Fonte immagine: Rivista Undici
Il calcio in Italia non è ormai da anni più un orgoglio nazionale. Un movimento vecchio che non è stato capace di aggiornarsi che colleziona oggi brutte figure impedendo ai più giovani di poter assistere, partecipare a manifestazioni una volta date per scontate come i Mondiali. Incapacità di programmare, assenza di coraggio nel puntare sui giovani, un sistema malato ed ancorato a vecchi retaggi, costringono oggi a constatare la pochezza tecnica di una Nazionale mai conosciuta prima.
Min. Sport Abodi: “Norvegia ci ha dato una lezione, ma ci aspettiamo una reazione”
“Ieri i norvegesi ci hanno dato una lezione, è sembrato di ripiombare improvvisamente nel clima degli Europei dello scorso anno. Nulla è perduto, in ogni caso abbiamo cinque mesi per dimostrare ancora una volta di aver imparato qualcosa da questa lezione”. Così il ministro dello sport e dei diovani, Andrea Abodi, a Sky Tg24, commenta la sconfitta dell’Italia contro la Norvegia per 3-0 nella prima partita di qualificazione ai Mondiali 2026.” Adesso siamo nella fase delle emozioni e delle reazioni forti, soprattutto da parte dei tifosi. Ora ci aspettiamo le reazioni forti da parte loro”, conclude.
Italia, Di Lorenzo sincero: “Che delusione, abbiamo compromesso il girone”
Giovanni Di Lorenzo è stato tra i peggiori nella gara ovviamente collettivamente disastrosa che ha visto l’Italia soccombere 3-0 contro la Norvegia. Questa la sua analisi al termine del match riportata dai colleghi di Tuttomercatoweb.com.
Avete fatto un passo indietro, sembra di aver rivisto l’Italia dell’Europeo
“…c’è rammarico e delusione per una partita del genere. Abbiamo buttato il primo tempo. Ora abbiamo questi due giorni per preparare la prossima partita e correggere gli errori che abbiamo commesso nel match contro la Norvegia”.
E’ un problema di stanchezza?
“…siamo a fine stagione, è vero, ma lo sono anche le altre squadre. Quando disputi una partita così ci sono tante concause negative, sia fisiche che mentali. Rivedremo la partita col mister e cercheremo di non commettere questi errori. Sappiamo che con questa partita abbiamo compromesso il nostro cammino nel girone ma ci sono altre partite e dobbiamo subito voltare pagina e vincere. Vincere facendo gol e fornendo buone prestazioni”.
Ora inizia un lungo purgatorio per l’Italia verosimilmente fino ai play-off
“Tutti vogliamo portare l’Italia al Mondiale, l’obiettivo è quello e sappiamo che con questa sconfitta abbiamo compromesso un po’ il percorso. Però ci sono ancora delle partite più avanti e lunedì dobbiamo vincere”.
Una sconfitta dopo l’altra. Non c’è il rischio di una psicosi?
“No, questo non deve succedere. Quando ci sono queste prestazioni è giusto ricevere le critiche, analizzare le partite ma ci sono ancora un po’ di gare davanti che dobbiamo vincere”
Cosa fare per restituire all’Italia l’antico splendore: il mio pensiero
C’era una volta l’Italia. C’era una volta la nazionale del popolo, la massima espressione calcistica del nostro Paese. Si viveva nella convinzione di essere rappresentati dalle eccellenze tecniche del Paese. Tutte le rivalità calcistiche, ed a dire la verità non solo, sembravano appianarsi e mettersi per un po’ da parte. Ci si univa, con entusiasmo ed amor patrio, per tifare 11 ragazzi che, con orgoglio e fierezza, in campo davano tutto. Oggi tutto è scomparso. Bisogna rifondare. Tante le cose da fare…
Le cose da fare partendo dai giovani:
In Italia tanti sono i giovani che potenzialmente avrebbero la capacità di arrivare a grandi livelli ma non vengono supportati. Non ci sono strutture. Non c’è cultura del lavoro e del sacrificio. Bisogna fornire ai giovani strumenti chiari e condivisi regalando loro non solo un sogno, ma la possibilità concreta di arrivare a certi livelli. Le scuole calcio, poi, devono lasciare liberi i ragazzi di esprimere il loro potenziale senza ingabbiarlo dietro inutili tatticismi. Ma non basta;
Rifondare il sistema calcio Italia:
in Italia devono essere una volta e per tutte estirpare alcune piaghe che incatenano il calcio italico impedendone l’evoluzione che in molti altri Paesi è partita da anni. Il sistema giovanile è troppo staccato oggi dal calcio professionistico. Pochi investimenti, oltre ad un sistema malato delle politiche giovanili, afflitte da corruzione e dall’assenza della cultura del merito, hanno determinato il declino di oggi.
Infine il problema stranieri…
L’Italia non ha saputo sfruttare i grandi passi in avanti messi a disposizione della sentenza Bosman. Aver aperto le frontiere calcistiche da anni non rappresenta più un’occasione vantaggiosa per la crescita del sistema e per l’innalzamento tecnico del livello calcistico italiano. Oggi troppi stranieri, a basso costo, affollano i nostri campi a discapito dei nostri giovani che non hanno spesso la possibilità di mostrare il loro lavoro, né di poter accrescere la loro qualità calcando il campo insieme a campioni affermati. Poco coraggio nel puntare sui giovani, unitamente all’impossibilità di attendere lo sviluppo naturale di campioncini in erba determina il quadro cancerogeno del calcio italiano.
