Jannik Sinner ce l’ha fatta. Proprio dalle mani di quell’Adriano Panatta che lo vinse 50 anni fa, ha ricevuto il trofeo degli Internazionali d’Italia di tennis. Mancava questo trofeo nella sterminata collezione dell’altoatesino. Un tennista davvero dai numeri incredibili. 34 i match consecutivi vinti e 6 i Master 1000 consecutivi. Ormai siamo andati oltre la storia di questo sport: stiamo parlando di un mito vivente.
Jannik Sinner fa incetta di trofei
L’altoatesino è giunto a questa finale, vinta 6-4 6-4, dopo un tour de force incredibile. Ha praticamente giocato ogni due giorni. Ed ha conquistato una marea di trofei: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid, Roma. Jannik ottiene il Golden Slam, ovvero la conquista di tutti i nove Masters 1000 del circuito. Solo Novak Djokovic è riuscito a fare lo stesso, ma a 31 anni e non a 24 come Jannik. E poi sono 3 Masters mille sul rosso nella stessa stagione come solo Nadal, il re della terra, riuscì a fare nel 2010. E poi 34 vittorie consecutive nei 1000, 29 consecutive dall’ultima sconfitta a Doha nei quarti contro Mensik, a febbraio. Numeri da capogiro, da consacrazione insomma.
Anche Sergio Mattarella ad applaudire il campione
Sergio Mattarella consegna a Jannik il trofeo insieme a Panatta. Il Presidente scambia un paio di battute scherzose con l’altoatesino durante la premiazione. L’inquilino del quirinale lo scorso anno aveva festeggiato il trionfo di Jasmine Paolini e quest’anno raccoglie il doppio successo singolare-doppio grazie a Bolelli Vavassori. Così Sinner: “ E’ incredibile. Questo era il 50° anniversario della vittoria di un italiano e sono contento che a riportare il trofeo sia stato un italiano, uno di noi. Non sono stato perfetto, ma ho cercato di fare del mio meglio. Non è sempre facile, ma sono felice e devo ringraziare chi si prende cura del mio corpo, così come i miei coach, è un trofeo bellissimo”
La finale con Ruud
Un inizio da brividi per l’italiano. Finisce sotto due a zero, un paio di errori di misura, una palla corta in rete. Tuttavia il n.1 recupera immediatamente il break. Eppure Ruud é aggressivo, più profondo, non regala nulla e Jannik non riesce a sfondare. Fino al 3-3 si resta in pari, e nel 7° game Casper da 0-30 sale 40-30. Sinner resta sul pezzo, si porta in parità, annulla la palla del 4-3 ma, ancora una volta subisce l’iniziativa del rivale. Nell’ottavo game dopo un back di rovescio e una palla corta, Sinner trova due palle break, 15-40. Non approfitta della prima, ma la seconda è quella buona, 5-4. Serve per il set, 40-0 pulito pulito e primo parziale in tasca in 51 minuti. Con poche prime in campo, il 52%, ma il 92% di realizzazione.
Il secondo set parte maluccio per Casper, subito sotto di un break e a rischio di raddoppio nel terzo game. I coach lo tengono su, la stanchezza è tanta, ma Jannik stringe i denti anche nel sesto game, quando Ruud lo riaggancia sul 30-30 ma non riesce a controbreakkare. Nell’ottavo, però, ecco l’occasione che può riaprire la partita con Sinner che sbaglia uno smash e concede la palla del 4-4 a Casper ma è bravissimo a ritrovarsi al servizio e chiudere il 5-3. Ruud serve per restare nel match. Quando Jannik va a servire per il titolo lo stadio ammutolisce, hanno paura di disturbare, per questo a ogni 15 il boato fa ancora più rumore. Fino al punto che decreta la fine dei giochi e trascina Jannik ancor più nella storia di questo sport.
