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Il drone caduto in Romania suscita schermaglie tra la Russia e l’Unione Europea. Queste le parole del Ministro degli Esteri russo Maria Zakharova: “Tutte le accuse che sentiamo, in particolare quelle riguardanti i droni presenti da qualche parte nell’Unione Europea, sono infondate; non è stato presentato un singolo fatto, materiale o prova”. Il Ministro lo ha dichiarato in un commento alla televisione RT, ripreso dall’agenzia Ria Novosti.
Drone, la Romania ribadisce la provenienza
Il drone precipitato su un edificio residenziale a Galati, in Romania, è di tipo Geran-2 di fabbricazione russa derivato dallo Shahed-136 progettato dall’Iran. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa du Bucarest, citato dai media. Il drone, si spiega nel rapporto, è esploso al momento della collisione. Il presidente rumeno Nicusor Dan ha dichiarato che il velivolo faceva parte di uno sciame di 43 droni diretti verso obiettivi in Ucraina.
Putin sull’accaduto
Anche Vladimir Putin chiede un’indagine su quanto accaduto in Romania. “Nessuno può dire quale sia l’origine di un determinato velivolo finché non viene effettuata un’analisi tecnica del mezzo. Sappiamo infatti che droni ucraini sono entrati anche in Finlandia”, ha affermato oggi Putin in una conferenza stampa ad Astana, osservando che “droni ucraini sono entrati anche in alcuni Paesi baltici”. “La prima reazione è stata esattamente la stessa di quella che vediamo ora in Romania: ‘allarme, arrivano i russi, i russi attaccano’. Poi, dopo poco tempo, si è scoperto che non avevano nulla a che fare con velivoli russi, ma erano droni di origine ucraina che avevano perso la rotta”, ha spiegato il presidente russo. Putin ha proposto che i frammenti del drone vengano consegnati alla Russia: “Ce li consegnino e faremo un’indagine obiettiva”
Ha concluso il Premier russo
