Enzo Maresca è sul tetto del mondo
il trionfo di un allenatore che parla con i fatti e non coi proclami
Maresca ha trascinato il Chelsea alla conquista del Mondiale per Club coronando una stagione super, ma in Italia si continua a parlare poco di lui.
Nel giorno in cui Jannik Sinner ha regalato all’Italia sportiva e non solo un trionfo storico a Wimbledon, un tricolore sventola anche nel New Jersey, dove Enzo Maresca, zitto zitto, ha regalato al Chelsea la prima storica edizione del Mondiale per Club FIFA.
Ed è proprio su quel “zitto zitto” che bisogna soffermarsi. Enzo Maresca, come ormai capita con pochissimi allenatori nel calcio attuale, ha fatto parlare i fatti. Niente menate in stile “il mio calcio”, niente ragionamenti pseudo-filosofici né atteggiamenti da guru o da ribelle incompreso.
Forse proprio per questa ragione, Maresca, che fino a quattro anni fa non si era mai seduto sulla panchina di una squadra A, ha subìto una parabola “narrativa” assolutamente paradossale.
La sua prima avventura da “allenatore in capo”, sulla panchina del Parma, fu infatti un mezzo disastro: chiamato a riportare i ducali in Serie A, la sua avventura sulla panchina gialloblù durò appena tredici giornate: poi, dopo un pari casalingo contro il Cosenza, la società emiliana decise di sostituirlo con Iachini.
Nonostante l’annata tutt’altro che esaltante, però, di Maresca e del suo modo di interpretare il calcio se ne parlò parecchio, probabilmente in maniera poco proporzionata a ciò che l’ex centrocampista di Juventus e Siviglia – tra le altre – aveva dimostrato di saper fare. Indubbiamente il tecnico campano aveva dimostrato di avere delle idee interessanti, ma tutto andò storto e spesso le considerazioni sul suo conto stridevano con la realtà dei fatti.
Tuttavia, rientrato al Manchester City dalla porta principale, come vice di Guardiola, Maresca si è tolto la soddisfazione di conquistare la Champions League e toccare il cielo con un dito. Ma proprio in quel momento la sua voglia di riscattare l’opaca esperienza di Parma ha prevalso su ciò che avrebbe potuto rappresentare una “comfort zone” di lusso e così, fresco Campione d’Europa, ha deciso di rimettersi in gioco scegliendo con umiltà di ripartire nuovamente dalla Serie B, stavolta quella inglese, dove un Leicester desideroso di riconquistare la Premier aveva deciso di dargli fiducia.
E proprio alle guida delle Foxes è iniziata la seconda fase della carriera di Maresca e ciò che rende paradossale, appunto, il rapporto tra i risultati centrati e la narrazione che lo ha riguardato: esaltato quando i risultati non arrivavano, ma – soprattutto – in maniera incredibilmente inverosimile, dimenticato (quantomeno in Italia) quando ha invece dimostrato di saperci davvero fare. Forse perché – e torniamo al punto di partenza – Maresca ha preferito fare parlare i fatti e “zitto zitto” ha letteralmente dominato la Championship trascinando in Premier il suo Leicester e raccogliendo apprezzamenti da mezzo mondo, mentre chi in Italia lo aveva esaltato di più, ha accolto con tiepido imbarazzo il suo successo.
Come riportato dal portale Calciomercato.com
Ma Maresca, ancora non pago e sicuramente molto ambizioso, ha presto accettato quello che all’epoca dei fatti rappresentava probabilmente l’incarico più impegnativo per ogni allenatore: mettere ordine in un Chelsea mai così allo sbando, disordinato, strapieno di giocatori in esubero, caotico e incapace di portare a casa risultati. Era il 3 giugno dello scorso anno quando Maresca veniva annunciato come allenatore dei “Blues”, adesso – appena tredici mesi dopo – il Chelsea è sul tetto del Mondo dopo una finale maestosa vinta contro il PSG, ha conquistato la Conference League ed è pronto a tornare in Champions League, dopo l’inaspettato quarto posto ottemuto in Premier League dopo due stagioni disastrose. Senza proclami, senza lezioni di vita o di calcio da impartire e facendo parlare – eccome – soltanto i fatti. Sarà questo il motivo per il quale si è parlato così poco di lui?
Vincenzo Maresca classe 80 nativo di Pontecagnano Faiano provincia di Salerno ha giocato sia in Italia che all’estero ed ha ottenuto due anni fa la promozione in Premiere League col Leicester che qualche anno prima con Ranieri in panchina vinse clamorosamente il titolo nella Premiere League.
