Inchiesta arbitri, Ivan Zazzaroni convocato in Procura a Milano: il giornalismo sotto i riflettori
Il terremoto che sta scuotendo le fondamenta del calcio italiano aggiunge un capitolo mediatico di assoluto rilievo. Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e volto noto del giornalismo sportivo televisivo, è stato convocato presso la Procura di Milano per essere ascoltato dal Procuratore Maurizio Ascione.
La convocazione rientra nell’ambito della complessa inchiesta arbitri che vede al centro presunte irregolarità nelle designazioni, il ruolo del VAR e i rapporti opachi tra i vertici dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) e figure istituzionali del calcio.
Il ruolo di Zazzaroni: persona informata sui fatti
È bene precisare subito che Ivan Zazzaroni è stato convocato in qualità di persona informata sui fatti. Non è dunque indagato, ma la sua testimonianza è ritenuta cruciale dal PM Ascione per ricostruire determinati retroscena che il giornalista potrebbe aver intercettato o trattato nelle sue inchieste editoriali.
Negli ultimi mesi, il quotidiano da lui diretto ha spesso sollevato dubbi e pubblicato indiscrezioni riguardanti la gestione del designatore (ora autosospeso) Gianluca Rocchi e le frizioni interne all’AIA. La Procura intende verificare se alcune di queste informazioni possano tradursi in prove documentali o confermare il quadro di frode sportiva attualmente al vaglio.
I punti caldi dell’audizione
Secondo fonti vicine al Palazzo di Giustizia di Milano, l’audizione — durata diverse ore — si sarebbe concentrata su alcuni temi specifici:
- Fonti e segnalazioni: Eventuali “alert” ricevuti da arbitri o ex arbitri riguardo a pressioni sulle designazioni.
- Il caso Lissone: Le discrepanze tra quanto accade nella sala VAR e quanto poi riportato ufficialmente.
- Dinamiche di potere: Il rapporto tra la FIGC e l’AIA, già oggetto della testimonianza dell’avvocato Giancarlo Viglione.
“Quando la magistratura chiama, il dovere di un cronista è quello di collaborare nel rispetto del segreto istruttorio, pur mantenendo la tutela delle proprie fonti.” — Commento d’ambiente giornalistico.
Un’inchiesta che non risparmia nessuno
L’arrivo di Zazzaroni in Procura segna un “salto” dell’indagine. Dopo aver ascoltato dirigenti (Schenone), designatori (Tommasi, Rocchi) e responsabili legislativi (Viglione), il PM Ascione sta ora cercando di incrociare le verità “ufficiali” con quelle del giornalismo d’inchiesta.
L’obiettivo è capire se esistesse un sistema di “scambio di informazioni” o di condizionamento mediatico atto a coprire o favorire determinati assetti arbitrali.
Cosa aspettarsi ora?
Con la deposizione di Ivan Zazzaroni, la Procura di Milano acquisisce nuovi elementi che potrebbero portare, nelle prossime settimane, a:
- Nuove iscrizioni nel registro degli indagati.
- Il sequestro di ulteriori dispositivi elettronici per verificare scambi di messaggi con i protagonisti della vicenda.
- Il coinvolgimento di altri direttori di testate sportive.
Inchiesta arbitri: la partita per la trasparenza nel calcio italiano sembra essere entrata nei minuti di recupero, ma il risultato finale è ancora tutto da scrivere.
