avvocatessa Giada Bocellari, che lo difende assieme ad Antonio De Rensis. Lui potrebbe dare qualche delucidazioni sul giro di amici del fratello di Chiara, se e con quale frequenza si ritrovavano nella villetta di via Pascoli e in che rapporti erano con la sua allora fidanzata.
Marco Poggi sarà nuovamente sentito come testimone sul delitto di Garlasco
E infine, Marco Poggi. Lui verrà sentito di nuovo, questa volta a Venezia, perché è li vicino che vive e lavora. Ancora una volta dovrà riavvolgere la sua vita indietro alla sua adolescenza e a quel lunedì nero che, faticosamente, ha cercato di dimenticare.
Conclusioni sulle nuove evidenze emerse a Garlasco
La difesa di Alberto Stasi, condannato nel 2015 a 16 anni di reclusione per l’omicidio, ha accolto con favore la riapertura delle indagini, esprimendo fiducia nel fatto che la verità possa finalmente emergere. Tuttavia, la complessità del caso e la presenza di nuovi elementi richiederanno un’analisi approfondita per evitare ulteriori errori giudiziari. Questi sviluppi sottolineano l’importanza di un sistema giudiziario flessibile, capace di rivedere le proprie decisioni alla luce di nuove prove, garantendo così giustizia per le vittime e per coloro che potrebbero essere stati ingiustamente condannati.

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