Fonte foto: IG annalauraorrico
Giuseppe Conte ieri ha presentato il suo pamphlet dal titolo “Una nuova primavera”. Sicuramente il leader dei 5stelle vuole anche candidarsi alla guida del fronte progressista. A rovinare i piani dell’avvocato è il capo storico del Movimento Beppe Grillo.
Giuseppe Conte e la trasformazione del Movimento
Secondo quanto scrive “Il Giornale”, “non è dato sapere se sia la sua ultima chance per ricordare in mondovisione che il fondatore resta lui e che l’avvocato del popolo ha trasformato il “suo” Movimento in un partito collocato ormai nel centrosinistra. Oppure se dietro questa iniziativa possa nascondersi l’idea dell’Elevato di tornare in campo, come terzo incomodo, reclutando tutti gli ex Cinquestelle delusi prima dalla svolta governista e poi dall’ascesa di “Giuseppi”.”
“Grillo chi?”
Conte continua la sua scalata al vertice dello schieramento progressista. Nel Movimento non starebbero dando molto peso alla sortita di Grillo. Il Giornale continua: “Grillo, chi?” A confermare questa postura è Alfonso Colucci, attuale deputato del M5S: “Affrontiamo con assoluta tranquillità questa iniziativa di Beppe Grillo che si manifesta già ad un primo esame assolutamente infondata”. Tra il dire e il fare c’è di mezzo Grillo, però: ogni sua presa di posizione lascia una ferita, perché il passato non si può cancellare con un tratto di penna. Conte, però, si sente parte della storia del Movimento. E non intende mutare il copione dell’avvocato del popolo.”
Le giravolte di Conte
Conte ha sicuramente sposato in passato la linea sicuritaria della Lega, Secondo il quotidiano non sorprende questa sua virata verso il fronte progressista. L’ex premier in passato non ha disdegnato la DC. “Ha frequentato Villa Nazareth, un collegio per la formazione universitaria con sede a Roma presieduto dal cardinale Achille Silvestrini, che è stato il suo mentore. Da meridionale non ha mai disdegnato la Dc. Al punto che da premier volò in Campania per ricordare Fiorentino Sullo, storico esponente della sinistra democristiana. Ed è forse la ragione per cui si è servito dell’espressione “Nuova Primavera” per il titolo del libro. Ai più raffinati cultori del genere, come Gianfranco Rotondi, ricorda la corrente di Giulio Andreotti che si chiamava proprio “Primavera”.”
