I soldi dei bambini
Ci sono storie che non si possono raccontare senza rabbia.
A Vercelli, un’associazione che doveva aiutare i bambini malati spendeva i soldi in auto e vini.
Centotrentacinquemila euro sequestrati, tre indagati, e un silenzio che pesa più di ogni cifra.
Non è solo una truffa, è un tradimento.
Perché quando rubi ai malati, non porti via denaro: porti via speranza.
E la speranza, in Italia, è già un bene fragile.
Dietro le sigle e le carte ci sono volti, mani, bicchieri.
C’è chi brindava mentre altri aspettavano cure.
C’è chi firmava bonifici mentre altri firmavano autorizzazioni mediche.
È il lato oscuro della beneficenza, quello che non si mostra nelle foto.
I bambini dormono, gli adulti contano.
E il silenzio, più di ogni parola, racconta tutto ciò che resta nel sogno di chi cerca speranza
sequestrati 135mila euro.
L’operazione, coordinata dalla Procura e dal Gip del Tribunale di Vercelli, vede coinvolte tre persone. Tra gli indagati figurano i due vertici di un’associazione benefica molto nota in tutto il territorio piemontese, peraltro regolarmente iscritta al Runts (Registro Nazionale del Terzo Settore) nonchè beneficiaria del 5 per 1000.
L’associazione aveva uno scopo nobile: organizzare eventi per raccogliere donazioni da destinare ai reparti ospedalieri nazionali specializzati nella cura dei tumori infantili. Tuttavia, secondo gli inquirenti, dietro la facciata solidale si nascondeva un sistema di distrazione sistematica del denaro.
Beni voluttuari con i soldi della beneficenza
Le indagini, nate dalla sinergia tra i militari del Nucleo Radiomobile e le Fiamme Gialle, si sono avvalse di minuziose analisi bancarie effettuate dai militari durante la complessa indagine. La documentazione ha rivelato come una parte cospicua dei fondi raccolti venisse utilizzata per scopi privati, del tutto estranei alle finalità statutarie dell’ente.
I reati contestati a vario titolo sono pertanto gravissimi: si tratta di peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.
A cura di Marco Ciriello
