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Il Giubileo dei Giovani si è concluso stamattina con la celebrazione della messa di Papa Leone XIV. Il Pontefice ha dapprima fatto un giro di circa 40 minuti tra i giovani presenti a Tor Vergata prima della messa del Giubileo dei Giovani. Arrivato al palco il Papa ha salutato alcune personalità che hanno contribuito a organizzare queste giornate. Tra questi Agostino Miozzo, Coordinatore per l’assistenza del Commissario di Governo del Giubileo 2025, alcuni appartenenti alla Protezione Civile ed esponenti della diocesi di Roma.
Giubileo dei Giovani, il buongiorno del Papa
Nella messa a Tor Vergata hanno concelebrato con il Papa venti cardinali, 450 vescovi e 7mila sacerdoti secondo la stampa vaticana. “Buongiorno a tutti! Buona domenica!”. E’ il saluto di Papa Leone XIV sul palco di Tor Vergata, rivolgendosi ai ragazzi, in italiano, inglese, spagnolo e francese, prima della messa conclusiva del Giubileo dei Giovani. “Spero che abbiate riposato un po’!”, ha aggiunto in inglese. “Cominciamo la celebrazione, il più grande dono che Cristo ci ha lasciato! Buona celebrazione!”, ha aggiunto.
Papa Leone XIV sulla fragilità
L’incontro con Cristo Risorto “cambia la nostra esistenza”, “illumina i nostri affetti, desideri, pensieri”, le fragilità “non devono spaventarci, quasi fossero argomenti ‘tabu”, da evitare”. “La fragilità di cui ci parlano è parte della meraviglia che siamo”. Così Papa Leone XIV nell’omelia della messa presieduta nella spianata di Tor Vergata, in conclusione del Giubileo dei Giovani. “Pensiamo al simbolo dell’erba: non è bellissimo un prato in fiore?”, ha detto il Pontefice. “Certo, è delicato, fatto di steli esili, vulnerabili, soggetti a seccarsi, piegarsi, spezzarsi, e però al tempo stesso subito rimpiazzati da altri che spuntano dopo di loro, e di cui generosamente i primi si fanno nutrimento e concime, con il loro consumarsi sul terreno”. “E’ cosi’ che vive il campo, rinnovandosi continuamente, e anche durante i mesi gelidi dell’inverno, quando tutto sembra tacere, la sua energia freme sotto terra e si prepara a esplodere, a primavera, in mille colori”.
Papa Leone contro i “surrogati inefficaci”
Il Papa ha invitato i giovani a non colmare la loro sete con “surrogati inefficaci”. Siamo fatti “non per una vita dove tutto è scontato e fermo, ma per un’esistenza che si rigenera costantemente nel dono, nell’amore. E così aspiriamo continuamente a un di più che nessuna realtà creata ci può dare; sentiamo una sete grande e bruciante a tal punto, che nessuna bevanda di questo mondo la può estinguere. Difronte ad essa, non inganniamo il nostro cuore – ha detto il Pontefice rivolto ai ragazzi -, cercando di spegnerla con surrogati inefficaci! Ascoltiamola, piuttosto! Facciamone uno sgabello su cui salire per affacciarci, come bambini, in punta di piedi, alla finestra dell’incontro con Dio. Ci troveremo difronte a Lui, che ci aspetta, anzi che bussa gentilmente al vetro della nostra anima. Ed è bello, anche a vent’anni, spalancargli il cuore, permettergli di entrare, per poi avventurarci con Lui verso gli spazi eterni dell’infinito”, ha sottolineato Papa Leone.
Sulle grandi domande
“Non allarmiamoci se ci troviamo interiormente assetati, inquieti, incompiuti, desiderosi di senso e di futuro. Non siamo malati, siamo vivi!”. Papa Leone XIV, nell’omelia della messa presieduta a Tor Vergata a conclusione del Giubileo dei Giovani, cita il suo predecessore Francesco che si rivolse così agli universitari durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Lisbona, due anni fa. In un passaggio in spagnolo, Leone ha sottolineato le parole di Bergoglio: “Ognuno è chiamato a confrontarsi con grandi domande che non hanno una risposta semplicistica o immediata, ma invitano a compiere un viaggio, a superare sé stessi, ad andare oltre, a un decollo senza il quale non c’é volo”.
“Abbiamo bisogno di alzare gli occhi”
“La pienezza della nostra esistenza non dipende da ciò che accumuliamo né, come abbiamo sentito nel Vangelo, da ciò che possediamo”. Lo ha detto il Papa nell’omeliadella messa del Giubileo dei Giovani. “È legata piuttosto a ciò che con gioia sappiamo accogliere e condividere. Comprare, ammassare, consumare, non basta. Abbiamo bisogno di alzare gli occhi, di guardare in alto, alle ‘cose di lassù’, per renderci conto che tutto ha senso, tra le realtà del mondo, solo nella misura in cui serve a unirci a Dio e ai fratelli nella carità, facendo crescere in noi sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, di perdono, di pace”.
Giubileo dei Giovani, il saluto finale del Papa
“Tornando nei prossimi giorni ai vostri Paesi, in tutte le parti del mondo, continuate a camminare con gioia sulle orme del Salvatore, e contagiate chiunque incontrate col vostro entusiasmo e con la testimonianza della vostra fede! Buon cammino!”. Questo il saluto e l’invito di Papa Leone al termine della sua omelia durante la messa per il Giubileo dei giovani a Tor Vergata.
