La battaglia d’Aspromonte, il poema che diventa scena: al Metropolitano un viaggio tra mito, memoria e visione
La battaglia d’Aspromonte torna a vivere sul palco del Cine Teatro Metropolitano DLF di Reggio Calabria, dove domani, sabato 16 maggio alle ore 19:00, andrà in scena il reading scenico multimediale tratto dalla Chanson d’Aspremont, all’interno della rassegna culturale “Un palco per la città”. Un appuntamento che intreccia teatro, letteratura, immagini e musica, trasformando un antico poema cavalleresco in un’esperienza immersiva capace di parlare al presente.
Dal poema medievale alla narrazione contemporanea
Il progetto nasce dal volume Aspromonte – Poema del Quattrocento, curato dalla professoressa Carmelina Sicari, da cui prende forma l’idea originale di Dario Zema. Il testo e la regia sono firmati da Francesco Sgrò, che rilegge la materia epica medievale con uno sguardo contemporaneo, restituendo al pubblico una narrazione intensa, visionaria, attraversata da atmosfere che uniscono mito, battaglie e memoria collettiva.
Al centro della rappresentazione emergono alcuni episodi della celebre Chanson d’Aspremont, poema anonimo medievale dedicato alle imprese di Carlo Magno e dei Paladini di Francia. L’opera anticipa il grande ciclo carolingio e restituisce un immaginario epico ancora vivo.
La scena prende forma come un mosaico di suggestioni. Il visual concept e le immagini curate da Dario Zema dialogano con le musiche originali di Andrea Francesco Calabrese. La tessitura sonora accompagna il pubblico in un percorso emotivo e simbolico, costruito per evocare mito, memoria e visione.
Sul palco si alterneranno Andrea Francesco Calabrese, Adriana Cuzzocrea, Annalisa Locatelli, Francesco Sgrò e Dario Zema, chiamati a dare corpo e voce all’immaginario epico dell’Aspromonte. L’introduzione della serata sarà affidata ad Annalisa Locatelli.
La visione culturale del Metropolitano e la rassegna “Un palco per la città”
Il direttore artistico del Cine Teatro Metropolitano, Antonio Calabrò, sottolinea il valore culturale dell’iniziativa: “Domani vivremo una serata straordinaria, capace di unire Calabria e Chanson, due temi profondamente legati alla nostra identità culturale. Da una brillante intuizione di Dario Zema Soncin, con la regia di Francesco Sgrò e un gruppo di interpreti di grande sensibilità artistica, il pubblico potrà ritrovare atmosfere, miti e suggestioni senza tempo”. Calabrò richiama anche la missione della rassegna: “Continua il percorso di “Un palco per la città”, una rassegna che vuole portare alla ribalta artisti, creativi e sognatori reggini. Sono tanti, spesso silenziosi e lontani dai riflettori, ma rappresentano un patrimonio umano e culturale prezioso a cui desideriamo dare voce con forza e continuità”.
La rassegna, inaugurata lo scorso 14 febbraio e promossa dal DLF di Reggio Calabria presieduto da Nino Malara, proseguirà fino a giugno con appuntamenti dedicati al teatro, alla narrazione e alla memoria culturale del territorio, in collaborazione con le associazioni L’Amaca, Itaca e Sartoria Bruzzese. Media partner sono Radio Touring 104 e il quotidiano online CULT. L’edizione 2026 è dedicata a Bruno Stancati, figura di riferimento per la vita culturale e civile della città.
I prossimi appuntamenti e lo sguardo verso la nuova stagione
Il 30 maggio sarà la volta di “Canzone contro Giufà – Vita e opere di Nicola Giunta, poeta”, firmato da Rita Nocera e Sonia Impalà. Il 6 giugno arriverà invece il monologo “Lampo ferroviere, il cane che girò l’Italia in treno”, scritto da Antonio Calabrò e interpretato da Anna Rita Fadda, alla presenza del presidente nazionale DLF Pino Tuscano.
La trilogia del mito, inizialmente prevista nel cartellone, è stata rinviata alla prossima stagione per motivi logistici. La scelta conferma la volontà di preservare la qualità del percorso culturale avviato e di garantire al pubblico una programmazione sempre curata.
