Lello Marangio porta al Liceo Fermi una testimonianza di ironia, coraggio e cultura che trasforma la disabilità in un racconto civile e condiviso.
Catanzaro ha accolto questa mattina una delle voci più originali e coraggiose del panorama culturale italiano con la presenza del Prefetto Castrese De Rosa acclamatissimo dal pubblico che ha tenuto un discorso ti alto spessore sociale
Lello Marangio, scrittore e umorista napoletano, è stato protagonista al Festival delle Diversabilità, portando al Liceo Scientifico “Enrico Fermi” una testimonianza che intreccia libri, disabilità e un’ironia capace di aprire varchi dove spesso si alzano muri.
L’incontro, promosso dall’Associazione Afrodite e dalla sua presidente Annarita Palaia, ha confermato ancora una volta la vocazione del Festival: trasformare la diversità in un luogo di dialogo, cultura e consapevolezza. Marangio, che si sposta in carrozzina, ha raccontato la sua storia con la naturalezza di chi ha scelto di non nascondere nulla e di non rinunciare a nulla. Le sue imprese – come l’attraversamento a nuoto dello Stretto di Messina per ben due volte – e i suoi successi letterari hanno restituito agli studenti un’immagine della disabilità lontana da ogni retorica, viva, concreta, piena di possibilità.
Una carriera costruita con leggerezza e determinazione
Il pubblico ha ascoltato con attenzione il percorso di un autore che ha saputo trasformare la fragilità in linguaggio creativo. Il suo libro Al mio segnale scatenate l’infermo ha conquistato Papa Francesco, che gli ha inviato una lettera personale di apprezzamento, custodita da Marangio come un riconoscimento prezioso. I premi ottenuti – dal Massimo Troisi al Charlot, dal Books for Peace al recente Premio BAC di Collescipoli – raccontano la solidità di un talento che non si è mai fermato.
Negli anni, Marangio ha portato la sua voce anche nelle istituzioni, presentando i suoi libri nella Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica e partecipando a eventi di coesione sociale su invito del Presidente Sergio Mattarella nella Tenuta di Castelporziano. Ha parlato di accessibilità nei luoghi simbolo della cultura italiana, come il Museo Galileo di Firenze, mostrando come la carrozzina non sia un limite ma un punto di vista da cui osservare il mondo con lucidità e ironia.
La lezione di Catanzaro: la disabilità come spazio narrativo
L’incontro di oggi al Festival delle Diversabilità ha restituito agli studenti un messaggio semplice e potente: la disabilità è una cosa seria, ma proprio per questo può essere raccontata con leggerezza, perché l’ironia non sminuisce, anzi libera. Marangio lo fa con garbo, con ritmo, con quella capacità tutta sua di trasformare l’esperienza personale in un racconto collettivo.
Catanzaro ha risposto con calore, confermando la centralità di un Festival che negli anni è diventato un presidio culturale e sociale. La presenza di Marangio ha aggiunto un tassello importante: la consapevolezza che la narrazione della disabilità può essere uno strumento di emancipazione, un modo per abbattere barriere culturali e restituire dignità alle storie che troppo spesso restano ai margini.
