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Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica, ha rilasciato un’intervista a “La Repubblica”. Ha spiegato le ragioni per cui ha aderito al comitato “Società civile per il No” a proposito del referendum sulla riforma della Giustizia. Il presidente Giovanni Bachelet ha voluto coinvolgerlo nel Comitato.
Giorgio Parisi: “Come cittadino questa battaglia mi interessa moltissimo“
Così Parisi: “Prima di essere uno scienziato sono un cittadino. E come cittadino questa battaglia mi interessa moltissimo perché penso che il punto fondamentale sia essenzialmente difendere l’indipendenza della magistratura“. “Ho fatto politica attiva dal 2006 al 2012” ha spiegato lo scienziato, “adesso sento il dovere di impegnarmi di nuovo“. La riforma, afferma “ha lo scopo politico di indebolire la magistratura. Noi ci schieriamo in difesa della sua indipendenza affinché i magistrati possano continuare a indagare anche i politici, che non devono ritornare a essere una casta di intoccabili”.
Parisi: “Non farò comizi perché temo di non essere la persona più adatta”
Poi ha proseguito Parisi: “I romani avevano il principio divide et impera e con questo principio hanno dominato mezza Europa. Un Consiglio superiore della magistratura diviso a pezzi è infinitamente più debole di un singolo consiglio più grande e anche più facilmente scalabile. Anche la scelta del sorteggio cerca di evitare che nel Consiglio superiore della magistratura ci siano persone di prestigio. Al contrario persone scelte a caso sono più facilmente influenzabili. Questo sarà l’unico caso in Italia in cui i rappresentanti di un gruppo vengono sorteggiati”, afferma Parisi. “Non farò comizi perché temo di non essere la persona più adatta, ma farò tutto quello che servirà”, conclude.
